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11 DICEMBRE 2019.
l'UNESCO HA PROCLAMATO LA TRANSUMANZA PATRIMONIO DELL'UMANITA'



APPROFITTANE per ordinare
Il volume, pubblicato nel novembre 2019, che raccoglie contributi sulle transumanze alpine (ovine e bovine) di Liguria, Piemonte, Lombardia, venetro, Friuli. Consta di 217 pagine. Con numerose illustrazioni (B/N), carta lucida, brossura. Formato 23,5 x 16, 5. ISBN 978-88-943252-1-8. Prezzo di copertina 16 €. Edito dal Festival del pastoralismo di Bergamo può essere acquistato online direttamente dall'editore a 16€ comprese le spese di spedizione.

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Test di valutazione delle capacità di giovani che si candidano a lavorare in montagna presso un'azienda agricola

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Sotto la protezione del santo della montagna, che ha combattuto i nemici della fede senza compromessi, che si è speso per i bisognosi senza compromessi, che ha promosso il progresso agricolo per i contadini.







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(27/10/20) In quesi giorni il parlamento europeo ha dato il suo placet alla "riforma" (!?) della Pac
. Ha anche bocciato le proposte che miravano a impedire che i prodotti di finta carne possano utilizzare denominazioni "meat sounding", ovvero camuffarsi da salsiccie, bresaole e bistecche. Il finto ambientalismo si dimostra un vero e prezioso sostegno alle strategie delle multinazionali che, dopo aver sottomessa l'agricoltura, ora la vogliono cannibalizzare. Con pessime conseguenze ambientali e sociali leggi tutto

La festa è finita
Autunno senza sagre

(20.10.10) Prima movida urbana senza controllo, adesso festa finita anche nei piccoli comuni, coprifuoco e cancellazione di tutte le feste e le sagre. Un autunno triste. La sagra vera è un bene culturale, sociale, agroalimentare prezioso. Chi ne è consapevole sa quanto peserà negativamente il blocco. Motivo per reagire e prepararsi dopo questa pausa forzata a riprendere l'azione per il riconoscimento da parte delle istituzioni della sagra autentica, della Sagra di tradizione. Per farlo uniamoci in rete. leggi tutto

Pecora bergamasca e transumanza: note storiche


(19.10.10) Il Festival del pastoralismo di Bergamo sta progettando un importante evento di promozione delle produzioni ovine bergamasche. In vista di questo appuntamenti vale la pena riprendere il tema della storia della più importante e diffusa razza ovina dell'arco alpino (non solo italiano). leggi tutto

Contadini in età avanzata. L'esperienza giapponese


(15.10.20) Così, come abbiamo raccolto le voci dei giovani consegnamo ai nostri lettori anche il contributo di una coltivatrice avanti negli anni che, invece di riflessioni sulla propria esperienza personale ha preferito guardare lontano, al Giappone appunto, per trovare idee per un'agricoltura contadina che valorizzi il ruolo degli anziani (leggi tutto)

La transumanza dei bergamini: il significato di un evento

(10.10.20) La transumanza dei bergamini, l'evento che - dopo 60 anni ha riportato una mandria a percorre a piedi le strade della pianura lombarda, ha fermato per due mesi Ruralpini. L'impegno per organizzare in tempi strettissimi una manifestazione complessa non concedeva spazio per altre attività. Ma ne è valsa la pena. Abbiano trovato calda accoglienza attraversando 13 comuni e suscitato entusiasmo. Nessun spirito nostalgico ma uno spirito attualissimo di festa popolare itinerante e  la convinzione che per affrontare il futuro serve sapere da dove si viene. leggi tutto


Ersaf Lombardia:
un mancato servizio alla montagna


(08.08.20) Il trasferimento del patrimonio di oltre 30 pascoli dall'Ersaf ai comuni è la consegenza della mancata attivazione di una funzione di stimolo, da parte di questo ampio patrimonio demaniale,  al complessivo sistema alpeggi lombardo. L'Ersaf, invece di perseguire, con servizi concreti,  la funzione di supporto agli enti locali di montagna, si è dedicato a creare e gestire aree protette e a promuovere orsi e lupi. A difendere l'ente, ovviamente, solo Legambiente e il Pd che, da bravi centralisti, piangono perché il patrimonio demaniale  torna ai comuni e non varrà più il divieto di caccia. leggi tutto

Grandine e monocoltura: non impariamo niente?

