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(06.01.12) S.Venanzo (PG)Famiglia assediata dai lupi

È successo due giorni fa S.Vito al Monte in comune di S.Venanzo.  Una famiglia che vive in un casolare isolato terrorizzata dagli ululati molto vicino all'abitazione e provenienti da più direzioni ha chiamato la Forestale. La signora che aveva già avuto quattro pecore sbranate ha dichiarato:  "Viviamo molto semplicemente - dice -. Per anni abbiamo lavorato la terra, poi i cinghiali hanno distrutto tutto. Provincia e Comunità montana non hanno mai pagato i danni e allora con l'agricoltura abbiamo lasciato perdere. Abbiamo iniziato con la pastorizia, per fare il formaggio. E sono arrivati i lupi. Ma che dobbiamo fare?". In Italia c'è qualcuno meno uguale degli altri.

 

(05.01.12) Va di moda il pollaio urbano

Il quotidiano francese Le Monde prima di Natale ha pubblicato un'inchiesta sulle galline urbane. Boom delle vendite di galline da uova e di eleganti pollai ecologici (in legno) da giardino. Ma c'è chi si accontenta di tenere la gallinella sul balcone. Oltre a garantire l'uovo freschissimo la moda delle galline urbane è un sistema per riciclare i rifiuti organici (che visto le spreco astronomico di cibo sono abbondanti). Sotto il pollaio della eco-poules che ha registrato un boom di vendite nell'area parigina. Tutto bene ma sul balcone hanno un orticello per chiudere il cerchio? A parte ogni altra considerazione andrebbero rivisti i regolamenti che impediscono la detenzione di galline e altri animali nei comuni urbani, Il pollaio da balcone è discutibile ma chi ha un giardino a Milano o Roma perché non dovrebbe avere le sue galline?

 

(27.12.11) Lupa uccisa a pallettoni presso Borgo San Dalmazzo (CN)

Il fatto è successo una settimana fa. Nonostante gli strepiti dei lupofili appare evidente che non si tratta di un lupicidio premeditato. È molto probabile che un cacciatore abbia scambiato la lupa per un cinghiale o se la sia trovata davanti e che, preso dalla paura, abbia fatto fuoco con l'arma carica. Per timore delle conseguenze non è certo andato dai carabinieri a denunciare il fatto.

L'avv. Viglione promotore di una associazione per la difesa dal lupo sottolinea come sia preoccupante la presenza della lupa presso una città chiedendosi cosa sarebbe successo se il ragazzo con il cane che ha trovato la carcassa si fosse imbattuto nella lupa viva anziché morta o se si fossero imbattuti nel predatore i tanti che passeggiano lungo il fiume. In ogni caso l'episodio è destinato a riaccendere le polemiche.

 

(16.12.11) Bassa bolognese: stop al biogas?

L'Unione Reno Galliera che comprende i comuni di : Galliera, Pieve di Cento ,San Pietro in Casale, Argelato,San Giorgio di Piano, Castelmaggiore, Bentivoglio e Castello d’Argile ha approvato una variante al Regolamento urbanistico edilizio che prevede una distanza minima delle centrali a biogas di 1 km dai centri abitati e di 250 m da singole abitazioni. Con questi parametri la proliferazione delle nuove centrali è, almeno sulla carta, bloccata. Per quelle con progetti già presentati è necessario moltiplicare gli sforzi per fermare le autorizzazioni.

 

(14.12.11) Lupi alle porte di Imola colpiscono fattoria didattica

Ormai i lupi a Imola colpiscono alle porte della città. Qualche giorno fa hanno sbranato due agnelloni bergamaschi della Fattoria didattica della famiglia Gentilini in Via Bergullo 49. L'azienda alleva asini, oche, maiali di razza Mora romagnola, galline e mucche. Le pecore erano in un pascolo recintato. Per difendersi dai lupi ci vorrebbe una recinzione elettrosaldata ben approfondita nel terreno. Il cane Maremmano dell'azienda di notte deve essere legato perché essendo in ambito sub-urbano e il maremmano risultando iscritto all'elenco delle "razze pericolose" non può essere lasciato libero. La morale: gli animali liberi dlele razze autoctone non possono essere più allevati né sulle montagne, né nelle fattorie didattiche sub-urbane. Gli amici del lupo vogliono che gli animali domestici siano chiusi negli allevamenti intensivi superproduttivi e con razze specializzate internazionali (magari geneticamente modificate o clonate già che ci siamo). Poi soddisfatti di contribuire alla distruzioine della biodiversità animale e vegetale (niente pascoli con mille essenze spontanee, solo mais e soia GM per le fabbriche zootecniche) gongolano perché "la presenza del lupo certifica che l'ambiente è sano". Neuroecologia.

 

(02.12.11) Trento. Gigantismo coop: ora i dubbi vengono anche dall'interno del sistema

34 milioni destinati al raddoppio dello stabilimento della Latte Trento congelati. Non è solo la PAT (provincia autonoma) che dovrebbe sganciare il 40% ad avanzare dei dubbi ma una divisione tecnica in seno alla stessa Federazione delle coop. Dopo il fallimento della Latteria di Fiavè (inutilmente puntellata dall'esborso di decine di milioni da parte di mamma PAT), dopo il bagno (80 mlilioni) e il commissariamento di Lavis (una delle tre maxi coop vinicole) qualcuno si rende conto che insistere nelle costose politiche di fusioni, maxi-impianti, ristrutturazioni a carico di pantalone diventa politicamente insostenibile. Nel campo agricolo la politica della PAT ha assecondato le faraoniche realizzazioni delle coop, ha causato una crisi profonda della zootecnia, ha assecondato fallimentari linee industriali del settore caseario e la politica megalomane ed espansionista delle cantine sociali che ha portato all'appannamento dell'immagine e della qualità del vino trentino. Ma è costata moltissimo. E i conti sono capaci di farli anche oltre i confini provinciali. E nei palazzi di Trento ci si rende forse  conto che - nonostante le dichiarazioni romane circa l'intangibilità dei privilegi dell'autonomia trentina le altre regioni saranno sempre meno disposte a subire passivamente lacrime e sangue lasciando che a Trento si continui con i finanziamenti allegri.

 

(30.11.11) Legnaro (VR). Sui cervi finalmente parole chiare

VenetoAgricoltura ha organizzato a Legnaro (PD) un interessantissimo convegno su “L’impatto del Cervo nell’ecosistema forestale”. Glii studi esposti da tutti i relatori intervenuti che hanno dimostrato come l’impatto del cervo nelle zone agricole e forestali del Cansiglio, arrechi gravissimi e irreparabili danni a tutto l’ecosistema. Il Presidente ANPA Veneto Paolo Casagrande, intervenendo al Convegno, si è rivolto alla Regione Veneto, ricordando che continuare a permettere che gli ungulati facciano danni sulla Foresta demaniale del Cansiglio (BL) significa essere responsabili di un “ danno al patrimonio forestale e agricolo della Foresta dei Dogi” e quindi serve con decisione prendere definitivamente a cuore il problema e risolverlo non tollerando rinvii ingiustificati. Il piano di controllo del cervo in Cansiglio, approvato dalla Regione Veneto e sottoscritto da Veneto Agricoltura, Regione Friuli Venezia Giulia, Province di Belluno e Treviso, Istituto Zooprofilattico delle Venezie e Corpo Forestale dello Stato, al fine di salvaguardare e tutelare l’ecosistema agroforestale da un’eccessiva presenza di ungulati, prevede anche che il personale di polizia delle Amministrazioni Provinciali competenti e del CFS possa procedere nel 2011 all’abbattimento dei 40 capi annui assegnati nell’area demaniale del Cansiglio. “Chi ha fermato e chi fermerà i prelievi d iungulati - ha dichiarato Casagrande -per Anpa Veneto sarà responsabile del danno patrimoniale al sistema forestale e agricolo del Cansiglio”.

(28.11.11) Trasloco forzato per pascolovagante

Il blog pascolovagante (oltre un milione di pagine aperte da primavera 2008) deve cambiare piattaforma. Le voci di chiusura di Splinder - e comunque il suo rallentamento - hanno indotto Marzia Verona a traslocare su Worldpress.

Pascolovagante meriterebbe un premio internazionale per la capacità di mantenere un elevato numero di fedeli lettori parlando quasi ogni giorno di pascolo vagante, pecore, pastori, margari, allevatori, pascoli,  capre e mucche. Più pecore e "pecorai" in ogni caso. Bravissima Marzia (anche per le foto) ma segno anche di una nuova cultura che cresce in ambiti delle società che un tempo frequentavano poco i media. Merito anche di Internet e della forma-blog (che però all'immediatezza unisce anche, come di vede, dei limiti di dipendenza dalle piattaforme).

 

(28.11.11) L'orsa senza zampa del Parco. Zunino punta il dito contro i ricercatori

Lo dice senza mezzi termini Franco Zunino: non date la colpa ai bracconieri, troppo comodo. Zunino, segretario dell'AIW e già studioso dlel'orso marsicano sostiene che un'orsa, senza una zampa da anni, non sarebbe mai stata avvistata o segnalata solo perché si vuole coprire qualcuno. Nella fattispecie chi da anni ottiene ricchi finanziamenti con i programmi di studio dell'orso e che cattura gli orsi con lacci per applicare i radiocollari. Zunino, voce fuori dal coro, non è nuovo alla denuncia dell'invasività di studi di cui non è chiara l'utilità (visto che l'orso marsicano di sta estinguendo). Nel caso specifico fa rilevare come dagli anni '80  i bracconieri non utilizzino più i lacci d'acciaio e che, invece, la mutiliazione dell'animale potrebbe spiegarsi con la volontà del plantigrado di liberarsi a morsi della trappola tesa dai ricercatori (che orsi e lupi si liberino così - autoamputandosi a brani - dalle trappole e dalle tagliole è noto). Ancora una volta, che si parli di orsi o lupi, Zunino non ha peli sulla lingua.

 

(12.11.11) Roma. Vendita dei terreni demaniali. Occasione per i giovani?

Lo stato dispone di un patrimonio immobiliare ipertrofico. È sacrosanto che prima di mettere le mani nelle sacoccie ai cittadini (patrimoniale e prelievi forzosi sui conti correnti) si pensi a dismettere il patrimonio pubblico. L'operazione è stata presentata come un'opportunità per i non pochi giovani che vogliono tornare alla terra. Bellissimo.

Lo stato, le regioni, le provincie metteranno all'asta (o a trattativa privata sotto i 400 mila €) i loro terreni agricoli. Ai giovani, però, si offre solo una possibilità di prelazione che comporta procedure complicate. Di più lo stato prevede che in caso di cambiamento di destinazione d'uso (anche solo dopo cinque anni dalla alienazione), esso incameri il 75% della plusvalenza sulla vendita del terreno reso edificabile. Stato speculatore insomma, stato che partecipa in prima persona alla corsa all'ulteriore cementificazione e perdita di sempre più prezioso suolo agricolo. Che dire? Che il rischio è che finisca come ai tempi di Napoleone o dell'unità d'Italia oggi celebrata da molti senza conoscere la storia. Le vendite del patrimonio confiscato alla Chiesa finirono nelle maggior parte dei casi mani di avidi speculatori (amici degli amici e massoni)  che invece che promuovere il progresso agricolo 

favorirono la nascita ... della mafia.

 

(09.11.11) Galliera (Bo). Anche il PD dice no al biogas

Galliera, un centro al confine con a provincia di Ferrara è diventato l'epicentro della opposizione alle centrali a biomasse agricole per la produzione di biogas. Una 'moda' dilagante nella pianura padana che ha già sottratto decine di migliaia di ettari alla produzione zootecnica e alimentare. Il comune bolognese ha visto subito sorgere una vivace opposizione alla centrale a biogas sia perché esiste già una grande discarica sia perché comporterebbe essa un carico insostenibile sulla rete viaria. Ci sono, però, anche motivi più generali. Qui si producono asparagi e patate tipiche e non si vede perché la Regione 'grazi' dalla maledizione delle centrali a biogas le zone 'pregiate' del Parmigiano (dove il potente consorzio si è opposto) per concentriarle 'ai margini dell'impero' e dare sfogo agli appetiti speculativi cui non sarebbero estranei potenti personaggi. Il fatto nuovo è che, dopo un sofferto dibattito interno il PD di Galliera si è schierato anch'esso contro la centrale. Ora maggioranza e opposizione in comune sono sulla stessa linea e chiedono a gran voce che in conferenza di servizi la provincia stoppi il progetto. Una gran bella notizia per chi a Bologna e Ferrara (ma anche in altre regioni) cerca di opporsi al biogas che brucia l'agricoltura.

 

(23.10.11) La Valtellina reagisce alla Iperalite e alla Capannonite

Sussulto di amore per la propria terra (meglio tardi che mai) in Valtellina. Questa settimana oltre diecimila firme raccolte per iniziativa dei commercianti della valle sono state consegnate a Formigoni e a Sartori (pres. provincia). La lettera rivolta ai presidenti parla di capannoni dilaganti e inutilizzati, di continui ampliamenti dei già ipertrofici centri commerciali. Si parla esplicitamente dell'appiattimento delle istituzioni ai poteri forti locali e al modello di sviluppo (neve-agroindustria-iperal) che sta compromettendo il futuro della Valtellina. La reazione dei commercianti e di tanti cittadini non è legata solo alla patologica dimensione che la grande distribuzione (con il quasi monopolio della catena Iperal) ha assunto, con la conseguente desertificazione del commercio di prossimità, ma anche alla constatazione che i turisti sono sempre più colpiti negativamente dalla "schifezze della Valtellina": un tunnel di capannoni e centri commerciali e di orribili stalle in cemento armato prefabbricato. Le immagini bucoliche presentate dalla pubblicità dei prodotti agroindustriali a questo punto suonano una beffa per il turista che non può che disaffezzionarsi. Anche perché al di là della monocoltura turistica della neve (turismo industriale legato agli interessi immobiliari ed edilizi) non si propone quasi nulla.

