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(08.12.11) Il lupo, la lupofilia, i sensi di colpa e la sobrietà

Gli accaniti paladini del lupo, quando non difendono le loro greppie dorate (lauti finanziamenti) esorcizzano i loro sensi di colpa di psudoambientalisti da condominio. Guai a ricordare loro che  l'atteggiamento "lupofilo" (che a loro non costa nulla, ma che costa molto a una minoranza senza potere: i pastori) è un modo per ripulirsi a buon mercato la coscienza ecologica sporca. Si sentono eroi ad insultare (di solito anonimi) chi come me o Marzia Verona difende i pastori. E poi cosa difendono? Un animale (che di per sé non è né buono, né cattivo, né nobiile, né ignobile, né coraggioso né vigliacco) o un costrutto sociale, una rappresentazione che torna comoda in termini di alibi sociale, potere, equilibri sociali? Molti degli intrepidi lupofili stanno al calduccio a 23°C e vanno a fare la spesa in macchina riempiendo il carrello di carne,  usano la macchina in città e .... Non è così? Allora li sfido a sottoporsi al test della sobrietà leggi tutto

 

(20.10.11) Gli Indignati dell' Ubaye (Alpi provenzali)

Gli indignati dell'Ubaye sono montanari preoccupati per il futuro della loro valle dove si assiste alla proliferazione dei lupi e le attività pastorali sono messe in ginocchio. Non sono allevatori e pastori, sono amministratori, intellettuali, gente comune unita dall'amore per la montagna, la cultura e le tradizioni del territorio messe in pericolo da un ambientalismo urbano che nel lupo ha trovato il suo totem, il grimaldello per accentuare lo spopolamento della montagna e il controllo delle sue risorse da parte degli interessi urbani camuffati da "conservazione della natura". leggi tutto

 

(10.09.11) Cuneo. "Dovevi farci la foto"

Un anonimo lupofilo su targatocn.it (e parecchi sui forum lupofili) irridono all'escursionista che lunedì ha vissuto una brutta esperienza con i lupi. "Dovevi farci una foto". È triste quando non conti più come persona, quando quello che dici e che riferisci è più o meno creduto non in base alla tua serietà ma al fatto che sei di una categoria avversa. Il modo con cui i 'naturalisti' e gli 'animalisti' si rapportano ai cacciatori (e a chi non la pensa come loro) richiama molto i metodi delle infauste ideologie totalitarie. leggi tutto

 

(06.09.11) Vernante (Cn). Bruttissima esperienza per un cacciatore

Ieri sera Silvio Pellegrino,  un cacciatore di trentaquattro anni di Peveragno, è incorso in una bruttissima avventura. Stava compiendo una passeggiata disarmato quando due lupi adulti l'hanno "accompagnato" per 2,5 km su un sentiero girandogli intorno e avvicinandosi sino a 30-40 m. Solo a un certo punto ha potuto chiamare con il cellulare. Inutili i tentativi di scacciarli battendo un bastone, le mani, fischiando. La paura è stata tantissima. leggi tutto

 

(05.09.11) Anche le vacche nutrici vittime del lupo (2)

All'alpe Seirasso di Magliano Alpi un mese fa una vacca e due manze sono state fatte precipitare da un dirupo dai lupi che le hanno in parte divorate. Bruno Bottero, il margaro, si è fatto sentire anche sui giornali. Qui il racconto dell'episodio che ha acuito l'esasperazione dei margari.   leggi tutto

 

(04.09.11) Anche le vacche nutrici vittime del lupo (1)

Un grave episodio si è verificato un mese fa sui pascoli di Bergemoletto di Demonte, in valle Stura (Cn). Il racconto del margaro Giacomo Pittavino che carica questi alpeggi da trentadue anni e al quale un branco piuttosto consistente di lupi ha sbranato una vacca "che era una bontà a partorire" mentre partoriva a 200 m da case abitate. leggi tutto

 

(25.08.11) Oncino (valle Po, To) Testimonianza di Valter Allioli, pastore

Il 27 luglio Valter, che custodisce un gregge di 350 pecore , ha subito un pesante attacco di lupi. Diversi capi risultano ancora dispersi ma lui ornmai dispera di trovare qualcosa. Sono andato a trovarlo il giorno 9 agosto e ho riportato la trascrizione integrale dell'intervista. Ne valeva la pena, credo, perché rappresenti una testimonianza spontanea, vivace e molto efficace sulla condizione vissuta dai pastori a seguito del ritorno del lupo. Chi blatera di 'convivenza' dovrebbe confrontarsi con queste persone.vai a vedere