(01.08.20)  L'evidenza della recrudescenza  dei fenomeni grandiniferi, insieme ad altre considerazioni sulla fragilità del territorio, dovrebbero indurci a serie riflessioni. Ma si fa finta di niente. Parlano di "sostenibilità" ma impongono all'agricoltura la monocoltura, i campi-discarica, le vacche "macchine da latte". E il consumo di suolo procede. Serve un movimento agroecologico, ecoruralista che smascheri l'ambiental-animalismo da salotto  leggi tutto



Si allarga alla Valsesia il movimento NO LUPI

(29.07.20) "O noi o i lupi". WolfAlps  -  sempre più autority del lupo istituzionalizzata - e Regione Piemonte sono stati contestati anche in Valsesia in nome della resistenza rurale (dopo la protesta in Ossola di un mese fa). Nessuna fiducia nell'opportunismo della politica e delle istituzioni. Va intensificata la protesta per rompere la cappa di piombo di censura e manipolazione leggi tutto

Cosa penso della montagna
(a 16 anni)

(26.07.20) Davide Garnero, un ragazzo di 16 anni - che frequenta l'istituto agrario in provincia di Cuneo- ci ha consegnato le sue riflessioni sul mondo d'oggi, sulla montagna, sul suo futuro. Non ci illudiamo che scuotano i politici, i potentes (come nella favola di Greta), ma solo che risveglino i tanti adulti che si sono lasciati andare alla rassegnazione. Se ci sono ragazzi che sognano il loro futuro in una  piccola borgata di montagna vale la pena resistere. leggi tutto

Piccola imprenditoria alpina (resistere con le erbe)


(22.07.20) Aprire un'attività economica (di qualsiasi tipo) nelle valli alpine, qualunque essa sia, è difficile. Vivere, in cima alle valli, dei prodotti che offre la montagna per realizzare attività economiche in un mondo di grandi  aziende, di sistemi logistici è eroico. Che si trasformi latte, legno, uva, pietre naturali o ... erbe alpine, come nel caso dell'esperienza che Andrea Aimar, ci racconta con questa intervista. leggi tutto



CAI: che brutta figura
(il lupo da alla testa)



                               
(19.07.20) Il GGC (gruppo grandi carnivori del Cai) fiancheggiatore di WolfAlps,  con il "bando" per "allevatori virtuosi" (a favore della convivenza con il lupo) ha rimediato una magra figura. Il bando ha raccolto solo 23 domande in tutta Italia. Non solo, ma il Cai ha fatto orecchio da mercante  quando Nina Liebhardt, una pastora ossolana, ha rifiutato il premio per non prestarsi a una strumentalizzazione contro i pastori.  L'abbiamo intervistata all'alpe Ratagina in val Agarina in questi giorni leggi tutto


Latte e formaggi
fanno bene



(14.07.20) I latticini sono stati oggetto, da oltre mezzo secolo a questa parte, di campagne mediatiche fomentate dall'industria, che, sulla base di considerazioni salutistiche, ne sconsigliavano il consumo. Nessuno diceva che i "barbari", i pastori e i montanari che consumavano grandi quantità di latte e latticini, scoppiavano di salute. La ricerca medica oggi riconosce che il consumo di formaggio previene il rischio cardiocircolatorio e il diabete. Così le multinazionali usano l'ideologia animal-ambientalista e i meccanismo delle mode fatue per screditare latte e latticini.  leggi tutto 




Quando l'ambientalismo fa male all'ambiente


(07.07.20) Le "ricette" ambientalidel governo sono ispirate - vedi la smania di piantare alberi - a quell'ambientalismo becero che, in nome di soluzioni green, produce un ulteriore aggravamento dei fenomeni di degrado dei territori montani. Con l'abbandono di ampie superfici e una "rinaturalizzazione" non gestita, con il crollo verticale delle attività di contadini, pastori, boscaioli, gli effetti dei fenomeni estremi e la perdita di biodiversità, patrimoni di paesaggio, beni culturali materiali e immateriali, saranno sempre più gravi. leggi tutto

Con gli asili chiude
la montagna

(05.07.20) Dopo il caso di Gandellino,  ecco quello di Oneta, sempre in alta val Seriana (e c'è anche in ballo quello di Valcanale). Chiudere gli asili e le scuole spinge le famiglie a lasciare i piccoli centri, così ci saranno ancor meno alunni e lo spopolamento sarà inarrestabile. A Oneta le mamme si sentono prese in giro e hanno reagito, protestando e organizzando delle iniziative culturali, consapevoli che la loro presa di posizione ha un valore generale ("per i nostri governanti avere figli è una colpa") e si iscriva nella denuncia di un progetto cinico di  "chiusura della montagna. leggi tutto