 

(13.10.11) Altipiano del Cansiglio (TV)

La Regione Veneto è determinata a vendere la grande proprietà sino ad oggi gestita da Veneto Agricoltura che si trova nel cuore del Cansiglio dove sorgeva la ex-base Nato costruita negli anni '50. Il rischio, come sottolinea in un comunicato Paolo Casagrande (Anpa -Veneto) è che massicci insediamenti turistici sulle aree dismesse di proprietà regionale mettano in difficoltà le aziende zootecniche che operano in questa zona dell'alpitipiano, le uniche rimaste. Esse, oltretutto, si devono confrontare da anni con il grave problema della sovrapopolazione di cervi causa di notevoli danni.

 

(01.10.11) Interessante bando della Fondazione Banca Etica: finanza solidale per l'accesso alla terra

In Francia l'associazione Terre de Liens dal 2003 opera per riattivare le zone rurali nazionali spopolate e di per sostenere stili di vita e pratiche agricole basate su principi di rispetto sociale e ambientale; il fine è ostacolare il mercato speculativo, proteggere le biodiversità locali, attivare circuiti locali di produzione, trasformazione e consumo . Per realizzare i propri obiettivi, Terre di Liens ha attivato degli strumenti di Finanza Solidale che permettono una più facile gestione dei terreni, oltre che la raccolta di donazioni. Al fine di elaborare anche in Italia strumenti simili la Fondazione Banca Etica ha aperto un bando per giovani laureati (in agraria, economia, giurisprudenza ecc.) per una borsa diricerca semestrale di 4.000€.

Lo scopo dichiarato è quello di“creare uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano inequivocabilmente e durevolmente produrre cibo, in modo sano (agricoltura biologica) e connesso con il sistema di consumo vicinale, mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo”. Questo Fondo per l'accesso alla terra risponderebbe all'esigenza di favorire i giovani che desiderano “tornare alla terra” e che si vedono ostacolati da un mercato fondiario drogato e da un sistema creditizio poco sensibile alla concessione di credito se non attraverso gli strumenti dei mutui e delle ipoteche. Finanza solidale per una community supported agriculture. La strada del futuro. Di una società che smette di mugugnare e pietire, che elabora nuovi strumenti al di fuori di un quadro istituzionale (in senso lato) ingessato. Che si rimbocca la maniche e apre il portafoglio.  (link al bando)

 

(12.09.11) Pejo (Tn)

La pluriclasse di Pejo vive. Una notizia tanto più bella quanto inaspettata. Pareva che le famiglie si fossero rassegnate a portare i figli nel nuovo plesso a valle di Cogolo. Invece, anche grazie a un clima di collaborazione con la nuova preside di Cogolo la speranza della sopravvivenza della scuoletta alpina di Pejo diventa realtà. Nove sono le famiglie che aderiranno al progetto di scuola parentale con collaborazioni con la scuola statale. Complienti al maestro Alberto Delpero che si battuto per far sopravvivere la scuola di Pejo che, grazie anche alla sopravvivenza dell'ultimo caseificio turnario del Trentino diventa ancor più un punto di riferimento per le Terre alte. Scola viva, ruralità viva, montagna autentica viva. Non già arriccata sulla difensiva ma aperta alle altre realtà, aperta alla sperimentazione di esperienze pedagogiche, economiche, sociali nuove.

 

(08.09.11) Parziale resistenza della Diabrotica alle tossine del mais GM Monsanto

La Diabrotica è un temibile insetto  parassita del mais di origine americana  introdotto nelle nostre regioni attraverso l'aeroporto della Malpensa. La lobby OGM aveva nella lotta alla Diabrotica un argomento forte. Ora, ne ha parlato Le Monde il 1° settembre, negli Usa dopo due anni di verifiche si è dovuto ammettere che in alcuni siti la Diabrotica è riuscita a sviluppare una parziale resistenza e a danneggiare il mais GM. Un brutto colpo per l'impero Monsanto (e i sostenitori degli OGM).

 

(27.08.11) Pesticidi nella terra immacolata dell'orso Yoghi: di male in peggio

Anche quest'anno il rapporto "pesticidi nel piatto di legambimbiente seganala che è il Trentino-Alto Adige la regione più sporca. Appena il 15% delle mele vendute in Trentino è senza residui (solo una mela su 7 - circa - è senza residui); rispetto al 2010, la situazione è peggiorata; l'Italia è il Paese che in Europa consuma la maggior quantità di pesticidi, di cui il Trentino, assieme all'Alto Adige, è la regione con il maggior consumo; non sono state trovate uva e fragole senza residui, contro una media nazionale di circa il 35% di mele, uva e fragole senza residui. Approfondimenti su: Ecce terra

 

(25.08.11) Adottare un lupo o un pastore?

Il WWF ha reagito nervosamente alle prese di posizione del parlamento che ha semplicemente ricordato che le norme internazionali consentirebbero di controllare i lupi quando provocano gravi danni alla pastorizia. In un documento da la colpa dei problemi della pastorizia alla politica agricola (in parte vero) ma poi se la prende con la caccia e rimadisce il dogma di fede che la "convivenza è possibile" citando le solite trite e ritrite esperienze nelle oasi con cani maremmani e recinti elettrici. In più rilanciano l'adozione dei lupi. A questa strumentale campagna ha risposto Mauro Deidier che rappresenta una mosca bianca, un presidente di Parco pro pastori e pro alpeggi, per nulla entusiasta della presenza dei lupi. "Carissimi Volontari WWF, Ho visto il Vostro piano di adozioni delle specie protette.Posso farvi una domanda ? Vorrei adottare anziché un lupo  un pastore dei nostri alpeggi di montagna , in quanto a differenza del lupo, rappresenta oggi  una  specie  in grave pericolo di estinzione con danni inestimabili ed irreparabili per l’’ambiente e per  l’economia locale. Come posso fare ? Grazie per un cortese riscontro.Mauro Deidier – Presidente Parco Naturale Orsiera Rocciavrè

 

(14.08.11) Quando una vipera mette in crisi un alpeggio

Ho ricevuto questo messaggio da un amico di fb, Paolo Mariano: Siamo stati a trovare il Bassi all' alpe.Purtroppo l' alpeggio non e' piu' caricato, a causa del decesso del suo mulo morso da una vipera. Un vero dispiacere e una tristezza negli occhi di questo uomo.Spero continui il suo lavoro fatto con tanta passione ." Dell'alpe Madri si era parlato qui su Ruralpini un mese fa (vai a vedere).

Questa è la realtà dell'alpeggio, già abbastanza dura.  Ma chi la esercita fa a tutti noi un grosso piacere. Ci tiene attaccati con i piedi per terra. Ci ricorda che il mondo dove il cibo si 'raccoglie' al supermercato e le case si riscaldamento con una telefonata col cellulare è un mondo drogato e che le 'comodità' si pagano con mari, acque dolci, terra e cielo 'malati' e sempre più sterili.

L'episodio ci dice anche un'altra cosa. Perché nessuno maledice la vipera (e l'aquila) e le considera una cosa 'naturale' mentre il lupo e l'orso e la lince no. Perché le 'nobili fiere' hanno dietro un partito, e sono stati reintrodotti a bella posta o comunque favoriti in tutti i modi nel loro reinsediamento dove i nostri vecchi li avevano eliminati. Non sono accettatidai montanari (quelli che vivono di montagna e non solo in montagna)  perché sono un fatto sociale, sono voluti da una parte della società - più numerosa, più ricca, più dotata di accesso ai media e di armi culturali, contro un'altra parte, più debole.  

 

(12.08.11) Valle d'Aosta: disastroso attacco di lupi nel Parco del Gran Paradiso

Mentre gli 'esperti' ambientalisti vanno raccontando panzane circa il ruolo equilibratore del lupo nel Parco (tutte balle perché gli stambecchi stanno soffrendo anche per colpa dei lupi) un disastroso attacco si è verificato nella zona del Rutor lo scorso week-end: 2 capre uccise, 2 ferite e ben 80 disperse. Restiamo in attesa di notizie più precise.

 

(10.08.11) Sudtirolo: L'orso sbrana anche una cavalla adulta

Dopo aver sbranato un vitello l'orso che imperversa nel comune di Proves in provincia di Bolzano ha ucciso anche una cavalla adulta. Indecenti commenti dei soliti 'esperti' del WWF, Enpa e compagnia brutta (tutti, guarda caso, italofoni-urbanocentrici) che parlano di "Alto Adige che non adotta misure di sicurezza nei confronti dei predatori". Questa gente ha una vera e propria mentalità colonialista che in Sudtirolo si esprime in maniera rafforzata in quanto i montanari, i rurali sono avversati anche in quanto appartenenti ad una orgogliosa minoranza etnica.

Vorrebbero che tutta la montagna alpina fosse 'blindata' per lasciare scorazzare libere le loro 'fiere' e per fare una volta per tutte  'pulizia etnica' di tutte le culture montanare alpine che hanno resistito a giacobini e fascisti. Gratta la vernice demopacifista dei verdi e trovi l'anima autoritaria, centralista, totalitaria e aggressiva.

 

(02.08.11) Vitello sbranato dall'orso in Sudtitolo

È successo in val d'Ultimo a 2.000 m di quota. Gli allevatori sono preoccupati e temono anche per la loro stessa incolumità. Tiefenthaler, il presidente dalla Bauernbund (la potente associazione dei contadini sudtirolesi) ha parlato chiaro: Gli orsi non li vogliamo, vanno trasfertiti altrove. "È impensabile concedere ad un animale pericoloso come l'orso di oter vivere nello spazio antropizzato". Parole sante che per  conformismo,  subalternità o convinta adesione alla cultura dominante urbanocentrica ben difficilmente sono profferite dagli esponenti delle organizzazioni professionali agricole italiane.

Questi attacchi nuocciono anche al turismo e ha un bel dire il presidente del WW di Bolzano, Maistri che se la prende sia con gli allevatori che con gli alpbergatori accusati di "infondere in maniera speculativa, paure insensate". Ovviamente Maistri sostiene che la pericolosità degli orsi è una favola per spaventare i bambini. Questo è il ritornello che la setta dell'orso (e del lupo) ripete in tutto il mondo incurante di continui casi nel mondo di aggressioni ad umani da parte dei loro 'beniamini'.

 

(15.07.11) Sacchetto all'attacco

Con un duro comunicato l'assessore Sacchetto denuncia l'intollerabilità delle stragi di ovicaprini avvenute la scorsa settimana in Piemonte (82 capi persi per attacchi di lupi) Sacchetto annuncia qundi l'avvio della procedura per l'autorizzazione di abbattimenti programmati di alcuni esemplari al fine di alleggerire la pressione predatoria. L'assessore riserva anche pesanti apprezzamenti polemici contro il Ministero dell'ambiente e i comitati consultivi sul lupo che, in passato, hanno sempre risposto picche (sulla base di motivazioni pretestuoese ed ideologiche) a richieste in tal senso avanzate delle regioni. Mette quindi le mani avanti facendo sapere a chi di dovere che la Regione Piemonte i lupi è decisa ad abbatterli sul serio e che la richiesta non è inltrata tanto per far vedere davanti a pastori e margari che 'si fa qualcosa'.  vai al testo integrale del comunicato

 

(02.07.11) Il governo cadrà per un arrosto d'orso?

Polemica all’interno della maggioranza, tra Pdl e Lega Nord, sul banchetto a base di carne d’orso preannunciato dal deputato e segretario del Carroccio in Trentino Maurizio Fugatti per domenica prossima a Imer in occasione della Festa della Lega Nord Trentino. Non solo la fanatica animalista Brambilla (che oggi se l'è presa con il Palio di Siena per fare di tutta l'erba in fascio e condannare tutte le sagre tradizionali dove "vengono sfruttati gli animali") ma anche l'ambientalista Prestigiacomo  e persino il compassatissimo Frattini. La Prestigiacomo, spesso più verde del WWF (e che non si capisce perché non hanno lasciato andare via quando faceva i capricci), ha parlato niente meno che di 'barbarie'. La ministra dimostra di essere del tutto all'interno della logica dell'ambientalismo urbano per il quale, al di qua di un confine politico, un'animale è divinizzato come totem della Natura (quella pensata, mitizzata, astratta), al di là viene regolarmente cacciato e mangiato. Fugatti se voleva sollevare un dibattito sullo status dellafauna e di sua divinità Ursus arctos ci è riuscito perfettamente. È riuscito anche a dimostrare che per il Pdl e la Sinistra (verdi compresi) la 'protezione della natura' è un fatto simbolico, da far pagare ai contadini, ai pastori, ai cacciatori (quando porteranno ancora meno voti). Ma guai a toccare i business delle TAV, delle rinnovabili selvagge, della cementificazone inarrestabile, il tabù della crescita del PIL e dei consumi.

 

(25.06.11) Limone Piemonte: il lupi colpiscono subito.

Tiziano Aiassa ha già subito già una perdita di una bella vitella di quattro mesi a pochi giorni dal carico dell'alpe . Tiziano è il giovane allevatore di bovini di razza Piemontese che avavamo intervistato il 13 maggio 2011 presso l'azienda agricola di famiglia a Casalgrosso (Cn). (vai a vedere). Tiziano ha potuto persino fotografare il lupo che si aggira intorno ai recinti tanto il predatore si sta facendo spavaldo. Adesso la carcassa dilaniata giace in fondo a un dirupo difficile da raggiungere. Dove giace ciò che resta dello sfortunato animale passa un corso d'acqua e quindi la rimozione dei resti deve essere sollecita. L'allevatore dovrà chiamare la protezione civile. Altre spese, altri danni. Una situazione sempre meno sopportabile anche se, almeno, con il cambio di amministrazione comunale ora il sindaco è disposto ad aiutare nei limiti del possibile l'allevatore. Nel corso di varie stagioni  gli Aiassa hanno subito diversi attacchi da parte dei lupi; i più gravi nel 2009 ed hanno coinvolto anche manze e persino le vacche che cercavano di difendere i propri vitelli.

