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(28.05.11) Ricominciare dalla montagna?

Il titolo del saggio di Gianfranco Miglio (1978) è quanto mai attuale. Mai come oggi la montagna è a un bivio. Può ispirare al resto della società modelli utili a ripensare la gestione dello spazio, delle risorse, comprese quelle umane o può essere cancellata come realtà sociale. E ridotta ad un 'supporto fisico' colonizzato materialmente e simbolicamente dalla civiltà megapolitana. In vista di un 'ripensamento complessivo' della realtà della montagna è utile ripercorrere le tappe della presa di consapevolezza della realtà delle Terre alte. Una di queste è rappresentata indubbiamente dal convegno di Sondrio dell'aprile 1986 (foto) nel cui ambito venne redatta la 'Carta di Sondrio' che ripubblichiamo in vista di nuove iniziative. leggi tutto

 

(24.05.11) Meno stato più comunità nelle Terre alte

Dalle scuole parentali agli alberghi 'informali' delle 'donne di montagna', ai gruppi di consumo arrivano segnali della volontà delle terre alte alpine di voler tornare a gestirsi sulla base delle mai sopite tradizioni di gestione comunitaria. Lo stato, la burocratizzazione e istituzionalizzazione di ogni aspetto della vita economica e sociale, devono fare un passo indietro. E le terre alte diventeranno un modello vitale. leggi tutto

 

(13.02.11) La cultura urbanocentrica svuota la montagna  Riportiamo l'articolo di Tarcisio Cima pubblicato dal "Giornale del popolo" il 21 gennaio 2011 con il titolo 'La montagna svuotata' Il Canton Ticino gode larga autonomia ed ha un territorio al 100% montano. Eppure si 'pensa' come un'area urbana e la tendenza è a dimenticare che le Alpi hanno bisogno di città ma che il  ruolo di queste ultime può rafforzarsi proprio in quanto città alpine leggi tutto


 

 

(22.09.11) La paventata chiusura dei piccoli comuni serva a riflettere sul fallimento delle Comunità Montane e sulle politiche 'verdi' di  desertificazione della montagna

Sventato il pericolo di chiusura

dei piccoli comuni

(ma la montagna rischia di divenire un deserto verde)  

di Mariano Allocco

 

Nelle convulse ricerche di risparmi qualcuno a Roma ha pensato che tagliare con la scure i piccoli comuni poteva procurare dei risparmi. Ignorando che il comune di montagna non è solo l'articolazione 'periferica' dello stato ma una cellula fondamentale di aggregazione civile. Ma dalle parti dell'Uncem e dei ceti amministrativi 'montani' c'è più sensibilità?

La sopravvivenza dei piccoli Comuni alpini pare garantita, ma siamo sicuri che vada bene così? La decisione paventata da Roma era un bluff di dilettanti allo sbaraglio, che un risultato però l’ha ottenuto, riuscendo a far aggregare  per la prima volta i sindaci al richiamo dell’UNCEM, cosa mai successa prima.

 

Ma  quali “strategie” ci sono dietro la decisioni romane  e le protesta dei sindaci? Paradossale per me  vedere l’UNCEM in prima fila col presidente regionale in testa, perché  proprio l’UNCEM  aveva voluto l’accorpamento delle Comunità Montane per fare cassa (ma non è lo stesso motivo per cui si volevano chiudere i piccoli Comuni?). L’attuale assetto delle C.M. è un fallimento conclamato e annunciato che ha portato alla paralisi progettuale e istituzionale nelle valli, come fallimentari sono state le altre ultime sue iniziative, cominciando da una legge forestale scritta su Marte  per interessi alieni, mentre tace da troppo tempo su tutti i grandi problemi del vivere il monte!