Malghesi di Presolana

(02.07.20) I Bariselli di Solara. Alla Malga della Presolana da più di quarant’anni. A famiglie come questa che si tramandano la cultura dell'alpeggio di generazione in generazione è largamente affidato il grande patrimonio dell'alpeggio leggi tutto
 



In Ossola tanti no alla
"convivenza" con i lupi


(28.06.20) Gli allevatori ossolani: "O noi o l lupi". La Regione Piemonte "Vi siamo vicini ... ma stiamo con WolfAlps". Ampio resoconto dell'incontro sull'emergenza lupo nell'Ossola e Vco di venerdì scorso 26 giugno a Villadossola. La protesta - civilissima - degli allevatori e dei sindaci ha accompagnato l'evento. Molte le critiche ma anche le proposte da parte degli allevatori e delle istituzioni rappresentative del territorio, schierate decisamente contro i lupi. Utile lettura per tutte le realtà alle prese con il problema. leggi tutto  


Torna l'eli Luna Park
sulle alte Orobie


(26.06.20) La tragedia dell'epidemia, che ha colpito così duramente la val Seriana, pare non aver insegnato nulla. Torna il turismo Luna Park, insostenibile e stupido. Gli enti (Parco delle Orobie bergamasche, Comunità montana) che si proclamano ambientalisti, quando ci sono di mezzo orsi e lupi (che impattano su allevatori e pastori), nulla obiettano su queste iniziative o sono d'accordo leggi tutto

NO ALLA BANALIZZAZIONE TURISTICA
 DEL LAGORAI
NO ALLA TRASFORMAZIONE DELLE MALGHE IN ALBERGHI IN QUOTA
(complice la Sat - il Cai trentino )



Orsi trentini, ora basta minimizzare il pericolo


(24.06.20) Ieri i giornali trentini, trattando l'aggressione a due escursionisti da parte di un orso, hanno citato solo tre precedenti "dimenticato" il caso di Marco Zadra (il podista aggredito da un orso che aveva incontrato su un sentiero). Un caso che aveva meritato le prime pagine degli stessi organi di stampa. Perché? Si vuole ancora minimizzare per paura di non "allarmare" i turisti? Il sito della Pat è fermo a due incidenti. La "nuova" Provincia di Fugatti lascia gestire ancora la delicata materia al dr. Groff che, a suo tempo, accusò persone finite all'ospedale di avere "provocato" gli orsi. leggi tutto



Impongono i cani da

difesa, poi vietano di usarli


(22.06.20) Quando un comune turistico come quello di Alagna Valsesia prevede pesanti limiti all'uso dei cani da difesa, scaricando sui pastori gli oneri della gestione del conflitto cani-turisti, non possiamo non fare a meno di riflettere che la "coabitazione" tra lupo e pastoralismo è solo l'ipocrita formula per togliere di mezzo uno dei due "coabitanti": il pastore e i suoi animali. Così come vuole il piano capitalistico di esproprio della montagna
leggi tutto


Lasciar chiudere gli allevamenti è uccidere la montagna


(21.06.20) Lo scorso 1’giugno ha chiuso i battenti ad Acceglio, località Ponte Maira, alta Valle Maira l’ultimo allevamento di trote iridee e salmerini della valle. Un brutto colpo per il territorio che viene privato di un apprezzato prodotto km 0 legato alle pure sorgenti della valle. Andrea Aimar, collaboratore di ruralpini per la val Maira ha intervistato i titolari che puntano il dito contro la burocrazia leggi tutto


E' inutile portare in montagna i fallimenti della città


(17.06.20) L'Uncem invece di proporre iniziative che vadano incontro ai bisogni della montagna, chiede provvidenze per i ricchi che si vogliono fare la seconda casa rural chic o venire a fare smart working (guardando la montagna dalla finesta come un fondale). La strategia è chiara: favorire l'abbandono (burocrazia, chiusura di asili, negozi, strade dissestate, lupi, vincoli "ambientalisti" di ogni tipo) per poi svendere e far guadagnare gli intermediatori speculativi (i gruppi  dietro l'Uncem). leggi tutto