 

(04.06.11) In Austria il batterio letale scoperto in un salame italiano

Mentre i cetrioli sono stati assolti (e la Spagna ha ottenuto un indennizzo) si va alla ricerca dei cibi contaminati. In Italia nessun rischio insiste il ministro Fazio. Però in Austria è stato trovato il batterio (E.coli VTEC resistente ad alcuni antibiotici) in un salame di cervo prodotto in Italia. E al tempo dela 'guerra contro il latte crudo' si sosteneva che esisteva un rischio concreto E.coli VTEC e che era da incoscienti non bollire il latte. Intanto i soliti esperti senza che ancora nulla si sappia della causa dell'epidemia tra le 'raccomandazioni' inseriscono una bella criminalizzazioned el latte crudo "bevete solo latte pastorizzato".

 

(29.05.11) Blocco incrociato alle importazioni: ecco l'effetto del cetriolo killer

In Germania i morti sono già 10 ma gli infettati crescono a centinaia non solo in Germania (paese gran consumatore di cetrioli) ma in diversi altri paesi europei. E la caccia al killer assume i contorni della tragicommerdia. Dagli al bio perché pare che la contaminazione con E.coli VTEC e EHEC (causa di diarrhea emorragica) sia stata riscontrata in cetrioli spagnoli bio. Dagli alla Spagna. Ma forse i centroli erano importati dalla Rep. ceca tramite Spagna. Dagli all'Olanda (madre di tutti i traffici). Ora la reazione dei consumatori è quella di non acquistare più cetrioli o comunque cetrioli 'stranieri'. Così mentre Coldiretti e Codacons chideono di chiudere le frontiere ai cetrioli del resto d'Europa altrove fanno lo stesso a danno dell'export italiano di ortaggi. Che fragilità questa globalizzazione! Un ultimo pensiero: l'industria e i suoi tirapiedi hanno gridato a squarciagola  'al lupo, al lupo' con il latte crudo di fronte a casi sospetti poi l'E.coli VTEC colpisce con i cetrioli in forma di EPIDEMIA.

 

(28.05.11) Trentino. Animal-ambientalismo potenzialmente criminale

Dopo la cattura dell'orsa pericolosa DJ3 si è assistito alle solite proteste dei fanatici fan dell'orso. Proteste fattesi più rumorose dopo il trasferimento di un orsetto al 'Centro faunistico' presso Trento destinato ad accogliere orsi problematici. L'orsetto - non si sa se figlio di DJ3 - vagava nel fondovalle della Val Rendena attraversando le strade e mettendo a repentaglio la sicurezza degli automobilisti. La cattura della (presunta) madre secondo i fanatici animalisti avrebbe condannato l'orsetto a morte certa per incapacità di alimentarsi da solo. Ma in natura non capita che qualche cucciolo si perda o sia abbandonato? In ogni caso agli orsomani nulla importa della sicurezza delle persone che si sono trovate l'orsa nel giardino di casa. Sinora incidenti gravi non sono avvenuti, ma per putro caso. Ovviamente a questa gente che lascerebbe vagare orsi pericolosi anche in città se dipendesse da loro nulla importa anche delle sofferenze degli animali sbranati a domicilio nelle loro stalle, pollai, porcilaie. Quelle sono 'cose'.

 

(17.05.11) Silandro (BZ). Sequestrati e macellati 81 capi di bestiame a un contadino 'troppo indipendente' La notizia è dell'Alto Adige di ieri ed è stata ripresa e commentata dal blog terrealte.blogspot.com a leggere lascia sconcertati e viene la voglia - cercherò di farlo - di informarsi di più sulla vicenda. Otto Prieth è un bauer venostano molto 'indipendente' (forse troppo per qualcuno). Non aderisce alle coop e ha messo in piedi filiere sin troppo corte (produce frutta, carne, speck, ha l'agriturismo, un negozio, un bar). Inevitabile che facendo così (da sè) si finisca per non osservare le tante norme burocratiche che regolano in modo minuzioso ogni attività Norme pensate per chi pratica un'attività specializzata e su larga scala. Non importa se gli allevatori specializzati producono fiumi di liquami e i melicoltori e vignaioli specializzati fanno piovere pesticidi. Per la legge sono in regola. Pare che Prieth non fosse in regola con le stalle e con le concimaie e che i vicini si lamentassero. Ciò ci delude molto perché reputavamo il Sudtirolo un'isola felice dove il bauer è rispettato e non ci si lamenta per la 'puzza' degli animali. Di fatto con grande rincrescimento di sindaco (che ha redatto l'ordinanza) e dei veterinari che l'hanno eseguita maiali, capre, asini (in tutto 81 capi) sono stati sequestrati e finiti al macello. Sì perché gli animali - come giustamente rilevato da terrealte sono 'cose' che si sequestrano come oggetti ma poi non essendo oggetti non possono essere conservati in magazzino in attesa dell'asta giudiziaria e vengono soppressi. Una pena di morte applicata a scondo della non osservanza delle norme igienico-sanitarie da parte del proprietario. Che comunque - anche a detta dei veterinari non li maltrattava e non li affamava. Ma è meglio un po' di sporco e di puzza naturali o l'asettica pulizia di morte derivante dall'uso legale in quantità industriali di prodotti chimici (disinfettanti, pesticidi, farmaci di sintesi ecc.)?

 

(10.05.11) Spiazzo Rendena (Tn). Orso nel giardino di casa. "Bisogna aspettare il morto per fare qualcosa?"

Torna a casa da una passeggiata nei boschi e trova l'orso nel gardino della sua casa. É successo domenica in val Rendena a un artigiano, Gino Vecli, che nel corso della 'visita', ha avuto una pecora sbranata dal 'simpatico' (per i Verdi di città) plantigrado. Il signor Vecli lancia un appello: "Per fortuna che non c'erano in giro i miei bambini che normalmente giocano lì ma fortunatamente erano altrove in bici. Ma dove ha girato l'orsa passa gente in bici, c'è spesso gente che fa il pic-nic. Cosa dobbiamo aspettare per fare qualcosa? Un morto?" L'appello ha un chiaro destinatario politico: Lorenzo Dellai, il presidente della Provincia autonoma che ha da tempo annunciato di voler 'rivedere' il Progetto orso e di sondare cosa pensa la popolazione. Si muova però, e abbia il coraggio di sconfessare i vertici del Parco Adamello, del Servizio parchi, tutti coloro che priama che alla istituzione rispondono alla setta dell'orso a cui sono affiliati. Intanto ieri in consiglio provinciale è iiziato l'iter di due provvedimenti di legge di segno opposto: uno del Verde Bombarda, l'altro di Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) che punta ad assicurare maggiori garanzie ai cittadini (cattura degli orsi problematici senza troppe lungaggini burocratiche e risarcimento di tutti i danni compresi quelli biologici legati ai grandi spaventi - per ora solo quelli - che gli incontri ravvicinati con gli orsi hanno prcocurato a non pochi trentini.

 

(03.05.11) Anche a Zanica (Bg) opposizione al biogas

La giunta e il consiglio comunale unanime di Zanica si oppongono al progetto di un grosso impianto di biogas di 0,63MW di un'azienda con 1.300 vitelloni all'ingrasso. Il progetto prevede  l'uso al 50% di biomasse vegetali vergini (insilato di orzo e di triticale) che comporterebbe una rilevante sottrazione di superfici per gli scopi alimentari. Inoltre la centrale risulterebbe distante dal centro aziendale determinando una rilevante movimentazione di automezzi da e per l'impianto con prevedibile impatto sugli abitanti della frazione Padergnone. Nella Conferenza di Servizi il comune è l'unico ad opporsi perché gli altri enti si allineano alla interpretazione della Regione Lombardia che attraverso il software della Procedura Nitrati ha surrettiziamente introdotto la fattispecie del 'digestato misto' non prevista dalla delibera del 2007 di riferimento. Un fatto determinante nell'innalzare nelle zone vulnerabili ai nitrati come Zanica il quantitativo di azoto spandibile originato dal trattamento dei reflui zootecnici da 170 a 340 kg. Così si ottengono due risultati: 1)  superfici sottratte all'agricoltura vera e immolate alla speculazione agroenergetica; 2) maggiori carichi di azoto su terreni di area vulnerabile (perché tendelzialmente permeabili e perché in aree di fortissimo carico zootecnico).

Ma per simili 'meccanismi' che ribaltano la normativa non ci vorrebbero degli strumenti legislativi? No. Basta un software applicativo. Ulteriore riflessione su una discutibilissima governance delle politiche agroambientali.

 

(26.04.11) In Valsugana (Tn)moria di api per i pesticidi

Sono disperati gli apicoltori dell'Apival (Valsugana e Lagorai). Le irrorazioni di pesticidi (i più temibili per le api sono i diserbanti) stanno causando una moria di api.

Le api aiutano l'impollinazione dei frutteti ma sono vittime dell'uso massiccio dei pesticidi.

L'andamento stagionale anomalo, con le fioriture anticipate, ha costretto i frutticoltori a concentrare i trattamenti che vengono effettuati a ogni ora del giorno (alla sera risulterebbero meno nocivi per via della maggiore umidità). A quando una frutticoltura bio? Se in Val di Non sono le conseguenze della monocoltura 'invasiva' a creare problemi in Valsugana l'impatto non è da meno perché danneggia un sistema più differenziato (i pesticidi inquinano i foraggi destinati al bestiame e uccidono le api).

 

(23.04.11) Lecco. Cresce l'olivicoltura lariana

25 olivicoltori, sia professionali che autoproduttori hanno dato vita alla coop Olivicoltori del Lago di Como. La nuova coop sorge dall'esperienza dell'associazione OLIPER (gruppo di olivicoltori di Perledo, località dove ha sede un frantoio) e rispecchia la crescita del'olivicoltura in diversi settori del Lario sia in termini di piante che di produttori.

 

(22.04.11) Trento. Vittoria dei vignaioli contro il 'sistema'

L'assessore Mellarini ha gettato la spugnal. La Consulta da lui voluta per affrontare la crisi della viticoltura verrà sostituita da 'quattro saggi' ovvero esperti tendenzialmente indipendenti.  I vignaioli si erano ribellati ad una Consulta che su 15 posti ne assegnava solo 3 a loro e che confermava la sostanziale egemonia delle grosse cooperative responsabili della crisi nonché storicamente beneficiarie di enormi sovvenzioni pubbliche che hanno portate a 'montarsi la testa', realizzare faraoiniche strutture, investire in altre regioni d'Italia a tutto danno della valorizzazione dellea viticultura di qualità legata al territorio. Una sconfitta politca quella dell'assessore che ha un forte significato anche per altri comparti produttivi in Trentino e in altre regioni dove gli interessi del produttore e della qualità sono stati sacrificati a vantaggio di degli apparati.

 

(21.04.11) Bergamo: Aumentati esponenzielmente i danni da cinghiale

Un problema  non solo bergamasco (a Como le cose vanno ancora peggio) e non solo lombardo. Il riflesso dell'incapacità della politica di occuparsi di aspetti importanti per la vivibilità del territorio ma sottovalutati e lasciati ai 'tecnici' e a interessi di parte percepiti come più politicamente organizzati ed interessanti sul mercato politico-elettorale. Finché le situazioni sfuggono di controllo e il livello di esasperazione monta e l'interesse 'negativo' diffuso della popolazione diventa un fatto politicamente non ignorabile. La Provincia di Bergamo pare essersi accorta che siamo a questo punto. Ci si rebnde conto che i censimenti sono burle e non rispecchiano la consistenza delle popolazioni di ungulati; che non si 'tolgono' mai abbastanza esemplari. L'aumento dei danni (in euro) negli ultimi anni in provincia segna un incremento impressionante

 

2005 - 11.236
2006 - 19.658
2007 - 24.253
2008 - 54.641
2009 - 54.070
2010 - 79.396

 

L'ira degli agricoli cresce ma anche quella di chi non si sente più sicuro non solo nei boschi ma anche neil'immedianto intorno dei centri abitati. Si dice infatti che il cinghiale è potenzialmente pericoloso (ma allora l'orso?).

 

(19.04.11) Bergamo: Provincia stoppa cave abusive cammuffate da fotovoltaico

Basta fotovoltaico a terra! Dietro il fotovoltaico (e l'eolico) selvaggi ci sono interessi speculativi spregiudicati e ... peggio (leggasi criminalità). La Provincia di Bergamo, particolarmente vigile su questo fronte ha bloccato a Urgnano due 'parchi solari' per complessivi 10 ha di terreno che prevedevano lo scavo in prodondità del terreno per 4 m. Oltre al business elettrico dei super-contributi i signori del fiotovoltaico si sarebebro portati a casa 240 m3 di ghiaia sempre più preziosa visto che i piani cave hanno messo sotto controllo il saccheggio e lo scempio del territorio. Il presidente Pirovano e l'ass. all'ambiente Romanò hanno definito questa operazione: "cave improprie cammuffate da fotovoltaico". Ma allora per evitare la vergogna di un fotovoltaico che grazie alle scorciatoie autorizzative e alle corsie preferenziali rischia di essere il cavallo di troia delle più gravi offese al paesaggio e al territorio perché non VIETARE IL FOTOVOLTAICO  A TERRA SU SUOLO VERDE come ha già fatto la provincia autonoma (beata lei) di Bolzano?

