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Eventi e sagre... in arrivo



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Un'immersione nei saperi ancestrali, tra le tradizioni della botanica andina mentre si conoscono e riconoscono le erbe spontanee locali. Nei magnifici e lussureggianti dintorni di Pontebernardo la dottssa Noemi Bottasso (Ad Hoc salute olistica) condurrà una passeggiata di riconoscimento di erbe spontanee utilizzate in erboristeria ed in fitoalimurgia a cui seguirà una conferenza didattica ed una merenda sinoira alla "criolla" presso i locali della ri-aperta Locanda Pecora Nera. L'evento avviene in collaborazione con Germinale coop agricola di comunità, con sede a Demonte che ha recentemente preso in gestione la Locanda della Pecora nera e con il patrocinio dell'Unione Montana Valle Stura.






Manifesto della sagra autentica (redatto nel 2003 con il contributo di Ruralpini.it)



1 - La sagra è parte integrante dell’identitĂ  storica di una comunitĂ  e di un paese: è da intendersi come connubio perfetto tra l’autenticitĂ  gastronomica e le tradizioni del territorio da cui questa proviene. È espressione della cultura materiale del territorio e ha come obiettivo la salvaguardia, la diffusione e la promozione del patrimonio territoriale: in essa si intrecciano gastronomia, cultura, tradizione ed economia. PerchĂŠ una sagra si possa definire “tradizionale” deve possedere almeno un passato di legame tra il prodotto e il suo territorio, documentato da tradizione orale e scritta. Tutte le iniziative culturali previste dalla sagra, infatti, devono riflettere l’obiettivo primario della sagra virtuosa, ovvero esprimere cultura e tradizione.

2 - Il cibo, il consumo collettivo e rituale di determinati prodotti carichi di valori simbolici è il motore propulsore della sagra. Il tipo di alimento, il modo di prepararlo e di consumarlo rimandano ad un passato di vita comunitaria e a una cultura alimentare percepita come segno di identitĂ . Per questo la sagra deve somministrare piatti e ricette che abbiano come ingrediente principale il prodotto di cui si fa promotrice.

3 - La sagra non ha finalitĂ  speculativa. Non è uno strumento di business e profitto, ma un veicolo di valorizzazione del territorio e della comunitĂ . In questo modo la sagra diventa un’occasione per la comunitĂ  locale (operatori commerciali e non) per riflettere sulle proprie origini e sulle proprie risorse. La sagra deve garantire al meglio la tracciabilitĂ , la divulgazione, la conoscenza dei propri prodotti e la trasparenza fiscale. La sagra va intesa come un’opportunitĂ  per il territorio: favorisce il miglioramento dell’immagine della comunitĂ , l’orgoglio di una comunitĂ  di riuscire a sostenere un evento, di sviluppare nuove conoscenze e capacitĂ , di stimolare lo spirito di partecipazione, aggregazione, amicizia e appartenenza. È uno strumento con cui far conoscere giacimenti dimenticati, ma anche borghi, musei periferici, centri storici, chiese e abbazie. La sagra può costituire anche uno strumento di ricchezza economica nella misura in cui è in grado di realizzare servizi a favore della comunitĂ  locale.

4 - La sagra promuove forme di socializzazione e sviluppo collegate alla cultura del cibo locale. Essa risponde al desiderio delle comunitĂ  di avere spazi di convivialitĂ  e socializzazione. Coinvolge tutto il territorio e le numerose realtĂ  produttive e commerciali locali, nonchĂŠ i vari operatori del settore enogastronomico, quali produttori, artigiani, cucinieri, ristoratori e baristi. Il benessere e la soddisfazione di tutte le fasce della popolazione, sono essenziali per una sostenibilitĂ  nel tempo della manifestazione. La valorizzazione di un prodotto risulta efficace e con ampie ricadute economiche - durature - a vantaggio degli operatori locali, quando viene considerata in una dimensione collettiva, partecipata e condivisa sul territorio e non quando viene concepita tramite azioni estemporanee e promosse dai singoli soggetti anche se legati alla filiera e alle istituzioni. La dialettica tra i contesti favorirĂ  naturalmente un intrecciarsi di creativitĂ  e tradizione, contribuendo a trasmettere che il folklore non è fossilizzato, ma in continua evoluzione e rielaborazione. Si auspica quindi il coinvolgimento della comunitĂ  nelle attivitĂ  organizzative, invitando gli abitanti a prendere parte a comitati; incentivando aziende locali e amministrazioni al supporto finanziario e tecnico.

5 - La sagra deve svolgersi in un periodo limitato di tempo, deve essere legata a cicli di produzione e consumo e non può avere durata superiore ai sette giorni. Deve avere luogo nel territorio di origine del suo prodotto, ricetta o trasformazione tipica, in locali e ambienti idonei per la somministrazione che siano ben inseriti nel contesto paesaggistico, anche valorizzando strutture e ambienti tradizionali. Può svolgersi in contesto urbanizzato o in ambito rurale. Può anche prevedere eventi centralizzati ed eventi dislocati presso luoghi di produzione, osterie, ristoranti, enoteche e trattorie, creando una sinergia tra tutti gli attori pubblici e privati coinvolti nella sagra.


6 - La sagra è organizzata e gestita da associazioni senza scopo di lucro, che in concorso con altri soggetti portatori di interesse a livello territoriale, operano con continuitĂ  allo sviluppo e alla promozione della stessa attraverso un comitato. Gli organizzatori della sagra, perchĂŠ questa possa definirsi tale, devono monitorare che i compiti relativi alla sicurezza degli ambienti e alle norme igienico sanitarie siano svolti con professionalitĂ  e responsabilitĂ , assicurando competenza e preparazione del personale volontario. Devono quindi affidarsi a volontari competenti, che si assumano la responsabilitĂ  dei compiti affidati. Gli organizzatori devono inoltre impegnarsi a tutelare i volontari coinvolti a livello assicurativo. Il personale ha come obiettivo divulgare informazioni e approfondimenti, ma anche educare i visitatori e sensibilizzarli. Deve possedere competenza, ed essere in grado di dare informazioni corrette sul prodotto, raccontare aneddoti sulla sua storia ed esprime il legame sensoriale con la sua terra. Gli eventuali utili debbono essere reinvestiti in attivitĂ  a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.


7 - La sagra deve rispettare il proprio territorio, facendo attenzione all’impatto ambientale e curando in particolare strutture, uso di detersivi biologici e smaltimento rifiuti. Piatti, bicchieri e posate utilizzate in strutture pubbliche devono essere in materiale riutilizzabile, biodegradabile e di riciclo, o di uso comune e tradizionale sul territorio. Deve essere realizzata la raccolta differenziata. Lo smaltimento di liquidi e gas nocivi deve avvenire secondo le norme di legge. La sagra virtuosa, deve quindi dimostrare di intraprendere un percorso educativo anche in campo ambientale ed ecologico.