Ancora su IMU e fabbricati rurali


(10.06.20) Si avvicina la scadenza della gabella che colpisce immobili (ex fabbricati rurali) che, nelle condizioni attuali, non possono fornire alcun reddito. Imponendo aliquote da seconde case, i comuni (e lo stato che ha stabilito le norme per l'imposizione) impediscono la conservazione e il recupero di un patrimonio che ha in molti casi un valore culturale ma che potrebbe, cambiando le circostanze, tornare di utilità ai proprietari e alla collettività per iniziative di sviluppo agricolo e turistico. leggi tutto


Linguaggio e cultura del fieno: come cambiano


(10.06.20) Epoca di sfalci in montagna. C'è chi utilizza le attrezzature più moderne, chi va ancora all'antica e chi utilizza soluzioni "miste", adatte alle dimensioni dei fondi e alla struttura aziendale. In un contesto lavorativo in cui è ancora molto usata la lingua dei padri, anche il lessico si evolve. Un fatto importante perché dove c'è una cultura agricola viva, e non solo un'attività agricola che sopravvive, c'è un futuro. leggi tutto

Boucun de Saber a Coumboscuro

(torna la dieta alpina)

(09.06.20) Torniamo a parlare di cibo e territorio dopo l'epoca del contagio, di cibo come atto di  dinamismo sociale e comunitario,  elemento chiave di ricostruzione di una cultura locale viva, di una ri-nascita di territori e comunità. Il contagio ha interrotto anche una serie di iniziative sulla dieta alpina a Coumboscuro, piccolo ma importate centro di cultura alpina (nella sua declinazione provenzale) in valle Grana (Cuneo). Così riprendiamo il filo di tutti questi discorsi riferendo della inaugurazione della rassegna Boucoun de Saber (Assaggi di Sapere). Lasciando la parola a chi, il gastronomo paolo Olivero, insieme al Coumboscuro Centre Prouvençal, ha ideato l'iniziativa. leggi tutto

Edilizia rurale: lo stato la vuole distruggere
(07.06.20) Lo stato, con l'Imu sui fabbricati, non vuole solo fare cassa, vuole distruggere un pezzo importantissimo della cultura rurale (per non pagare una tassa pesante si scoperchiano gli edifici). Alla faccia delle convenzioni e delle leggi che tutelano il paesaggio, i valori materiali e immateriali della cultura rurale, alla faccia del registro nazionale dei paesaggi rurali. Parole, parole, parole.  Intanto qualche consiglio per evitare la "patrimoniale dei poveri" leggi tutto

Val Masino: il contadino
messo sotto i piedi

(05.06.20) In val Masino, il 2 giugno,  è andata in scena una vicenda emblematica di un certo modo di "usare" la montagna come luna park turistico, senza rispetto per i contadini: prato ancora da sfalciare requisiti come parcheggi temporanei (a pagamento) dal Comune. leggi tutto

Lupi in Ossola e Cusio. Allevatori e sindaci: situazione insostenibile
(31.05.20) La clamorosa protesta dell'allevatore di Quarna, che ha portato le sue capre in prefettura a Verbania (27 maggio). Un incontro dei sindaci della valle Anzasca (30 maggio) con la partecipazione di rappresentanti politici ed esperti (non i soliti pro lupo), unanimi nel dichiarare la situazione insostenibile. leggi tutto

Osterie: espressioni concrete del bisogno di stare insieme (ieri e oggi)

(25.05.29) Antonio Carminati illustra la viva realtà delle osterie di contrada dell'alta valle Imagna. Esistite, sino agli anni '60, sul "modello" dell'istituzione medievale e poi scomparese. Oggi, però, lvi sono iniziative che cercano di tradurre quel modello nel contesto contemporaneo. Iniziative meritorie perché e di nuovo vivo il bisogno di un posto come le osterie di una volta. leggi tutto


Nuovi schiavi nei campi.
E lo sfruttamento del contadino  italiano?



(24.05.20) Il mondo agricolo è molto critico sulle recenti manovre governatire per  regolarizzare centinaia di migliaia di clandestini "per aiutare l'agricoltura". Il governo da bene perché l'agricoltura è in difficoltà e ha problemi di manodopera. Burocrazia, oneri contributivi, norme  e apertura indiscriminata dei mercati ai prodotti esteri costringono all'autosfruttamento o ad assumere in nero. leggi tutto


(21.05.20) Lecco sfida Madrid e Marsiglia.  Sabato 23 maggio passeranno al mattino dal centro Lecco 3200 pecore dei pastori Galbusera, dinastia ( alla quinta generazione) di pastori brianzoli. E' la prima volta che i tre greggi dei Galbusera effettuano al transumanza insieme. Uno spettacolo da non perdere (leggi tutto).