 

(12.04.11) Passeggia nel bosco e finisce all'ospedale in stato di shock (per colpa dell'orsa)

La premiata ditta Trentino spa promette vacanze rilassanti. Poi promette anche la 'natura incontaminata' certificata da un numero crescente di plantigradi. Ma le due cose sono conciliabili?

Un quarantenne che faceva jogging ieri nei boschi presso la Malga Brigolina (sopra Trento) è pronto a testimoniare di no. É riuscito a raggiungere l'ospedale S.Chiara  in evidente stato di shock tanto che è stato trattenuto per accertare che non avesse subito un infarto. Fortunatamente no. Ma la paura è stata tanta perché è stato inseguito sino al margine del bosco dove aveva parcheggiato l'auto nella quale si è rifugiato. La domanda che si pone è semplice: se non fosse stato un uomo sano e robusto che pratica sport e che ha potuto correre veloce come sarebbe finita? Non ci si rende conto che la presenza di orsi nei pressi di zone densamente popolate (siamo in comune di Trento) rappresenta un potenziale pericolo? Che prima o poi questi incontri ravvicinati (la maggior parte senza riscontro sulla stampa) potrebbero anche avere un esito tragico. Poi qualcuno dovrà pagare. Già dovrebbe pagare per il danno biologico provocato alle persone che hanno avuto terribili spaventi (comprese alcune anziane). Ma se succedesse il peggio la responsabilità si chiama omicidio colposo.

In ogni caso sulla stampa nazionale non finirà nulla perché la premiata ditta Trentino spa è bravissima a 'lavare in famiglia' i panni sporchi (vedasi acciaierie, discariche di prodotti tossici abusivi, mozzarelle blu) e a portare all'esterno un'immagine idilliaca acchiappa turisti. Ma se si diffonde la paura dell'orso ....

 

 

(06.04.11) Pordenone. Sequestrata l'azienda OGM

L'azienda agricola di Giorgio Fidenato, autore delle semine fuorilegge  di mais OGM Mon810 è sotto sequesto giudiziario e posta sotto l'amministrazione di un dirigente della Regione autonoma FVG. Il sequesto è motivato dalla dichiarata volontà di reiterazione del reato da parte del Fidenato. In azienda sono stati trovati 17 sacchi di sementi OGM. Lo scorso anno a causa delle semine OGM illegali nei terreni degli agricoltori confinanti erano stati trovati campioni positivi alla contaminazione nel 50% dei casi. La Regione, con in testa l'assessore , è decisa a contrastare gli OGM con decisione e ha predisposto anche una legge regionale sulla materia.

 

(30.03.11) Re (Vb). Il lupo si rifà vivo in Ossola

Ad essere colpito Paolo Acchini allevatore di capre e pecore di Dissimo (frazione di Re) a brevissima distanza dal confine svizzero. Le capre e il grosso delle pecore (con agnello sono ancora in stalla). Venti pecore pascolavano nei pressi della stalla, fuori anche di notte. La stalla è comunque a circa mezzo chilometro dall’abitato, tra Dissimo e Olgia. Il lupo ha ucciso in tre notti non consecutive senza timore di tornare sul luogo del misfatto. Una prima pecora è stata uccisa giovedì scorso, due domenica, ieri un’altra trovata morta e una dispersa. Ora le superstiti sono rinchiuse in un recinto elettrico. Tre anni fa l’allevatore aveva avuto tre pecore uccise da un lupo maschio di passaggio che il Dna ha indicato proveniente da Cuneo. Le predazioni attuali non hanno ancora un responsabile ma che si tratti di lupo è certo al 99% tenendo conto delle ferite mortali inferte e dell’abilità nel ‘mettere da parte’ gli stomaci e consumare cuore e polmoni delle vittime. Commento amarodell'allevatore "Parlano di montagna ...."

 

(23.03.11) L'overdose di animalismo si ritorce contro gli 'amici dell'orso'

Licia Colò somministratrice da lunghi anni di non modiche dosi quotidiane di animalismo caramelloso 

(che tanto danno fa ai fini di una matura 'educazione ecologica' del pubblico televisivo) è scesa in campo contro il presidente della provincia di Trento, Dellai in merito alla gestione degli orsi trentini. Alla bionda Licia, sugli schermi RAI da trent'anni, non va giù che l'orsa problematica DJ3, che ne ha combinate di cotte e di crude spargendo la paura nelle Giudicarie, sia confinata  in un 'Centro per orsi problematici nei pressi di Trento. Ma questo è quanto previsto dai protocolli di gestione del plantigrado scritta dai conservazionisti amici di Licia. Dellai non fa che essere coerente con l'applicazione di quanto annunciato lo scorso anno annunciando una 'revisione' di una politica troppo 'orsofila' che crea crescenti malumori tra la popolazione delle valli.  I trentini (a giudicare dai forum internet) non hanno molto apprezzato  la confusione tra il caramello pspeudoecologista televisivo con la realtà delle valli. Molti ora temono anche che la paura dell'orso tenga lontani i turisti (le cose in TV e l'idea platonica dell'orso sono una cosa, il rischio di incappare in un'orsa furiosa in un bosco ben altra). Forse Dellai ringrazierà la Colò. Grazie alla sua interferenza su decisioni motivate da una situazione che è diventata di ordine e sicurezza pubblica  qualche trentino in più ha aperto gli occhi sul 'circo dell'orso' e le iniziative di buon senso che mirano a 'correggere' una politica avventurosa che ha fatto crescere la popolazion ursina di origine slovena a oltre 50 esemplari.  Sulla vicenda rimandiamo anche a un comunicato dell'Associazione Wilderness Italia che sostiene, giustamente, che tutta questa orsofilia e orsomania sta finendo per danneggiare lo stesso orso (come avviene anche per il lupo, amato in televisione ma sempre più odiato sulle Alpi e sugli Appennini)

 

(10.03.11) Luserna San Giovanni (To). Morena (26 anni) muore nel caseificio aziendale

Folgorata dai cavi scoperti? Così si dice negli scarni comunicati delle agenzie di stampa riferendo dei primi rilievi dei CC. Lascia una bambina piccola: Melanie. Invito a leggere cosa ha scritto di questa giovane ruralpina scomparsa tragicamente Marzia Verona che era sua amica

(vai all'articolo di Marzia)

 

(28.02.11) A Lierna (LC) si farà il referendum sulla centrale a biomasse

La logica dell'energia rinnovabile è spesso applicata in modo distorto. Che senso ha realizzare centrali a biomasse che richiedono il trasporto di materiale da decine di km? A Lierna, sulle rive del Lario il dibattito sulla centrale è molto vivace e si è costituito un Comitato che si oppone al progetto (che nella versione originale non è passato al vaglio della regione). Prima di pensare a queste centrali bisognerebbe stabilire dei piani di utilizzo boschivo in grado di realizzare una adeguata  produzione locale di cippato. I boschi chiedono solo di essere tagliati. L'abbandono dei boschi a loro stessi auspicato da quegli stessi verdi che poi dicono di volere 'energie rinnovabili' non è sostenibile ma non si può nemmeno tornare ad una situazione di tagli eccessivi come avvenne nei secoli passati.

 

(28.02.11) Monte Pelmo (Cadore): basta comprensori sciistici e seconde case

Continua la politica di sviluppo di poli sciistici e di seconde case secondo un modello che si è dimostrato fallimentare e che, soprattutto, non ha futuro. Le aree meno 'valorizzate' reclamano anche loro una parte del circo invece di puntare su strategie più sostenibili. Nelle Dolomiti poi si vuole sfruttare l'effetto Unesco nel modo peggiore.

Il 13 marzo Mountain Wilderness terrà una grande manifestazione nazionale (scialpinismo e racchette da neve) a Passo Staulanza per difendere l'area del Monte Pelmo, di Mondeval e di San Vito di Cadore dall'assalto speculativo dello sci e delle seconde case. Va anche detto che per fermare efficacemente la corsa a nuove stazioni sciistiche si dovrebbe anche pensare di riequilibrare, a favore di aree come la montagna veneta, le posizioni privilegiate di alcune aree già 'sviluppate', soprattutto (ma non solo) in Trentino-Altio Adige e in Valle d'Aosta.

 

(27.02.11) Anche in Polesine. Biogas selvaggio

Il biogas è l'eldorado di industriali e speculatori. Non solo a Cremona. Anche nel Polesine, terra di monocolture intensive di mais, bietola e soia si sta scatenando la corsa agli impienpti da 999KW. Oltre ad essere considerati 'piccoli' (alla faccia, ci vogliono 300 ha per alimentarli!) e godere del soprapprezzo di 28 centesimi per KWh sfuggono anche alla moratoria un po' ipocrita stabilita dalla Regione Veneto che ha bloccato solo gli impianti > di 1MW. Non si capisce perché Zaia, che è stato da ministro attento a parecchi problemi agricoli, non si sia ancora accorto da governatore del Veneto che i prezzi dei terreni e gli affitti stanno schizzando in su con tutto detrimento dei veri agricoltori.

 

(18.02.11) Roma.  Confagricoltura non vuole limiti alle coltivazioni bioenergetiche

In una nota odierna la Confagricoltura esprime il suo totale dissenso sugli orientamenti emersi dalle Le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera in merito allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva2009/28/CE sull'uso dlele cosidette fonti di energia rinnovabile.

I parlamentari hanno infatti la seguente limitazione in materia di produzione di biogas

“... Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito il Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabiliti parametri volti a definire le percentuali massime di coltivazioni dedicate impiegabili negli impianti a biogas, al fine di evitare squilibri negli approvvigionamenti e nei prezzi delle produzioni agricole da destinare all’alimentazione umana e zootecnica; tale percentuale non può essere superiore al 15 per cento del totale delle coltivazioni dell’azienda agricola". Apriti cielo. Qualcuno vede sfumare le prospettive di superprofitti dal business drogato del biogas.  E la Confagricoltura che rapprersenta sempre più il business agroenergetico e sempre meno I veri agricoltori arriva a sostenere che queste limitazioni " impediscono l’adeguato sviluppo delle coltivazioni energetiche in luoghi e situazioni dove la loro produzione potrebbe rappresentare l’unica vera opportunità di reddito. E creano un brusco arresto degli investimenti nel settore agroenergetico". Capito? Per la Confindustria ormai l'agricoltura sta in piedi SOLO con il business drogato delle bioenergie. Ma la preoccupazione è per gli agricoltori? No perché i veri agricoltori in provincie come Cremona hanno già cominciato a pagare caro il business del biogas (prodotto a partire dal mais). Gli affitti dei fondi sono schizzati in su perché gli speculatori hanno margini talmente elevati da fare offerte fuori mercato pure di accaparrarsi i terreni. In realtà a Confagricoltura preoccuno gli investitori. Non solo gli agricoltori sedotti ma, soprattutto, il giro di società di progettazione, realizzazione, consulenza. Resterebbe col culo per terra tanta gente che sperava in guadagni facili.

 

(10.01.11) La Cia di Torino: apriamo la caccia al lupo 

La predazione lupina nelle valli del torinese si sta rivelando più disastrosa che in quelle di Cuneo. I lupologi asseriscono che dipende dalla 'novità' e dalla mancata predisposizione di misure adeguate di difesa. Eppure l'adozione dei cani da difesa (maremmani) risulta più diffusa a To che a Cn. Probabilmente è in gioco anche la morfologia delle valli e la tendenza nel torinese (Val Chisone) alla formazione di grossi branchi mentre nel cuneense sono rimasti più piccoli. Fatto sta che per la prima volta un'organizzazione professionale agricola prende posizione con una durezza 'politicamente scorretta' mai vista. Sul numero di gennaio  di Nuova Agricoltura si legge: “Con i lupi – spiega Roberto Barbero, vicepresidente Cia Torino – nascono gravissimi danni per gli allevatori. Nell’ultima estate, hanno subito numerosi attacchi sia gli ovicaprini e sia i bovini”.

“La nostra proposta – continua Barbero - è questa: introduciamo la caccia

del lupo, selettiva e a pagamento, in modo tale da poterne contenere il numero ed ottenere davvero un sano equilibrio della fauna di montagna". Una provocazione evidentemente ma salutare.

 

(05.01.11) Pescasseroli (Parco Nazionale): maxi branco lupino

I lupologi della Sapienza di Roma con le fototrappole hanno 'scoperto' un branco di 11 lupi. Evento eccezionale. Dicono. Gaudium magnum. Eccitazione orgasmica. Ma cari lupologi, emeriti specialisti di lupologia teorica e applicata: non lo sapevate che in Val Chisone (To) un branco di pari dimensioni è stato 'censito' sino dallo scorso autunno? Ci vuole tanta 'scienza' per capire che con l'espansione del lupo e con la sua crescente 'presa' sul territorio i branchi si ingrossano. Quando il lupo è perseguitato sta schiscio e i branchi restano piccoli, quando è super-protetto aumentano. In altri paesi si arriva a branchi di 20-30 lupi. Vorrei tanto che questa gente un bel giorno si trovasse da sola a tu per tu con 20 lupi affamati. E senza armi. In Russia alcuni orsologi sono stati pappati dai loro 'protetti'. C'è sempre la speranza che succeda anche qua.

(31.01.11) Frabosa sottana (CN). Ora i lupi si vedono anche sulle piste da sci.

a web cam di sorvegliana degli impianti sciistici ha 'beccato' un lupo che passeggiava sulle piste da sci. Qualche giorno prima un lupacchiotto è stato visto alle grotte di Bossea. Oltre a queste segnalazioni che finiscono sui giornali ve ne sono altre di escursionisti e montanari che avvistano di continuo i lupi. Chi crede che in tutto il Piemonte ci siano 50 lupi come gli 'scienziati' profumatamente pagati vogliono far credere?

