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Montagna sfregiata

Michele Corti, 6 dicembre, 2021


Tirano: iniziati i lavori di una tangenziale sbagliata

Nonostante il Comitato Gruppo di salvaguardia territorio Stazzona - san Bernardo-Tirano abbia messo in evidenza che esistano delle alternative con minor consumo di suolo, nonostante che queste alternative comportino costi inferiori e minori rischi alla circolazione (con tratti che saranno a rischio gelo e colate detritiche), l'Anas sta dando il via ai lavori. Sottolineamo che, oltre alle osservazioni del Comitato vi sono delle prescrizioni vincolanti del comune di Villa e della Regione Lombardia, prescrizioni che sono state ignorate. Quando sussistono motivi di illegittimità relativamente a dei lavori, questi possono essere fermati ripristinando le condizioni ex ante. Perché le autorità che avrebbero il compito di vigilare non si muovono?


Sono iniziati i lavori "propedeitici" di bonifica per l'eventuale presenza di ordini bellici nel tratto tra Stazzona e San Bernardo. Le ruspe sono già in azione. Le reti da cantiere nelle foto mettono bene in evidenza l'ampiezza della fascia espropriata. La fascia espropriata consuma una notevole superficie di suolo, in una piana agricola di pregio che assume un forte valore paesaggistico. L'ampliamento della provinciale Sp 24 avrebbe comportato l'esproprio di una fascia di soli 10 m. Il danno al territorio va valutato nel contesto della realtà valtellinese. La Valtellina, tra le valli alpine, è quella che più ha sofferto per un consumo di suolo del fondovalle intensivo e disordinato, un corridoio di capannoni e centri commerciali che ne compromette irrimediabilmente la qualità del paesaggio con ripercussioni negative sul turismo. Così la bassa e media Valtellina sono diventate un "tunnel" (anche quando la strada è a cielo aperto, da percorrere il più rapidamente possibile per raggiungere le stazioni sciistiche dell'alta valle (Livigno e Bormio, la "polpa" secondo una distorta e ben poco sostenibile concezione del turismo alpino. Le belle valli laterali delle Orobie e delle Retiche, gli splendidi borghi storici (Ponte, Teglio, Chiuro per citarne solo alcuni) sono così ignorati dal turista. Poi si piange sul latte versato quando si pensa che le brutture del fondovalle sono di pesante ostacolo alle candidature Unesco). 

Purtroppo, come succede spesso,  l'agricoltura non ha certo dalla sua la forza economica per resistere.  Gli agricoltori, tranne coloro che si sono opposti al tracciato, decisi a difendere la propria terra, data la situazione dell'economia agricola e le non brillanti prospettive sono ben lieti di incassare il prezzo di esproprio. Non è una situazione che riguarda solo la Valtellina. Anche nella vicina Svizzera le cose non vanno poi così bene se, è notizia di questi giorni, i viticoltori del Vallese sono disposti a cedere i propri terreni al prezzo simbolico di 1 Euro. Ma se qualcuno è contento di essere espropriato, va anche detto che la spesa per l'Anas è notevole. Allargando la strada provinciale il costo sarebbe risultato di 4/5 milioni/km contro i 9/10 del tracciato che taglia la piana agricola. Oltre al danno agricolo e paesaggistico anche danno all'erario. Un danno cui si deve aggiungere la realizzazione di una vasca di decantazione a lato della chiesetta del XVIII secolo. Rimandando al precedente articolo della scorsa estate (VAI A VEDERE) e alla relazione del geom Spavetti (pdf da scaricare in fondo all'articolo) per le numerose problematicità del tracciato che l'Anas si appresta a realizzare ci limitiamo qui a richiamarne alcune che interessano questa parte di tracciato oltre a quelle già ricordate

  1. notevole pericolosità per il gelo del tracciato tra la località San Bernardo e il Dosso se rimane ai piedi della montagna, come previsto del progetto del 2009 , in quanto la zona a monte poco soleggiata, è soggetta a gelate improvvise ;
  2. rotonda di Stazzona a raso (con rallentamenti al traffico) e con conseguenze negative sulla viabilità locale (mezzi agricoli, pedoni, pista ciclabile) e su quella per e da l'Aprica attraverso il borgo di Stazzona
  3. occupazione della fascia A (ad alto rischio) del PAI (Piano per l'assetto idrogeologico) tra San Bernardo e Ganda con accentuazione pericolo di esondazione sull'altra sponda dove vi sono case e attività produttive.





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Nella relazione di cui sotto il geom. Santo Spavetti chiede alla Direzione Generale ANAS di Roma di verificare la legittimita’ dell’ applato dei lavori in quanto Anas MI avrebbe proceduto all’ appalto sulla base di un tracciato ILLEGITTIMO, che potrebbe comportare un DANNO ERARIALE che calcola in 9/10 milioni di euro, per la sola GALLERIA DOSSO,danno ambientale e pericoli per la circolazione con possibili vittime, come da relazione tecnica allegata

ALLEGATI PDF

Relazione del Geom. Santo Spavetti

Osservazioni sul tratto Stazzona-San Bernardo-Ganda


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