(17.05.20) All'osteria si facevano affari, si faceva politica, si amministrava la giustizia, si socializzava e si faceva anche cultura.  Spunti per ridefinire, nei piccoli centri rurali, una istituzione dal basso polifunzionale, "zona franca" da burocrazia, asfissia regolativa e fiscale. Intanto qualcosa si muove e la cultura dell'osteria (quella vera, non il ristorantino rural chic) sta recuperando terreno. (leggi tutto)





L'arte dello sfalcio manuale: una tecnica per giovani

(15.05.20) In provincia di Cuneo una bella esperienza di passione e imprenditorialità si incontrano con la voglia dei giovani di vivere montagna e agricoltura tornando alla tradizione, sia pure in un contesto innovativo. Lo testimoniano i corsi di falciatura a mano della ditta FALCI di Dronero e il rinnovato impegno di questa ditta centenaria nel settore handtools. leggi tutto

La Lessinia e i lupi

(11.05.20) Dal 2014 il problema dei lupi, e delle interferenze di questo predatore con le attività umane della gente della Lessinia, è diventato oggetto di ampio e acceso dibattito fra montanari e cittadini. Questo articolo di Giuliano Menegazzi e del professor Ugo Sauro descrive la prima fase seguita alla reintroduzione del predatore nel parco dei Lessini). (leggi tutto)

Più forte del virus
Il Màs di Ponte Nossa  sul Pés

Sabato 9 maggio, a sorpresa, sulla cima del monte Guazza in val Seriana, appare il Màs, il maggio, l'albero rituale del primo maggio che fonde in armonia della saggezza popolare, il rito agrario della fertilità e la devozione mariana.  Un segno forte da tanti punti di vista.  Il virus (e la sua discutibile gestione) non azzerano la tradizione, che si dimostra più forte, capace di adattarsi alle esigenze della comunità che la esprime, nei giorni cupi e in quelli lieti.  (leggi tutto)

Mi piace stare qui, così
La rivoluzione della montagna
(di una ragazza di 24 anni)




(03.05.20) Così. Così, come adesso, al tempo del contagio. Nella montagna rurale il silenzio da il senso liberatorio di una "restituzione", della montagna  a sé stessa, rispetto al tanto che la modernità e la colonizzazione culturale hanno tolto e al poco che hanno dato. Così, restati soli, scoprendo una libertà di cui si era perso il valore, si fa "la tara" alle lusinghe della cultura cittadina, anche quelle "ecosostenibili". La montagna rurale saprà vincere, fare le sua rivoluzione silenziosa, non seguendo mode effimere, ascoltando la montagna (e i lasciti di generazioni che l'hanno ascoltata). Detto da una ragazza di 24 anni lascia ben sperare. leggi tutto

Caduti della montagna
(in guerra)



(02.05.20) E' successo il 29 aprile mattina in valle Anzasca (Ossola). Celso Badini, di Calasca, frazione Boretta, allevatore per passione ("hobbista" lo dicano ai fighetti, non a questi uomini veri), ha perso l'equilibrio per un malore sul sentiero per salire all'alpe Lasino dove portava i suoi asini all'alpeggio.  Rotolato sulla scarpata nella boscaglia è stato ritrovato solo qualche ora dopo dal soccorso alpino, morto.  Aveva 73 anni. Sino alla scorsa estate aveva anche pecore, vendute - come altri piccoli allevatori della valle - perché la convivenza con il lupo è possibile solo per i vigliacchi che la predicano dai loro uffici. Qualche giorno prima era salito a sistemare il sentiero. Questi uomini sono eroi che combattono per tenere viva la montagna, Davide contro Golia, è una guerra impari perché Golia ha dalla sua tutte le armi (soldi, istituzioni, "intellighentsia", leggi ingiuste). Ma loro non mollano. Onore ai caduti della montagna rurale. RIP