 

(31.01.11) Albenga (SV). Lupi scatenati

Un gregge ovino ripetutanete attaccato dai lupi scesi a valle che aggrediscono anche i cani di cacciatori che, sulle prime pensavano fossero stati feriti dal cinghiale. Non trovando prede a sufficienza i lupi calano verso il mare. Forte allarme nella piana di Albenga dove diverse aziende continuano la tradizione pastorale ligure.

 

 

(30.01.11) Valnerina (PG). Testa mozzata di lupo indirizzata al Parco

É stata fatta trovare appesa con una fune ad un cartello stradale con la 'dedica' al sindaco e al presidente del parco dei monti Sibillini. Gesto vigliacco come si sono affrettati all'unisono a commentare i commentatori locali appiattiti sul buonismo ambientalista e parcofilo. O no? Un gesto dimostrativo stigmatizzato dalle 'prediche' moraliste e razziste (contro gli 'ignoranti' che cacciano il turismo 'colto'). Un gesto frutto dell'esasperazione ma di certo meno vigliacco di chi utilizza i bocconi avvelenati o altri espedienti che uccidono il lupo tra atroci sofferenza lontane dallo sguardo dei media. Meno vigliacco di certo degli ambientalisti da salotto che sanno benissimo che centinaia di lupi sono uccisi ogni anno in Italia ma preferiscono mantenere la politica del lupo 'intoccabile', una politica che esaspera gli allevatori e i pastori. Vigliacco è chi sa bene che una politica di abbattimenti controllati e selettivi legali ridurrebbe drasticamente il bracconaggio ma che minimizza i dati sulla presenza del lupo e si oppone con motivi ideologici alle richieste di controllo che vengono anche dalle regioni. Così davanti all'opinione pubblica poco informata della città i nostri eroi ambientalisti, conservazionisti passano per il paladini del lupo e incassano la rendita politica (ed economica) della loro 'intransigenza animalista'. Intanto non solo in Valnerina i lupi scompaiono silenziosamente o platealmente impiccati ai cartelli stradali e ai lampioni (spesso senza che se ne parli). Ipocrise italiane.

 

(28.01.11) Ossola. Lupo investito dal treno

In base all'esame anatomico dell'Università di Torinio sarebbe proprio un giovane lupo quello finito investito da un treno sul fondovalle ossolano. Una notizia che suscita una grande inquietudine negli allevatori ovicaprini  ossolani tenacemente attaccati alla tradizione dell'alpeggio ma consapevoli che la morfologia delle valli ossolane rende la presenza del lupo una minaccia mortale per l'allevamento ovicaprino.

 

(27.01.11) Torviscosa (Udine): il latte è inquinato?

Torviscosa è stata sede di storiche industrie chimiche a partire dagli anni '40. Il 'lascito' è un pesante inquinamento dei terreni  con parecchi tipi di contaminanti (metalli pesanti e sostanze chimiche si sintesi) tanto da divenire un noto 'caso di studio' sulle problematiche dell'inquinamento (e del disinquinamento) del terreno.

Ma Torviscosa è anche una grandissima azienda agricola che produce latte e derivati con il marchio Torvis (Parmalat). Ma fino a che punto è sicuro quel latte? É un fatto che nei terreni agricoli di Torviscosa siano presenti pericolosi inquinanti (a partire dal pericoloso insetticida Dieldr,in cloroderivato organico della famiglia del DDT). Ma  in assenza di riferimenti normativi sull'accertamento dei livelli di contaminzaione, le soglie massime ecc. nessuno ha disposto sinora analisi della contaminazione nella filiera che dal terreno porta al latte. Lo denuncia l'associazione ambientalista Greensaction transnational con sede a Trieste.

 

(22.01.11) Piano di controllo dei cinghiali in Lombardia

Era ora. Di fronte ad un'emergenza sempre più grave (2.500 cinghiali solo nel comasco, danni in crescita esponenziale) le provincie si muovevano in ordine sparso.

La necessità di interventi coordinati e più efficaci di controllo è stata recepita dalla regione su sollecitazione delle organizzazioni agricole. Il giorno 8 febbraio si terrà un vertice al Pirellone.

 

(18.01.11) Fotovoltaico selvaggio: giù le mani da San Colombano (Mi)

Questa volta anche Legambiente  - che tiene spesso un atteggiamento compiacente verso le rinnovabili selvagge - non ci sta. A San Colombano, gioiello vitivinicolo e paesaggistico nel desero del silomai lodigiano tra la collina e il Lambro gli speculatori d'assalto delle 'rinnovabili selvagge' vogliono creare un ''campo solare' di 13 (tredici!) ettari. Il Comune ha concesso l'autorizzazione anche in assenza di Valutazione di impatto ambientale (unico stumento per tutelare il territorio considerato che questi scempi bypassano gli strumenti urbanistici). Così Legambiente che aveva denunciato inascoltata lo scempio ha deciso di ricorrere al TAR.

(13.01.11) A Galan piace il pollo transgenico

In Italia la stragrande maggiornza dei consumatori non vuole alimenti geneticamente modificati tantomeno cibarsi di animali geneticamente modificati. Nel mondo agricolo è solo una minoranza legata agli interessi dell'industria e delle multinazionali che appoggia gli OGM (il 90% dei produttori agricoli sa che equivarrebbe a tirarsi la zappa sui piedi). E allora cosa ci sta a fare a capo del Ministero uno come Galan che non perde occasione per dire che chi si oppone agli OGM è 'oscurantista' e che ha definito una 'prospettiva incoraggiante' la notizia della creazione di un pollo geneticamente modificato (per resistere all'aviaria) in Gran Bretagna? L'industria  globale del cibo crea le malattie con i traffici internazionali, le grandi concentrazioni di animali, l'uso distorto dei farmaci. Poi per rimediare crea gli OGM reistenti alle stesse pericolose malattie. Un vero 'cavallo di troia' per imporre la zootecnia GM.  Il trucco si è già visto con le produzioni vegetali ma i contadini di tutto il mondo l'hanno capito.

 

(13.01.11) Fusioni coatte di comuni a Como?

La Commissione consigliare competente manda avanti la legge di fusione di tre comuni comaschi: Gravedona, Consiglio di Rumo e Germasino. Il fatto è che al referendum gli abitanti si erano espressi per il NO. Dei tre solo Germasino è un micro comne (250 ab.) gli altri hanno 1200 (Consiglio) e 2750 ab.) La proposta di legge prevede un premio di fusione di 100.000 € per tre annualità.

 

(13.01.11) Ha ragione Dellai (presidente Trentino)

Dellai chiude la porta in faccia ai bellunesi. Ma l'egoismo di chi è preoccupato di difendere i privilegi a volte fa dire cose giuste. Il presidentissimo dice che tutta la montagna alpina deve godere l'autonomia. Lo dice strumentalmente perché sa che ci vorranno decenni e che, nell'attesa, il Trentino potrà dormire sonni tranquilli. Ma intanto aggiunge cose sacrosante: «Questa vicenda va letta come una provocazione verso la Regione Veneto e verso lo Stato. Quella bellunese è un'area di montagna che si sente profondamente lontana dal cuore pulsante della Regione Veneto che ha il suo baricentro in pianura; è un'area che da anni sta aspettando la riforma federalista dello Stato ma finora ha visto ben poco. Ripeto, è una provocazione che però deve essere seriamente interpretata sia dalla Regione Veneto che dallo Stato».  

 

(11.01.11) E' fuga dal Veneto. Belluno vota il passaggio al Trentino

La costituzione italiana, sancisce l'ineguaglianza dei cittadini; soprattutto quelli di montagna. Ci sono regioni, provincie,  cittadini e 'montagne' di serie A e di serie B (questi ultimi  pagano di più e ricevono di meno).  Una situazione insostenibile. Tanto più quanto più diventano  lontane nel tempo le ragioni storiche e geopolitiche di certi privilegi. Tanto più quanto la crisi e la politica del rigore colpisce cittadini e amministrazioni. A Belluno il Consiglio provinciale, con soli due voti contrari, si è espresso per l'annessione al Trentino e la secessione dal Veneto. E' solo l'ultimo episodio di una protesta che monta dalle aree di confine venete e lombarde. Una protesta sinora sottovalutata e che è destinata ad estendersi e a portare ad una situazione insostenibile. Di questo passo mezzo Veneto e mezza Lombardia vorranno fare la secessione da regioni che non sono capaci di evitare ai loro cittadini lo status di 'politicamente diversamente abili' ovvero sudditi con meno diritti e più doveri.

 

(29.12.10) Definitivo il 'Polo bianco' trentino

Ieri l'assemblea della Latte Trento, presenti i vertici della Provincia autonoma e della cooperazione ha definitivamente approvato la fusione con la latteria sociale Fiavè-Pinzolo-Rovereto. Ora Trentino spa e l'Università di Trento studieranno un nuovo marchio per sottolineare 'il legame con il territorio'. Ma siamo sicuri che basti un marchio?

 

(29.11.10) Autobrennero. code per i 'mercatini'

Primo week-end di consumismo prenatalizio e puntuali arrivano le code sull'autobrennero.

Nati come forma di shopping natalizio 'dolce', basata sulla valorizzazione dell'artigianato (alimentare e non) locale i mercatini di Natale hanno assunto una dimensione da 'esodi' ('transumanze') coatte con la conseguenza ben poco sostenibile della creazione di flussi di traffico tali da intasare le autostrade (autobrennero in particolare). E allora perché invece di far percorrere centinaia di chilometri non si promuove di più il 'mercatino' a km zero? Con l'avvertenza che, come per le sagre, bisognerebbe disincentivare i 'mercatini' taroccati e promuovere solo quelli che valorizzano le produzioni artigianali del territorio e che magari portano un po' di vitalità in paesini di montagna che rischiano di 'vivere' solo a ferragosto o poco più.

 

(28.10.10) Comitato acque ieri in provincia: chiesta moratoria e stop progetto Edipower in Val di Livo

Ieri i rappresentanti del Comitato acque comasche, che da anni si batte contro le captazioni selvagge, ha incontrato la Commissione agricoltura del consiglio provinciale. Ci sono pendenti 57 richieste di captazioni che interessano  la Valsolda, la Val di Bares, la Val Rezzo e la Val Darengo attraversate dai torrenti Albano, Rezzo, Sorico, Borgo, Soldo e Moredina. La montagna comasca è già gravemente compromessa dal prosciugamento dei torrenti che causa alterazione del paesaggio, scomparsa di flora e fauna, dissesti idrogeologici. Il Comitato chiede anche, oltre alla moratoria per le 57 nuove autorizzazioni, lo stop del progetto Edipower che triplicherebbe l'attuale portata di captazione nei Comuni di Consiglio, Rumo, Peglio, Livo, Dosso del Liro, Vercana, Domaso e Gravedona. Il presidente della Commissione Agricoltura, Saffioti i ha chiesto un incontro all'assessore regionale competente.

 

(26.10.10) La montagna alpina di serie B crea una federazione

Oggi a Verbania storico incontro tra i presidenti  delle provincie di Verbania e di Belluno per dare vita ad una Federazione delle provincie alpine di serie B, quelle che hanno la sfiga di non essere regioni o provincie autonome o parte di esse. Parteciperanno le provincie con almeno il 60% di territorio montano. E' già prevista la partecipazione di Sondrio. Una'iniziativa quanto mai opportuna e che può anche stimolare la formazione di nuovi aggregati territoriali autonomi comprendenti almeno il 60% di territorio montano attraverso il distacco da provincie egemonizzate dalla pianura. E' anche un modo per far sentire una voce unica dei territori alpini discriminati che non godono dei privilegi delle regioni e provincie autonome (che pure sono finanziate dalle regioni: Piemonte, Lombardia e Veneto cui appartengonio i territori sfigati).

 

(01.11.10) ) In Trentino sta cambiando aria per gli orsi e la loro setta

La provincia autonoma annuncia (molto tardivamente) che il progetto di popolamento degli orsi (Life Ursus) sarà oggetto di revisione politica. Era ora dopo che da anni la politica ha demandato ad esperti autoreferenziali (legati alle lobby ambientaliste internazionali) tutta la materia. La gestione dell'orso è stata caratterizzata da un mix sgradevole di autoritarismo ecofascista, squallida strumentalizzazione turistica, e copertura della realtà di un Trentino ben poco ecologico. Dopo 'Amministrare il Trentino' con l'iniziativa di legge popolare anche la Lega Nord Trentino entra decisamente nella discussione con una mozione "Revisione del progetto Life ursus e ricognizione dei danni causati dalla presenza dell'orso in Trentino". Intanto viene annunciata una nuova indagine sulla percezione della gente e la provincia si è resa conto che, con il sistema delle autorizzioni ministeriali anche su aspetti di dettaglio, una gestione che eviti tempestivamente pericolisi conflitti è impossibile. Meglio tardi che mai. Basterebbe prendere lezione dalla Svizzera.

 

 

(30.10.10) Sì a un Trentino pulito (e non solo in cartolina)

700 persone e 100 trattori oggi al corteo NO INCENERITORE a Ischia Podetti (Trento). L'alternativa c'è: si possono produrre meno rifiuti e riciclarli anche al 90%. Con l'inceneritore (che sorgerà in una zona di vigneti!) oltre al 'poco' inquinamento c'è un 30% di residuo che va in discarica.

