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La
pecora bergamasca. Storia e presente
di una razza ovina -full text
Sommario:
Premessa
Cap. 1 - Gli ovini
domestici nell’antichità.
Cap. 2 - Collocazione
della pecora Bergamasca nell’ambito delle razze ovine.
Cap. 3 - Razze ovine
affini alla Bergamasca.
Cap. 4 - La “razza
sudanica”: tra leggenda e conformismo,
Cap. 5 - Elementi storici
circa l’origine della popolazione da cui è derivata la pecora Bergamasca.
Cap. 6 - Storia della
transumanza ovina bergamasca nel medioevo.
Cap 7 - La transumanza bergamasca
tra XV e XVIII secolo.
Cap 8 –Il XIX secolo e
la decadenza dell’allevamento ovino bergamasco
Cap 9 - Nel novecento
la crisi continua
Cap 10 -
L’organizzazione della transumanza tra passato e presente.
Cap. 11 - Il lanificio
bergamasco e la lavorazione della lana “nostrana”.
Cap. 12 - La razza
Bergamasca e le sue caratteristiche morfologiche, produttive e riproduttive.
Gli
animali dell'alpeggio
- full text
Sommario:
Introduzione
pag. 1, Bovini pag. 3,Capre pag. 11, Ovini pag. 20,
Suini pag. 25, Bassa corta pag. 26, Api pag. 26, Equini
pag. 26, Cani pag. 28, Selvatici pag. 28, Appendice
statistica pag. 29
Introduzione:
Non
sono poche le specie e categorie di bestiame che si
possono trovare sugli alpeggi. I bovini e i caprini
sono prevalentemente utilizzati per la produzione di
latte mentre gli ovini (in passato utilizzati anch’essi
per il latte oltre che per la lana) oggi lo sono quasi
esclusivamente per la carne (almeno in Lombardia). Rivestono
una funzione importante gli equini che, in non pochi
alpeggi, sono ancora insostituibili per i servizi di
trasporto e i suini che utilizzano, secondo un principio
di economicità e di riciclo ecologico, i residui della
lavorazione del latte. Non mancano gli avicoli: galline
ovaiole, ma anche tacchini e palmipedi. Tra gli animali
degli alpeggi non possiamo dimenticare i cani pastore
ma è giusto comprendere anche le api trasferite in estate
sui pascoli alpini per produrre mieli pregiati. Vi sono
poi i cervi, gli stambecchi e i camosci che utilizzano
spesso gli stessi pascoli degli erbivori domestici.
Si potrebbe continuare elencando uccelli, insetti, anfibi
che arricchiscono la fauna degli alpeggi e che cesserebbero
di essere presenti qualora i pascoli venissero abbandonati
e gli erbivori domestici cessassero di salire ogni anno
sull’alpe. Il concetto di alpeggio si riferisce
ad un sistema di gestione pastorale ben preciso che
implica la presenza el’uso per tutto il periodo estivo
di fabbricati il ricovero del personale e del bestiame
e per la lavorazione del latte, la dotazione di fontane
e altre piccole infrastrutture. Possono però essere
incluse nell’utilizzo delle alpi quelle forme di attività
pastorale che implicano un pascolo guidato e una custodia
continua degli animali o quantomeno, il mantenimento
del bestiame in determinate aree di pascolo sotto regolare
sorveglianza. Non può essere invece compreso nel fenomeno
dell’alpeggio (che implica un ‘area ben definita di
pascolamento) il pascolo “brado” delle greggi caprine
e ovine che vengono rilasciate in tarda primavera dai
proprietari; controllate solo saltuariamente esse possono
compiere spostamenti anche da una valle all’altra.
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