Il canto sociale rinasce nella crisi della globalizzazione

(29.04.20)  L'inno della resistenza, contadina, artigianale, popolare.  Con questa canzone DVDS ha superato sé stesso. E' riuscito distillare in immagini poetiche una biblioteca di sociologia della globalizzazione. A fondere i motivi dell'amarezza, dello spaesamento con l'orgoglio semplice ma roccioso e dotato di inedita autoconsapevolezza, il pessimismo, per un presente che mangia passato come futuro, con la ferma convinzione che resistere è già una vittoria e che "fin che siamo qui", fin che non siamo "partiti" qualcosa può ancora succedere? Questa non è una  canzone ma un inno  di resistenza sociale. (leggi tutto)


Riti di maggio:
il Màs (Ardesio e P.te Nossa)


(24.04.20) L'interessantissima evoluzione di un rito che coinvolge due comunità della val Seriana e che interessa due tra le modalità più suggestive del rito arboreo del Maggio: il "matrimonio degli alberi" e l'innalzamento dell'albero di maggio sulla cima di una montagna (con l'arsione finale). Ritroviamo nell'antico Mazo di Ardesio e nel Màs di Ponte Nossa, molti dei motivi ancestrali del rito agrario di fertilità del 1° maggio. Qui, in val Seriana, non ancora studiati nella loro complessa evoluzione. leggi tutto

Il maggio come rito
agrario della vita
(22.04.20) La quarantena, tra i tanti effetti che produce, quest'anno comporterà la mancata celebrazione delle feste e dei rituali primaverili. Costringendo a riflettere sul loro senso. Analizzando cosa hanno in comune quelli "ufficiali", che coincidono con feste politiche, e quelli che perpetuano riti ancestrali. Riti, come quello del Mazzo di Ponte Nossa (Bg) e del "Matrimonio degli alberi" di Accettura (Mt) che si sono arricchiti e differenziati nel tempo in relazione alle esigenze di disparate comunità. Ma che non è difficile ricondurre a idee religiose formatesi con l'avvento dell'agricoltura (leggi tutto)


Socialità contadina tristezza
urbano-tecnologica


(17.04.20) La socializzazione online da contagio è occasione per riflettere sul graduale processo di compromissione della socialità spontanea, della convivialità semplice e gioiosa. Un processo che è coinciso con il passaggio dalla comunità contadina alla, ormai generalizzata, "forma di vita urbana". L'idea, tutt'ora prevalente e accettata acriticamente, di comunità di montagna del passato cupe e miserabili  va totalmente ribaltata.
leggi tutto



Ritrovando un ritmo più vero



13.04.20) Le riflessioni poetiche di Anna Arneodo impongono a tutti dei ripensamenti. A chi sta chiuso nei suoi loculi metropolitani (da dove non sono più possibili le nevrotiche "evasioni") come al montanaro, che riscopre un mondo quasi perduto. Perché il dopo contagio non rappresenti una ripartenza ansiosa e impoverita del mondo di prima. leggi tutto

Il mondo come "casa di ispezione" (imposta con il virus)


(10.04.20) Dal divieto di orto, che lascia trasparire la volontà di "reprimere" ogni velleità di autosufficienza (alimentare ma, alla fine, anche mentale, vitale, spirituale), alla più generale messa in ginocchio delle attività meno connesse alle grandi reti di distribuzione. Dal controllo dei movimenti con i cellulari e i droni (prefigurazione del "capitalismo della sorveglianza"), al Mes (per piegare una società come quella italiana con ancora margini di "indisciplina"). Che pacchia questo virus per l'elite! leggi tutto


Il contadino italiano senza difesa



(03.03.2020) Le organizzazioni agricole in Italia non svolgono un ruolo efficace di tutela politico-sindacale. Condizionate dal loro incarnare altre funzioni, spesso in conflitto di interessi con quella che - in teoria - dovrebbe essere principale.  Erano - la Coldiretti in particolare - organizzazioni di massa, funzionali al consenso politico; sono diventate centri di servizi, in ultimo organizzazioni para-commerciali. leggi tutto

Produzione cibo sempre indispensabile


(29.03.20) Cosa mangeremo? Intanto se non hai la partita Iva e codici Ateco vietato coltivare. Riflessioni sul rapporto tra pandemia e cibo. Inutile negare "per non fare allarmismo" le tensioni sui prezzi e che alcuni paesi stiano chiudendo l'export. Ci sono anche rischi da chiusura di frontiere, divieto di attracco di navi che hanno fatto scalo in Italia. Ogni stato pensa prima di tutto al suo interesse; l'Europa unita e il mondo iperconnesso del free trade appaiono  pericolosi inganni. leggi tutto