Ma nella Terra dell'orso e della Montagna-cartolina che nasconde discariche illegali, massimo uso di pesticidi in Italia, acciaierie inquinanti si preferisce seguire la comoda e lucrosa (per qualcuno) strada dell'inceneritore che stimola la produzione di rifiuti per aumentare la produzione di energia e una raccolta da un ampio bacino (vedi, senza andare troppo lontano la 'fame di rifiuti' del mega impianto di Brescia di A2A)

 

(30.10.10) Ai banchieri piace solo l'agricoltura GM . Gli agricoltori italiani sono 'primordiali'

Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa San Paolo ad un convegno a Firenze il 27 ottobre espone le sue idee sull'agricoltura  ''l'85% delle aziende non produce un bilancio, e un'azienda che non produce bilancio è primordiale rispetto alla bancabilità". Per Passera  l'agricoltura: ''ha bisogno di inserirsi in filiere, mercati internazionali, nel settore della ricerca''. Ma qualcuno ha mai pensato che il sistema del credito in Italia voglia aiutare le piccole imprese e, a maggior ragione, quelle agricole? Al capitale umano, alle idee, alla voglia di innovare, ai giovani non viene concesso alcun credito. Almeno Passera ha l'onestà di dichiarare che al sistema bancario  interessa solo l'agribusiness integrato nelle filiere dell'agricoltura globalizzata.

 

(30.10.10) Continua il supermercato dell'orso.  In Val Malenco (SO) sparite 30 pecore

Che uno degli orsi trentini sia finito in Valmalenco è certo perché è stato 'catturato' ad agosto da una fototrappola. Ora sei degli allevatori di ovini della Valmalenco lamentano la sparizione di alcune delle proprie pecore. Gli alpeggi sonon stati setacciati ma non sono state trovate. Questa estate erano state trovate diverse carcasse in condizioni 'compatibili' con la predazione da parte del plantigrado. Ora tutti gli allevatori della valle hanno riportato a casa le pecore.

 

(28.10.10) Comitato acque ieri in provincia: chiesta moratoria e stop progetto Edipower in Val di Livo

Ieri i rappresentanti del Comitato acque comasche, che da anni si batte contro le captazioni selvagge, ha incontrato la Commissione agricoltura del consiglio provinciale. Ci sono pendenti 57 richieste di captazioni che interessano  la Valsolda, la Val di Bares, la Val Rezzo e la Val Darengo attraversate dai torrenti Albano, Rezzo, Sorico, Borgo, Soldo e Moredina. La montagna comasca è già gravemente compromessa dal prosciugamento dei torrenti che causa alterazione del paesaggio, scomparsa di flora e fauna, dissesti idrogeologici. Il Comitato chiede anche, oltre alla moratoria per le 57 nuove autorizzazioni, lo stop del progetto Edipower che triplicherebbe l'attuale portata di captazione nei Comuni di Consiglio, Rumo, Peglio, Livo, Dosso del Liro, Vercana, Domaso e Gravedona. Il presidente della Commissione Agricoltura, Saffioti i ha chiesto un incontro all'assessore regionale competente.

 

(26.10.10) La montagna alpina di serie B crea una federazione

Oggi a Verbania storico incontro tra i presidenti  delle provincie di Verbania e di Belluno per dare vita ad una Federazione delle provincie alpine di serie B, quelle che hanno la sfiga di non essere regioni o provincie autonome o parte di esse. Parteciperanno le provincie con almeno il 60% di territorio montano. E' già prevista la partecipazione di Sondrio. Una'iniziativa quanto mai opportuna e che può anche stimolare la formazione di nuovi aggregati territoriali autonomi comprendenti almeno il 60% di territorio montano attraverso il distacco da provincie egemonizzate dalla pianura. E' anche un modo per far sentire una voce unica dei territori alpini discriminati che non godono dei privilegi delle regioni e provincie autonome (che pure sono finanziate dalle regioni: Piemonte, Lombardia e Veneto cui appartengonio i territori sfigati).

 

 (03.10.10) Val di Non (TN). Dellai ordina: catturate l'orso

Qualcosa si sta muovendo in Trentino. La politica annusa che con il crescere dell'allarme sociale presso intere comunità c'è rischio di perdita di consensi. La delega in bianco sin qui concessa ai circoli  conservazionisti legati alle lobby internazionali sta per essere ritirata. Ai primi di settembre Dellai (presidente della PAT, provincia autonoma) aveva promesso una revisione della strategia orso . Ora l'emergenza si manifesta in Val di Sole (situazioni 'calde' quest'anno di sono registrate nel Primiero e del Bondone) e Dellai prende in mano la situazione mantenendo le pronesse fatte (è doveroso darli atto).   «Catturare l'orso qualora i suoi comportamenti creassero allarme sociale». Questo il mandato che il presidente ha conferito il 2 ottobre al comandante del corpo forestale provinciale, Romano Masè relativamente all'orso che da alcune settimane assedia i masi di Magras fin ai limiti del villaggio. Se le più incisive misure di dissuasione non saranno ancora sufficienti si procederà alla cattura. Va aggiunto che la polemica politica monta e dopo le iniziative di Giovanazzi anche la Lega torna in pista con alcuni consiglieri provinciali che si sono recati a Magras ad ascoltare le lamentele dei residenti e contadini, stanchi di dover tenere blindate le loro bestie con un orso che insidia le recinzioni delle loro aziende e non ha intenzione di abbandonare il campo.

 

(29.09.10) Scandalo verde. Arrestato il Faraone delle Cinque Terre (SP)

Arrestato il presidente del Parco delle Cinque Terre (SP) Franco Bonanini, soprannominato il "Faraone" (per via del carsima ma anche del ruolo di 'stabilizzazione' politica del territorio). Con lui accusati un folto gruppo di professionisti, tecnici e funzionari del comune di Riomaggiore (dove era stato anche sindaco). Il Gip , a proposito del comune ha parlato di ''una gestione totalmente criminale della cosa pubblica ''. Bonanini è esponente di spicco della Federparchi e di Legambiente. Le indagini riguadano fondi europei 'dirottati'. Si parla di intercettazioni "sconcertanti" (saranno pubblicate questa volta?).  I vari esponenti verdi parlano di "equivoco", ritengono incredibili le accuse (pur esprimendo il rituale 'rispetto per la magistratura').

 

(27.09.10) Nasce l'Unione dei formaggi delle Orobie

Lo scorso week-end a Branzi in Val Fondra è stata sancita la nascita dell'Unione dei formaggi delle Orobie. Un'Unione in nome di un teritorio dove convergono tre provincie: Lecco, Sondrio e Bergamo. E' l'espressione della 'logica di massiccio' che prevale su quella ormai anacronistica che 15 anni fa condusse ad estendere l'orobico Bitto a tutta la provincia di Sondrio con una decisione presa a tavolino. Oggi il Bitto storico 'ribelle' si unisce al Formai de Mut, al Branzi e allo Strachitunt per rimarcare come i prodotti di eccellenza sono frutto di secoli storia, di cultura, di tradizioni. Tradizioni che uniscono le valli anche al di là dei confini amministrativi e politici. la logica dell'Unione è quella della sinergia tra produzione casearia di alta qualità e turismo. Non è difficile capire perché il Bitto storico con le sue poche migliaia di forme prodotte opti per le Orobie facendo 'secessione' da una Valtellina agroalimentare dove la 'linea' la danno la bresaola industriale e il Casera, formaggio prodotto in centinaia di migliaia di forme unito i un unico consorzio con il Bitto 'modernizzato' (quello che ammette mangimi e fermenti selezionati e non richiede il latte di capra). (sotto Paolo Ciapparelli, presidente del Consorzio salvaguardia Bitto storico e Francesco Maroni del Caseificio sociale di Branzi).

 

 

 (17.09.10) Trento. Dopo tanti anni trattori in Piazza Dante

I viticoltori della grande coop La Vis protestano in piazza a Trento. Ci si era dimenticati delle proteste contadine dopo anni di 'vacche grasse'. Ma le basi del 'sistema vino' (e di tutto il sistema agricolo) trentino erano sbagliate con la spinta alla quantità, all'industrializzazione (dal latte di Fiavé al vino delle grandi cantine). Ora la coop è commissariata ('Nuova La Vis') e, sfumate le prospettive di fusione con gli altri colossi del vino trentino (Mezzacorona e Cavit), non resta che la strada del salvataggio. Oggi viene chiamata 'ristrutturazione del debito' e viene fatta passare per rilancio produttivo. Di fatto la solita cooperfidi con i soldi di mamma provincia autonoma acquista degli immobili e li cede in leasing gratuito alla coop 'decotta'. La Giunta provinciale ha già deliberato lo stanziamento di 7,5 milioni di € che serviranno ad acquistare il Maso Franch. La Provincia parla di aiuti a fronte di condizioni di rilancioproduttivo ma è palese che si tratta solo di tamponare una situazione pesante. Intanto il super presidente Dellai continua a rigettare sgegnosamente le accuse di autonomia assistenzialistica e si appella demagogicamente ai trentini come ad un'unica 'famiglia'.Come si concilino questi appelli ricorrenti con le puslsioni tecnocratiche e neoliberistiche non si sa. Misteri trentini.

 

(16.09.10) Il lupo si fa beffe delle telecamere sul Cansiglio (TV)

Il misterioso sbranatore di pecore del Cansiglio ( o grosso cane randagio inselvatichito o un lupo) stanotte 16/09/10, ha cambiato prede. Non più pecore ma un cervo, sempre nei pascoli dell'Az. Valmenera di Gava Alex in Cansiglio, a pochi metri dalla cattura messa dalla Polizia Provinciale di BL e Forestale, e fuori dall'occhio di 3 telecamere che registrano.

 

(10.09.10) Interrogazione della Liga Veneta sul 'silenzio delle istituzioni' in Cansiglio

I consiglieri Furlanetto, Possamai, Caner, Toscani, Baggio hanno presentato una interrogazione con risposta immdiata alla giunta per sollecitare le autorità preposte per stabilire la provenienza e le cause dei sbranamenti citati in premessa e per prevedere un apposito e specifico stanziamento di 150.000 € a titolo risarcimento dei danni patiti nell’anno 2010 e a causa dei cervi e degli non ancora identificati predatori.

 

(10.09.10) Cansiglio. (TV) La Lega anti caccia minaccia gli allevatori

Le dichiarazioni degli allevatori esasperati delle perdite di animali da parte dei predatori (lupi probabilmente) provocano la reazione della LAC. Il presidende dalla Lega anticaccia del Veneto, Zanoni minaccia l'ANPA Veneto (ass. prod. agricoli) di denunce per 'istigazione al bracconaggio di specie superprotette' e difende a spada tratta il Corpo Forestale. Intanto gli allevatori pensano di sensibilizzare Zaia.

 

(10.09.10) Trentino. Viticoltori di montagna si mettono in proprio

In alta Val di Non sulle pendici del Lago di Santra Giustina si produce un vono di nicchia, il Groppello (da non confondere con quello gardesano). In seguito al drammatico calo dei prezzi dell'uva che in montagna non coprono i costi di produzione i viticoltori di Revò per ora porteranno le uva in provincia di Bolzano  invece che a Mezzolombardo (nella piana della valle dell'Adige). Poi penseranno a ricostituire una cantina (quella di Revò era la più antica cantina sociale del Trentino. Un bello schiaffo per il sistema vitivinicolo trentino che poche settimane fa aveva reagito inviperito (si era scomodato anche il presidente Dellai) alle critiche del vicepresidente dei viticoltori 'cugini' bolzanini. E che sta confrontandosi con lo schock del commisariamento della coop La Vis (uno dei tre colossi trentini) che ha accumulato 80 milioni di debiti e che sarà assorbita da CAVIT. E se anche con il formaggio si pensasse ad una riterritorializzazione?

 

(30.08.10)  Pavullo (MO) Vandalizzati gli striscioni di Casa Capuzzola

Gli striscioni di protesta contro i lupi  (causa di chiusura dell'azienda ovina Casa Capuzzola), che erano stati collocati da Dino Mazzini, sono stati tagliati con il cutter da ignoti.

Penetrando in una proprietà privata recintata. Gli animal-ambientalisti, sempre più ecofascisti, non ammettono neppure il diritto di dissentire e protestare contro il 'pensiero unico' che impone la 'necessità' della presenza di orsi, lupi e linci.

Scrivete a info@casacapuzzola.it per manifestate la vostra solidarietà

 

(30.08.10)  Sulzano (BS) Nasce sul Sebino il Comitato anti predatori

Il 'volgo disperso' e disprezzato dai sciuri animalisti  di città inizia a reagire e a organizzarsi. Esasperati dai continui attacchi dei predatori e dall'inerzia delle istituzioni (che non ammettono neppure l'esistenza del problema  e continuano a parlare di 'cani inselvatichiti') un gruppo di allevatori e di abitanti di case e nuclei isolati della montagna sebina ha deciso di reagire e di costituirsi in Comitato.  Ciò dopo decine di casi di animali uccisi con un morso alla gola (i cani non fanno così!). Vogliono incalzare anche con iniziative legali le istituzioni succubi dei media a loro volta infiltrati e condizionati dalla lobby animalista. Media che parlano a proposito del ritorno del lupo di 'buona novella per l'ambiente e per il turismo naturalistico' (sic) (per adesioni contattare l'agriturismo «El fò» (030-985276)

 

(27.08.10)  Vicenza. La Forestale non crede all'uccisione dell'orso M5

I dettagli dell'inverosimile racconto dell'uccisione dell'orso M5 (Dino) e del successivo banchetto a base delle sue carni sembrano non reggere alla verifica dei fatti (ovvero all'indafine della Forestale). Gli animalisti che avevano annunciato la 'Marcia punitiva' su Asiago si stanno coprendo di ridicolo. E di ridicolo si copre anche il Corrierone che aveva annunciato (25.08) la 'notizia' della marcia degli animalisti riprendendola da Facebook. Solo una squallida conferma del peso della lobby animalista del giornale più autorevole ... dell'Italia di Pulcinella.

 

 (20.08.10)  Val di Non (TN). Gregge di 70 pecore 'volatilizzato' da luglio

Si susseguono i danni da predazione sulle malghe di Bresimo in alta Val di Non (ai convini con la Val di Rabbi e la Val d'Ultimo in provincia di BZ). Non solo pecore ma anche una vitella Gli allevatori puntano il dito contro il lupo, ma i forestali sono scettici.