 

Ma proviamo a analizzare la situazione istituzionale delle valli con un approccio non di tipo romantico, qui non siamo a Fort Apache, proviamo a sbrogliare la matassa in modo pragmatico. I Comuni sono il tassello organizzativo ultimo per il governo del territorio e l’efficacia di una organizzazione si valuta per come raggiunge obiettivi noti, adottando  strategie e tattiche condivise in tempi e con risorse dati. Altri parametri di valutazione non ci sono e non è più tempo di giochetti e meline. Strategia è l’arte di ordinare, sviluppare e impiegare le forze a disposizione per conseguire la massima probabilità di raggiungere obiettivi realisticamente perseguibili.Tattica sono i mezzi utilizzati e le azioni adottate per raggiungere obiettivi definiti dalla strategia.Organizzazione è la risposta alle sfide indotte dalla complessità e per le istituzioni locali è una risposta sociale che ha l’obiettivo di indirizzare in spirale positiva e virtuosa le energie della gente sfumando le debolezze.Obiettivi sono le mete che ci si pone e che devono essere “quasi” raggiungibili, perché giocare sul sicuro non crea competizione. Strategia, tattica, organizzazione e obiettivi , parole che mi sono venuti alla mente più volte in questo periodo. No, non riesco a vedere una strategia nella difesa ad oltranza dell’attuale impianto organizzativo delle montagne piemontesi , difendere lo status quo non porta lontano sul piano della vivibilità sulle montagne.

 

Non è questione di numeri grandi o piccoli, micro Comuni disaggregati e atomizzati difficilmente sono in grado di esprimere progettualità e prospettive in un contesto competitivo in cui emergono solo le eccellenze, mentre le Comunità Montane hanno smesso di essere il luogo di aggregazione e progettazione dello sviluppo alpino e questo per responsabilità indiscussa dell’UNCEM, che ora è in prima fila a difendere i Comuni dopo aver sfasciato l’approccio comunitario nelle valli!

Sì, io accuso  proprio l’UNCEM di aver scientemente messo fuori gioco  il “luogo” in cui si poteva pensare a livello di comunità di valle portando per giunta  anche quassù le regole del maggioritario che hanno  spazzato via quel minimo di approccio comunitario che permetteva di aggregare le poche energie rimaste.

Ora quando  vedo i sindaci a Roma o al  Pian del Re per protestare  mi chiedo quanto sia sentita la loro battaglia dagli ultimi abitanti delle valli.

Guardate che se non si riesce a esprimere una strategia comune per vivere il monte, aver mantenuto lo status quo è battaglia di retroguardia,  il problema non è salvare i Comuni, ma mantenere la gente sui monti e per poterci vivere occorre esprimere progettualità d’eccellenza.

 

La paura di veder chiudere i Municipi è sacrosanta, ma quanto può emergere a livello di eccellenza in Comuni sotto soglie minime di abitanti, dove se ci sono due liste è perché due hanno litigato, dove a volte ci si imbuca da fuori  per  rimanere comunque in gioco, dove la democrazia rappresentativa lascia il posto a dinamiche tribali, dove la preoccupazione del contingente è il massimo della progettualità espressa, dove ……  Mi chiedo (sono l’unico, ma pazienza) se non sia ora e tempo per ridiscutere noi , e non altri, il livello di aggregazione necessario per riportare efficienza e incisività nelle istituzioni locali e far emergere una progettualità che punti a vivere il monte e non solo all’amministrazione di un  condominio o alla gestione delle sfighe.

 

Salvati i Comuni ora i nostri sindaci provino a impegnarsi assieme sulle sfide del vivere il monte, mettendo a frutto l’aggregazione che li ha portati per la prima volta assieme a difendere il loro posto. Accessibilità alle scuole superiori  dalle testate di valle, sostegno  alle imprese locali, accesso alla rete telematica, una legge forestale decente ( se non si è in grado di modificare l’obbrobrio attuale basta abrogarlo e basta!), utilizzo delle energie rinnovabili a sostegno del primario nelle valli, applicazione della legge nazionale della montagna (la Legge Carlotto), ridiscussione dei rapporti tra monte e piano, ritorno dei grandi predatori , ecc.

Alcuni temi caldi su cui , se  c’è, l’UNCEM piemontese è ora che  batta un colpo!

No, la battaglia per  vivere il monte non si vince difendendo a spada tratta tutti i Comuni, anche quelli “cotti”, ma recuperando le energie positive sul territorio e avendo il coraggio di rimettere mano a un impianto istituzionale che ha più poco da dire e che non è più difendibile non da Roma, troppo facile!, ma da un mondo che sta liquefacendosi.

Avendo ben  chiaro però che prima di ogni azione vanno definite strategie, tattiche e obiettivi altrimenti avremo difeso dei Municipi che a breve governeranno  un deserto verde.

 

 

           

 

pagine visitate dal 21.11.08

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