Donne di montagna
(al tempo delle disgrazie)


(24.03.20) Anna Carissoni ci propone alcuni ritratti di "forti donne di montagna". Non si spiegherebbero i sacrifici e gli eroismi di tante donne impegnate al fronte del contagio se non ci fosse ancora una "riserva morale" di valori, di energia che ci viene dalla società rurale, che fa da antidoto all'egosimo, all'utilitarismo, alla ricerca del piacere (e alla fuga da ogni restrizione e dolore) che caratterizzano la società urbana di mercato leggi tutto

 Urbanizzazione e delocalizzazione come suicidio assistito

(19.03.20) La più grave emergenza sanitaria da un secolo mette in evidenza un rischio sistematico elevatissimo da patologie emergenti e dalla loro fulminea trasmissione. L'urbanizzazione crea le condizioni ecologiche favorevoli al "salto di specie" da animali "serbatoio" all'uomo, la delocalizzazione e il turismo demenziale moltiplicando i contatti per via aerea  determinano condizioni favorevoli all'esportazione delle patologie. Non c'è nulla di casuale. Succederà ancora. leggi tutto


Latte del Guatemala

(14.03.20) Laura Zanetti, di solito corrispondente dal Trentino, si trovava in Guatemala come infermiera volontaria. Prima di rientrare in Italia, a combattere il virus, ci ha mandato questo articolo. Anche in Guatemala, l'interesse per i contadini, per la lavorazione artigianale del latte l'ha portata a visitare delle realtà locali. Qui le note delle sue visite. leggi tutto




(13.03.20) In una piccola valle della provincia di Verbania, il parroco, pressato dalle richieste dei fedeli, ha ripristinato nella forma originale la "messa contro il lupo" che si celebrava, il giorno di San Valentino, dal 1762.  L'evento ha raccolto un forte consenso da parte della popolazione e ha trasmesso anche all'esterno il senso della gravità della minaccia legata alla proliferazione del lupo che minaccia il completo abbandono della montagna. leggi tutto


M49 va nei paesi e nelle stalle, si sa dov'è ma non si cattura
(09.03.20) I media hanno riportato in modo lacunoso e tranquillizzante le scorribande dell'orso M49 in val di Fiemme di una settimana fa.  Non ha predato solo "delle arnie" ma ha ferito un asino, che ha poi dovuto essere soppresso. Fatto ancora più grave si è introdotto, some al solito forzando porte e finestre, in locali annessi a una stalla (con animali da latte regolarmente munti e accuditi) e ha dormito in un fienile. I forestali l'hanno "intercettato", sanno dov'è ma non agiscono (nonostante un'ordinanza del presidente Fugatti) leggi tutto


Il Tino ci ha lasciati, improvvisamente, quindi ora ogni parola è fuori luogo, inadeguata. Come tutti gli amici sentiamo un vuoto. Il contagio, con le tante notizie distorte o esagerate, ha tenuto molti lontano dalle esequie. Ma lui merita di essere commemorato come si deve. Chi vorrà unirsi a una iniziativa di con lo scopo di ricordarlo con fattive "opere di bene" ma anche di dare continuità ai suoi sforzi disinteressati e appassionati di aggregazione dei pastori, sarà avvisato per tempo da Ruralpini.  Ciao Tino




Transumanza amara
 (voci controcorrente)

(04.02.20) Alberto Delpero, dall'alta val di Sole, dove è protagonista di una vicenda appassionata di "resistenza scolastica", interviene sul tema del riconoscimento da parte dell'Unesco della transumanza. Contestando il "mercato politico" Unesco e l'ipocrisia di una "santificazione" di una realtà che, nei fatti, viene ostacolata in ogni modo, dalla burocrazia, dalla politica, dal mercato. leggi tutto
 


Ridar vita alla montagna

 

(serve una svolta radicale) 

(02.02.20) Gestire il territorio, i servizi, rianimare la socialità, il senso di appartenenza, ridare in mano alle comunità insediate, anche le più piccole, il diritto-dovere di decidere e gestire i piccoli-grandi problemi della loro vita e sopravvivenza. Non si tratta di inventare nulla. Basta capire come le comunità si sono autogestite prima della modernità disgregatrice e colonizzatrice. leggi tutto


Popolo alpino a ... rischio estinzione
 

Le "piccole" cose che stanno uccidendo la montagna (nessuno potrà dire: "non sapevo!)