Intanto pare volatilizzato un gregge di 70 pecore di 5 proprietari della zona scomparse a Mallga Binasia da luglio. Escluso l'abigeato i pastori sospettano che sia stato il lupo (o l'orso) a terrorizzare il gregge e a farlo finire in un burrone.

 

(18.08.10)  Ardenno (SO). Aggredito e ferito da cinghiale nei boschi

E' successo il 14 agosto nei boschi sopra Ardenno. Un uomo di 39 anni azzannato ad una coscia è sfuggito calandosi in una zona impervia dove è stato recuperato a fatica dalla squadra di soccorso del 118.

 

(17.08.10)  Fonteno (BG). Assedio dei cinghiali

Anche in piena estate un branco di quindici cinghiali con un esemplare di enorme taglia cinge d'assedio il paese. Danni ai pascoli, ai prati, ma anche agli orti e ai frutteti. Una situazione insostenibile come in molte altre località. Il disinteresse delle istituzioni per questi problemi di vivibilità delle montagna non è più a lungo tollerabile.

 

(15.08.10) Vallese Abbattuto il lupo che aveva predato ovini e bovini

Resta ancora in circolazione la femmina (l'autorizzazione in quella zona era per un solo abbattimento). Non più in coppia, però, non potrà più attaccare i bovini. Soliti strepiti del WWF. Ma la Svizzera, paese civile che ha a cuore l'agricoltura di montagna,  tira dritto e non si fa condizionare dalla lobby del lupo come il governo italiano.  link al video della tv svizzera

 

(07.08.10)  In Vallese deciso l'abbattimento del lupo responsabile di numerosi attacchi

Il Canton Vallese ha deciso il giorno 3 agosto l'abbattimento del lupo che ha provocato predazioni di ovini e bovini nella regione Montana-Varneralp. La decisione pubblicata ha validità di due mesi esatti. Solite proteste del WWF. Ma la Svizzera è un paese civile e un'attività di rilevante valore sociale, ambientale e culturale come la pastorizia viene difesa.

 

(06.08.10)  In Primiero i pastori disperati per l'orso ora sono vittime anche delle aquile

Gli attacchi per i pastori vengono anche dal cielo. La predazione delle acquile è sopportabile visto che si limitano a qualche agnello. Ma ha un risvolto poco piacevole. Dal momento che nessuna carcassa può essere esibita ai veterinari per il rapace si porta via la preda nessun indennizzo è possibile.

Intanto continua la polemica sui gipeti. I verdi continuano a sostenere la tesi che l'uccello si nutre solo di carogne. Ma i pastori in diversie parti d'Italia sono concordi nel giurare che ghermisce anche agnelli vivi e vegeti.

 

(27.07.10)  Lupi all'attacco anche dei bovini in Vallese

Cresce l'esasperazione degli allevatori svizzeri contro i lupi. La scorsa settimana sugli alpeggi del Vallese una manzetta è stata dilaniata dai lupi (nella foto) e dopo alcuni giorni un'altra ha riportato gravissime ferite. Nel frattempo a livello politico sono in atto delle iniziative per consentire il ricorso da parte della Svizzera alle deroghe previste dalla Convenzione di Berna in materia di protezione del lupo che consentirebbero un controllo più efficace della diffusione del predatore in analogia a quanto deciso in Svezia.

 

(14.07.10)  La rabbia silvestre è in Trentino e Veneto

Ad Est dell'Adige vaccinazioni a tappeto degli animali domestici (sono stati vaccinati circa 10 mila bovini, 21 mila ovini di cui 15 mila vaganti e circa 1.500 equini tra cavalli e asini. Obbligatoria anche la vaccinazione per i cani. Ne sono stati vaccinati 31 mila di proprietà ma devono essere coperti anche gli animali al seguito dei turisti. Decine di migliaia di esche con il vaccino per gli animali selvatici distribuite con gli elicotteri. La rabbia ha il suo serbatoio e focolaio nelle volpi e avanza di 50 km all'anno. Era da 10 anni che in Italia non era presente questa grave malattia (mortale anche per l'uomo). C'è chi parla di procedere alle vaccinazioni anche in Lombardia.

 

(06.07.10) Morbegno (So) Si 'scoperchia' il malaffare

Si 'scoperchia' il malaffare intorno a Valtellina eventi e al Polo fieristico in cui è coinvolto il vertice della Comunità Montana. Due ex-operai edili riferiscono dell'uso di cemento depotenziato e della presenza di rifiuti sull'area dove venne edificato il Polo. Denunciano anche di essere stati oggetto di minacce per aver riferito queste circostanza. Anche ai mezzi di informazione che misero a tacere la cosa (non ce ne meravigliamo affatto).  

 

(15.06.10) Che cricca a Morbegno! E c'entra anche l'eolico a San Marco

7 arresti da parte della GdF di amministratori e burocrati della Comunità Montana e di Eventi Valtellinesi (che organizza manifestazioni presso il Polo fieristico) per concussione, truffa aggravata e peculato. Tra le truffe ordite da Eventi Valtellinesi anche fantomatici studi finalizzati alla realizzazione del famigerato Parco Eolico che con le sue maxi pale minaccia di deturpare il Passo di San Marco. In Valtellina come altrove eolico fa rima con malaffare. Una vicenda che, se le accuse saranno confermate conferma lo squallore del notabilato locale già alle prese con inchieste per opere pubbliche 'gonfiate'. Per fortuna da quelle parti ci sono i puri e duri del Bitto storico a tenere alta  l'immagine del territorio. (nonostante la guerra che contro di loro che le cricche locali conducono da 15 anni).

 

(06.06.10) Plinio Pianta candidato presidente per la Regione Valposchiavo (Canton Grigioni)

Il 13 giugno si vota per eleggere le cariche della Regione Valposchiavo (Canton Grigioni). L'amico avv. Plinio Pianta di Brusio, presidente di AMAMONT (associazione transfrontaliera  amici degli alpeggi e della montagna con sede a Sondrio) è candidato alla carica di Presidente della corporazione. La Regione è composta dai comuni di Poschiavo e di Brusio. Un grande augurio da parte dei ruralpini con l'incitazione a sostenere la sua candidatura.

Plinio Pianta con l'esperienza dell'alpe Li Piani (nella foto)

 

 

ha fornito un esempio concreto di come l'amore per gli alpeggi e la montagna possa tradursi in iniziative, spirito associativo, costruzioni di reti, al di là dei confini politici e amministrativi e degli steccati ideologici e partitici. E ha valorizzato il ruolo della Valposchiavo e della Valtellina quali regioni-cerniera in grado di stimolare una più ampia aggregazione di realtà alpine.

 

(02.06.10) L'orso si rifà vivo in Valcamonica (e le capre ne fanno le spese)

Per la gioia dei 'conservazionisti' e degli ambientalisti da salotto mentre giungono notizie di gravi predazioni da lupo in Piemonte sono riprese le uccisioni di animali domestici da parte dell'orso in Valcamonica. In Comune di Darfo. Notizia di oggi ma il fatto era noto da giorni. In un mondo dove ci sono già tanti problemi fino a quando dovremo assistere a questa tragicommedia del gioco alla wilderness di ricercatori, guardiaparco, animal-ambientalisti, alle spalle della gente di montagna? Milioni spesi per i progetti di reintroduzione e monitoraggio e vivibilità della montagna e danni sempre più gravi per gli allevatori che spesso non denunciano la predazione perché i rimborsi non coprono i costi di smaltimento delle carcasse secondo le regole imposte dalla burocrazia veterinaria.  Dal Veneto alla Lombardia al Piemonte cresce la rabbia contro la politica di ritorno dell'orso e del lupo imposta da Parchi, 'scienziati' e associazioni ambientaliste (con l'appoggio del Corpo Forestale dello Stato).

E' la storia della lotta dei contadini contro i 'signori' e uno stato a loro nemico che si ripete da secoli. Una lotta in cui prima o poi gli 'umili' si stufano di subire. E gli enti locali devono chiarire da che parte stanno.

 

(25.05.10) Vicenza. I fan dell'orso arrivano alle minacce

Giovanbattista Orsini (fondatore del gruppo facebook 'Salviamo il povero asinello (e non solo) dall'orso' scrive in un post:  sto ricevendo minacce anche fisiche da altri appartenenti a gruppi animalisti-radical chic in privato solamente perchè ho postato link riguardanti stragi fatte nel mondo dall'orso agli esseri umani. Chiede solidarietà: Scrivetegli per favore

 

(21.05.10) Finalmente un po' di buonsenso. Sarà catturato e rispedito in Slovenia l'orso M5

Ci ha pensato l'assessore regionale leghista Stival a riportare un po' di buon senso. Sull'altopiano di Asiago stanno arrivando migliaia di capi per l'alpeggio e sarebbe folle lasciare in giro con la licenza di uccidere l'orso M5. Dopo le sparate super-animaliste di Galan la Regione Veneto prende l'iniziativa e sostiene che l'orso pericoloso deve essere catturato e tornare a casa sua in Slovenia. Sulla stessa linea la Comunità Montana a anche la provincia. Quando la montagna reagisce , con gli esponenti politici e amministrativi schierati dalla parte della gente, può respingere le imposizioni colonialiste pseudo ambientaliste.

 

(06.05.10) L'orso M5 sbrana anche l'asinella di Santa Lucia

E' successo a Boscochiesanuova nella Lessinia veronese. L'orso problematico che ha lasciato una scia di sangue tra vicentino e veronese (7 asini sbranati qua e la) è oltretutto difficilmente localizzabile nonostante i sistemi radio e gps satellitare.

 

(06.04.10) Anche in valle Camonica arrivano i 'mercati agricoli'

I 'Mercati agricoli' partiranno a maggio a Esine e Breno, in rete col sito 'Sapori di Vallecamonica'.

Le aziende agricole della Valcamonica avranno a disposizione due possibilità da sfruttare alternativamente: il Centro intervallivo di Edolo il martedì e il mercato coperto di Esine il venerdì.

C’è già un regolamento di partecipazione; il tutto è stato presentato nei giorni scorsi dall'Assessore all'agricoltura della Comunità Montana, Mascherpa e da Alessandro Putelli, funzionario responsabile del settore. In quella occasione il sindaco di Esine, Fenini ha affermato 'Esine non è solo il paese dei centri commerciali' (riferendosi ai possibili insediamenti della grande distribuzione che stanno provocando accessi dibattiti in paese). Le amministrazioni coinvolte credono fortemente nella filiera corta e nell’eccellenza dei prodotti delle piccole aziende e questa iniziativa offrirà una occasione per farsi conoscere meglio.  (www.saporidivallecamonica.it

 

(19.03.10) Zaia firma il decreto blocca OGM Mon 810

Previo parege negativo unanime del la Commissione sementi GM il ministro Zaia ha firmato il decreto che stoppa la sentenza del Consiglio di Stato che dava via libera alla semina del Mais GM Mon 810 cui si accingevano in Friuli i più accaniti esponenti della lobby OGM nazionale (Futuragra). Giusto qualche settimana prima della semina.

 

(14.03.10) Spumanti 'storici' per decreto legislativo. E i formaggi, quelli sì veramente storici?

Con il Decreto legislativo del 12.03.2010 sulle denominazioni di origine dei vini nascono gli spumanti 'storici'. E i formaggi, quelli sì veramente storici? Quelli no perché all'industria non interessa e non piace l'idea di distinguere dentro le DO.

Il Consiglio dei Ministri del 12 marzo ha dato il via libero definitivo al decreto legislativo che riforma la legge 164/92 in tema di denominazioni d’origine.
Nell'ambito delle DO la denominazione 'classico' si potrà utilizzare per i vini non spumanti della zona di origine più antica ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma
- 'storico' si potrà utilizzare per i vini spumanti della zona di origine più antica ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma
- 'riserva' è solo per i vini sottoposti a un periodo di invecchimaneto, compreso l’eventuale affinamento, non inferiore a due anni per i vini rossi, un anno per i vini bianchi e gli spumanti ottenuti con metodo Charmat e tre anni per i vini spumanti con fermentazione naturale. A quando qualcosa di simile per i formaggi?
Facciamo osservare che il primo spumante italiano (copiato dallo Champagne) lo produsse Gancia nel 1865 mentre il Bitto è documentato da almeno 5 secoli.

 

(20.02.10) Era olandese o austriaco il latte pastorizzato del formaggio assassino?

Non è ancora chiara la provenienza del latte utilizzato dalla stiriana Prolactal per produrre Quargel (latticinio tipico simile al Graukëse del sudtirolo). Lo scorso anno 6 persone erano morte in Austria e in Germania di listeriosi in seguito al consumo del prodotto. Altre avevano sofferto per l'infezione. Il 23 gennaio la ditta aveva ritirato la partita contaminata ma la divulgazione delle notizie circa la causa dei decessi è avvenuta solo nelle ultime settimane. In Austria il caso è divenuto oggetto di polemiche politiche tutt'ora in corso. Commento: vi immaginate cosa succederebbe se qualcuno muore per il consumo di latte crudo?

 

(16.02.10) Roma. Bigazzi cacciato per il gatto in pentola (nella società contadina del tempo che fu)

La cattiva coscienza di una società che si ingozza di carne e mantiene gli animali da reddito in fabbriche di carne e di latte. Bigazzi cacciato dalla Rai perché ricorda che nella società contadina  i gatti ogni tanto finivano in pentola. Fiumane di solidarietà per il cocainomane Morgan 'vittima dell'ipocrisia' e su Bigazzi tutti zitti o quasi. A Beppe grande amico del Bitto storico e dei prodotti rurali tutta la nostra solidarietà. La vamposa sottosegretaria Martini, già distintasi nella campagna contro il latte crudo (non ce ne siamo dimenticati), in prima fila nella schiere dei politicamente corretti pronti a lapidare Beppe.

 

(14.02.10) Valli bergamasche: 70.000 € per i sentieri

Settantamila euro per il ripristino, la messa in sicurezza e la valorizzazione  dei sentieri delle Orobie bergamasche sono stati stanziati della Fondazione della Comunità Bergamasca 'Sentieri delle Orobie'. I fondi saranno fruibili attraverso un bando per progetti (da 10.000 a 25.000 €) e copriranno il 50% degli interventi. Il bando scade il 15 giugno. Un intervento lodevole che va a 'mettere una pezza' ad una situazione di carente manutenzione di una risorsa infrastrutturale strategica per lo sviluppo turistico della montagna (purtroppo non ancora considerata tale). Ci si augura che, con la prossima imminente nuova legislatura regionale, la Regione Lombardia prenda in esame l'istituzione di una vera e propria rete sentieristica regionale in analogia con quanto avviene in Svizzera ed è stato avviato in Piemonte.

 

(10.02.10) Sulmona (AQ). Un milione e 600.000 € per il lupo

E' un vero business quello del lupo. Alle spalle e sulla pelle, non solo dei pastori ma del mondo rurale della montagna in generale. Sta per essere presentato il ricco progetto Life WolfNet per 'tutelare il lupo'. Finanziamenti che consentono ai lupologi e lupofili di prosperare e di disporre di risorse per 'influenzare' la stampa, per plagiare i ragazzini delle scuole (il lupo è buono, l'orso è vegetariano) e per 'comprare' il consenso di singoli esponenti di un mondo rurale che paga sulla propria pelle questo modo di 'tutelare la natura' (e che, in prospettiva, è destinato alla 'pulizia etnica'). Nei loro progetti, pagati dal contribuenti, i verdi hanno la spudoratezza di spiegare come devono essere condotte le strategie di 'comunicazione' perché l'opposizione sociale al lupo e all'orso sia messa in condizione di non nuocere.

Intanto si tagliano le scuole, la cultura, i servizi sociali ai paesi di montagna. Viviamo in una democrazia?

 

(05.02.10) Economia solidale in Val di Non e Val di Sole (TN)

E' nata l'associazione di promozione sociale "Economia solidale delle Valli del Noce", che si propone di fare da referente alla rete nazionale dei distretti di economia solidale nel territorio noneso e solandro. Questa associazione è la trasformazione della Banca del Tempo - Val di Non,  fondata nel febbraio 2009. Tra gli strumenti messi in atto citiamo in particolare del buono locale "Nauno".
info: Michele Zucal cell. 334 86 41 598
posta@michelezucal.it www.nauno.org

 

(02.02.10) Fermate quei mona ...  del Mon 810

C'è voluta una sentenza del Consiglio di Stato per aprire la porta agli OGM in Italia. Ad aprile nei campi dei più sfegatati maiscoltori pro OGM (la lobby di Agrifutura, adeguatamente spalleggiata da Confagricoltura). Facciamo qualcosa per fermarli.

 

(24.01.10) Lupo sul Carso dopo un secolo (TS)

Un branco di lupi è apparso sul Carso. Dopo un secolo. I danni per ora assommano a 4 pecore e a una capra. Ma la Provincia di Trieste e la Regione FVG litigano tra loro e non si sa chi deve pagare i danni.

 

(22.01.10) Valsugana (Tn) In entrambi i campioni di latte provenienti da due allevamenti valsuganotti trovate diossine riconducibili all'inquinamento prodotto dall'Acciaieria di Borgo. Ancora una volta le analisi indipendenti eseguite a spese degli abitanti in labratori fuori Trentino smentiscono le assicurazioni tranquillizzanti della Provincia

 

(20.01.10) Roma Mondo DOP. Consorzio Mozzarella di bufala campana commissariato. 25% di mozzarelle confraffatte (con latte vaccino). Anche il Presidente del Consorzio tra i frodatori.

 

(20.01.10) Trento  Ripreso su l'Adige in prima pagina ieri l'articolo di Ruralpini del 14.01.10 su pesticidi, avvelenamento strisciante e melicoltura intelsiva. E oggi l'assessore Mellarini ci risponde: 'Pesticidi? Non c'è da preoccuparsi'. Ma noi abbiamo citato solo fatti e dati. Mellarini poi si deve tranquillizzare: Non ce l'abbiamo su con il Trentino come cerca di far credere (comodo per lui!). Basta girare questo sito per capire che non facciamo sconti a Lombardia, Piemonte, Veneto.

 

(12.01.10) Trento Sempre tormentato il lattiero-caseario trentino: in opposizione alla fusione con Latte Trento si dimettono il vice-presidente e 3 consiglieri del CDA del Caseificio sociale Fiavè-Pinzolo-Rovereto

 

(18.12.09) E' morto Tavo Burat Questa mattina alle 10 a Biella è ceduto il cuore di Tavo Burat. Un grande sostenitore delle lingue minoritarie e della cultura alpina. Da giovane era stato nel Partito contadino. Un  ruralista, un autonomista, un piemontesista (anche se di origine lombarde); mai etichettabile con i criteri della topografia politica convenzionale (come noi, come i ruralpini). Uno che non aveva paura di essere su posizioni minoritarie (era valdese).  E' stato socialista e Verde (a modo suo), ma anche un punto di riferimento per i leghisti (o almeno una parte di essi). Si è occupato di molti aspetti della cultura alpina: ha scritto sulla lingua e l'etnolingua ma anche sullì'avventura di Fra Dolcino (l'eretico) e - forse lo sanno in pochi -  sulla Pecora Biellese.  Abbiamo potuto conoscerlo in più di una occasione e possiamo dire resterà un ispiratore dei ruralpini.

 

(20.12.09) Lupo? Si può convivere? Un convegno ieri a Brossasco (Cn)

Le conclusioni non sono nuove (in alcune zone la convivenza è impossibile). Quantomeno i politici si sono espressi in favore degli abbattimenti  mirati. Adesso, però, devono darsi da fare con il Ministero dell'Ambiente per ottenere dalla burocrazia ciò che altri paesi UE hanno messo in atto a tutela dei pastori. (link a Pascolo Vagante di Marzia Verona)

 

(09.12.09) Sotto sequestro l'Acciaieria di Borgo Valsugana nell'ambito di un'inchiesta relativa all'inquinamento ambientale e allo smaltimento illecito di residui di lavorazione.  Il gip ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo del laboratorio chimico preposto ai controlli, considerato compiacente, in provincia di Brescia. Diffide da parte dei Comitati per l'ambiente alle autorità provinciali per saperne di più  vai all'articolo di Ecce terra 

 

(04.12.09) Aperta la caccia al lupo in Svezia La Svezia è un paese civile dove l'ecologia la conoscono da molto prima che in Italia esistesse WWF e dove l'ambiente e la fauna sono certo meglio tutelati che in Italia. Negli ultimi tempi i lupi hanno moltiplicato gli attacchi contro gli animali domestici e si stanno avvicinando sempre di più ai centri abitati. Forse hanno sbagliato ad avvicinarsi alla stessa Stoccolma. Ai verdi piacciono i lupi ma finché i danni li subiscono contadini e pastori. Quando c'è il rischio di incontrarli durante iljogging suburbano allora no. In ogni caso il parlamento ha deciso che i lupi nei prossimi 5 anni non potranno superare il numero di 210. Lupo avvisato ... In Italia le cose si fanno ...all'italiana: il lupo non si tocca. Poi se 'rompe' troppo' si tollera la 'giustizia fai da te' ('basta che non vi fate beccare'). E allora viva la civile Svezia che concede permessi di abbattimento legali ai cacciatori.

 

(10.10.09) Torna il lupo nelle Dolomiti. Giubilo dei Verdi, ulteriore motivo di preoccupazione dei montanari

E' di ieri la notizia che una carcassa di un lupo (morto per 'cause naturali') è stata rinvenuta nelle Dolomiti bellunesi, ad Arubba presso il Passo San Pellegrino. I fan degli orsi e dei lupi gongolano perché, secondo loro, il corridoio ecologico ra la Slovenia e le Dolomiti è attivo. Questa primavera sempre nel giubilo isterico dei fan della wilderness l'orso 'Dino' era transitato da queste parti producendo non pochi danni agli allevatori (chissenefrega, visto dai signorini di città). Ma il corridoio di cui sopra testimonia la morte della montagna dell'uomo e la grancassa sulle Dolomiti-monumento di roccia-tutelato dall'Unesco e sulla wilderness in gran spolvero che torna alla grande è amplificata per attirare il turista dei caroselli sciistici e dell'intasamento di auto sulle strade in estate.

 

(25.08.09) Pesticidi, scoppia la guerra del Prosecco

Polemiche roventi nell’area di produzione del vino. Ora si accorgono anche la stampa regionale e i politici che l'immagine delle colline del Prosecco candidate a 'Patrimonio Unesco' non è compatibile con il massiccio uso di pesticidi per il diserbo e la 'protezione' delle vigne.  Il Comune di Valdobbiadene conferma che il problema è serio e annuncia un nuovo regolamento di polizia rurale i produttori usano tonnellate di fitofarmaci per difendere i vigneti,  gli agricoltori insorgono, la Forestale trevigiana indaga. Sinora, però, le denunce del WWF e degli abitanti che denunciano contaminazione di orti e giardini privati, non avevano avuto seguito. Intanto il comitato che contesta il massiccio e improprio uso dei pesticidi nelle colline del Prosecco si coordina con il comitato per il diritto alla salute della Val di Non che contesta l'uso dei pesticidi nell'ambito della monocoltura intensiva della mela Melinda.

 

(10.08.09) Mele alla Russia? Problemi per le certificazioni sui residui di pesticidi

Il complesso From delle mele trentine e sudtirolesi finalizzato alla conquista dei mercati 'emergenti' sta incontrando difficoltà a 'sbarcare' in Russia. La certificazione sui residui dei pesticidi (si parla di prodotti fitoiatrici comunemente usati in Trentino) è molto severa. La Russia non si fida molto e chiede una pletora di documentazione non richiesta per esempio nel caso delle mele polacche. L'Eldorado dell'export non si preannuncia così facile.

 

(22.07.09) Il Comitato Salute Val di Non vuole risposte dalle istituzioni sulle centinaia di violazioni dei regolamenti sull'uso dei pesticidi

 Il «Comitato per il diritto alla salute in Val di Non»  ha rilevato e documentato 454 infrazioni in materia di irrorazione di pesticidi (sulla base dei regolamenti e ordinanze comunali) tra il 26 marzo il al 27 giugno. Tra le infrazioni più frequnenti vi è l'utilizzo dell’atomizzatore a distanze da case, giardini ed orti inferiori a quelle contenute nei regolamenti, esecuzione di trattamenti fitosanitari  in giornate ventose; deriva in aree non oggetto di trattamento,  mancato rispetto degli orari. La lettera con la quale si denunciano queste infrazioni è stata inviata al presidente della Provincia Lorenzo Dellai, agli assessori Alberto Pacher, Ugo Rossi, Tiziano Mellarini e Franco Panizza, a Roberto Bombarda presidente della Terza commissione provinciale, al presidente del Comprensorio 6 Gianfranco Zanon, a tutti i sindaci, al Comando carabinieri di Cles, a quello della Polizia locale Anaunia e a «Certiquality srl - Area ambiente e sicurezza».

Il Comitato nella lettera ricorda come 657 residenti in valle abbiano sottoscritto una petizione sull’argomento, che a settembre 2007 era stata

consegnata all’ex assessore alla sanità Remo Andreolli. Ora  i sottoscrittori

sono oggi più di mille. Se entro 30 giorni il Comitato non riceverà risposte convincenti si rivolgerà "ad altri enti di controllo" (leggi Procura della Repubblica).

 

(15.07.09) Rifugi alleati degli alpeggi

Una settantina di rifugi, situati nel territorio alpino tedesco, austriaco e sudtirolese, partecipano attualmente alla campagna "Il sapore delle montagne". "Il sapore delle montagne" è un marchio di qualità legato al territorio. Esso viene attribuito ai rifugi dei club alpini, e ai relativi gestori, che utilizzano e offrono prodotti d'alpeggio e dell'agricoltura di montagna del territorio circostante. In tal modo i club alpini e i gestori coinvolti contribuiscono a garantire la sopravvivenza economica dei contadini di montagna e a conservare il paesaggio culturale alpino nel suo complesso, dagli alpeggi ai prodotti dell'agricoltura di montagna.
Il Club alpino tedesco promuove dal 1991 la cooperazione tra i gestori dei rifugi e i contadini di montagna. La cooperazione si è poi estesa ad altri produttori regionali di prodotti alimentari. Dal 2008 hanno aderito all'iniziativa anche il Club alpino austriaco e il Club alpino dell'Alto Adige. (da Cipra)

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(10.07.09) Ancora cinghiali in città

A fine giugno a Milano era arrivato un cinghiale morto nel Naviglio, ieri a Torino  un cinghiale percorre un tunnel automobilistico nell'ora di punta, ferisce delle persone e viene abbattuto dai vigili caricati che si prendono le accuse degli animalisti.  link a video

 

(10.07.09) I formaggi Dop vogliono restringere il club

Asiago (VI) «Dobbiamo fare una lista ristretta di denominazioni con valenza internazionale», ha detto il Dr. Daniele Bianchi funzionario della Commissione Europea alla riunione dell'associazione dei formaggi italiani Dop. La corsa dei 'poveri' (o 'piccoli') alla Dop diventa sempre più un miraggio. E per le produzioni 'di nicchia' quale tutela?

 

 

 

 

 

 

 

 

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