(29.01.20) Andrea Aimar, un giovane di 25 anni dell'alta val Maira, in provincia di Cuneo torna sul tema del futuro della montagna. Se, per gli anziani, riflettere su questo è motivo di rimpianto o sordo risentimento, per un giovane può portare a due atteggiamenti: rinuncia e fuga o ribellione. E infatti dal Veneto al Piemonte non si odono più solo voci di rassegnazione. Non è più il mondo dei vinti senza voce. leggi tutto


Pastoralismo alpino: verso un embrione  organizzativo




(27.01.20) L'associazione Festival del pastoralismo di Bergamo, dopo sei edizioni del Festival (iniziato nel 2014) e altre iniziative che la coinvolgono in progetti culturali (ma anche di supporto al settore), ha deciso di allargare il proprio ambito di attività oltre i confini dell'iniziativa culturale e quello territoriale oltre le Orobie e la stessa montagna alpina lombarda.  leggi tutto

La vera resistenza
(23.01.20) Vera resistenza è far vivere la montagna colpita dallo spopolamento. Ma vera resistenza fu anche quella dei montanari che, durante la guerra civile, furono vittime delle opposte fazioni trovandosi con la casa bruciata e senza più nulla.  Anna Arneodo evoca quanto successo il 12 gennaio 1944 sul versante opposto della sua piccola valle (la Coumboscuro). leggi tutto


Ol casèl dol lacc
luoghi e manufatti dell'acqua

 
(19.01.20) Insieme alle cantine (caneve, silter, involt ecc.) e alle nevere /giazere (i pozzi per la conservazione della neve o ghiaccio), i casei del lacc rappresentano le "macchine del clima" della civiltà contadina, della civiltà casearia montana. Antonio Carminati presenta questi manufatti dell'ingegneria contadina nella tipologia della prealpina valle Imagna. leggi tutto


Schiacciati tra lupi
e registratori di cassa


"Ormai è peggio di una dittatura, vogliono far chiudere tutte le piccole aziende agricole di montagna". Così conclude questo nuovo intervento Anna Arneodo. Il suo grido di dolore è circostanziato. In altre occasioni ha indicato il lupo come uno degli "strumenti" con i quali si vuole attuare la pulizia etnica della montagna. Ora indica nella burocratizzazione, nelle tante voci di costo imposte per legge (pesantissime per le piccole aziende), nell'adozione di modalità informatiche (che penalizza la montagna mal connessa) altrettante "armi di distruzione". leggi tutto

Lupi ospedalizzati,
cervi condannati all'inedia


(12.01.20) Da una parte, in nome del "lasciar fare alle leggi della natura", non si interviene e si lasciano morire di fame migliaia di cervi, dall'altra si risucchiamo milioni per foraggiare i centri di recupero e soccorso della fauna selvatica mentre singoli lupi vengono salvati con la respirazione bocca a bocca, portati in cliniche veterinarie, operati (tutto a spese del contribuente). Imporre la propria incoerenza è elemento del potere di una potente lobby come quella ambiental-animalista. leggi tutto

Rinaturalizzazione o ripopolamento della montagna?


(07.01.20) Dal punto di osservazione della sua valle Imagna, un territorio di montagna intensamente antropizzato, Antonio Carminati affronta, con un secondo intervento, il problema della politica di spopolamento della montagna. Una politica cammuffata con l'ipocrisia pseudoecologica del "rewilding" e gabellata come riparazione della natura e risanamento dell'ambiente. Ai fautori di queste politiche non si deve consentire di operare la pulizia etnica della montagna contrabbandandola come operazione ecobuonista. Vanno costretti a gettare la maschera.   leggi tutto

Terre alte: tra falsi risparmi e veri sprechi 

(05.01.20) Si chiudono gli asili e si fondono i comuni "per risparmiare", minando i presupposti della "tenuta" delle comunità e dilapidando il capitale umano. Poi si sprecano milionate in opere faraoniche, frutto della gestione mirata a favorire interessi forti e al prestigio della politica locale. Le piccole opere utili, che premiano interessi diffusi, che contrastano lo spopolamento sono snobbate. Il caso esemplare (in negativo) di come il comune di Breno ha investito in grandi opere ben sei milioni del fondo per i comuni di confine (con il Trentino) leggi tutto



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