 

(17.08.11) Commenti. Lupismo e forestalismo

L'attacco alle comunità alpine sferrato nel XIX secolo dagli stati centralisti in nome del ripristino delle foreste distrutte da pecore e capre era basato su basi scientifiche inconsistenti. Oggi il lupismo ha sostituito il forestalismo ideologico, ma lo scopo è sempre quello. Imporre il colonialismo urbano alle Terre alte. leggi tutto

 

(16.08.11) All'Infernet in val d'Angrogna, 'paradiso' della nebbia e dei lupi (val Pellice, To)

Baite fatiscenti, tante giornate nebbiose. E i lupi sempre in agguato. Claudio Buffa, un giovane pastore tiene duro sulle sue montagne con le sue pecore. Ha un aiuto pastore, ha due cani Maremmani, chiude le pecore nel recinto elettrico ogni sera. Ma ques'anno ha già subito due attacchi da parte dei lupi.  E non ce la fa più. Deve abbandonare il campo o devono essere tenuti a bada i lupi? Si tratta di una questione etica importante dalla quale può dipendere il futuro della montagna ma con forti implicazioni per tutta la nostra società vai a vedere

 

(02.08.11) Rotto il tabù. Al lupo si può sparare

L'assessore piementese Sacchetto ha chiesto al Ministero dell'ambiente di autorizzare alcuni abbattimenti. Dopo pochi giorni la Commissione agricoltura della camera ha 'scoperto' che la Convenzione di Berna  non impedisce di sparare al lupo in caso di gravi danni alle attività di allevamento. La reazione della spocchiosa intellighentzia ambiental-animalista non si è fatta attendere. leggi tutto

 

(18.07.11) Alpeggi sempre più a rischio lupo

Il racconto di un attacco dei lupi con gravi conseguenze all'alpe Tartarea in comune di Oncino (valle Po). Sono rimaste tre capre impaurite all'alpe Tartarea. Le altre o sono state sbranate o sono disperse o sono state portate a casa dai proprietari. Così l'apprezzato formaggio misto non si potrà più produrre. Oggi questo alpeggio è diventato off limits per le capre. Ma se i lupi aumentano quante altre situazioni a rischio si verranno creare?

vai a vedere testo, foto e videoclip

 

(18.07.11) Videointervista al canalone della morte (Bellino, Val varaita, Cn)

Sono stato, nell'ambito delle attività del progetto Propast, ad approfondire le circostanze in cui 59 pecore (di cui una morsa alla gola) sono morte il giorno 11 a Bellino.  Ascoltate i fatti dalla viva voce del pastore (videoclip) che mi ha mostrato il teatro della tragedia e quello che ha visto vai a vedere

 

(13.07.11) Una strage senza fine

Negli ultimi giorni 82 capi ovicaprini persi a causa di attacchi di lupi in Piemonte. I branchi sono ormai numerosi e gli attacchi di massa provocano pesanti perdite. Vi sono numerose carcasse da recuperare dal fondo di canaloni e animali dispersi feriti o agonizzanti da soccorrere. Serve l'intervento della Protezione civile e dei veterinari pubblici.  Si spera nell'intervento della Regione.leggi tutto

 

(29.05.11) L'impossibile convivenza. Capre e lupi a Bellino (Cn)

Intervista all'allevatore di capre Giacomino Gallian di Bellino (Valle Varaita, Cn).  Giacomino alleva le capre come attività integrativa ma con con grande passione. Il suo gregge è una 'collezione' di razze (non incrociate tra loro). Tutto irreparabilmente frustrato dall'arrivo del lupo per colpa del quale le capre "non sono più belle come prima". Per ora Giacomino non molla (pur avendo dovuto abbandonare i pascoli alti), ma tanti altri allevatori lo hanno già fatto. É proprio quello che vogliono gli amici del lupo: la montagna  tutta per loro e il loro gioco egoista e nichilista alla 'natura selvaggia'  vai alla videointervista

 

(20.05.11) A Saluzzo un dibattito molto seguito apre la Festa dei margari

Un dibattito seguito con molto interesse dai margari (ma non solo) che ieri sera hanno affollato la sala riunioni della Coldiretti si Saluzzo. I problemi (tecnicopolitici) dell'uso dei pascoli sono ormai stati ben individuati si sta avvicinando a individuare le soluzioni. Nell'interesse di categorie per le quali l'uso dell'alpeggio è cruciale per la propria  attività (margari e pastori transumanti, allevatori stanziali), ma anche del mantenimento di risorse materiali e immateriali preziose per tutta la società (economia identitaria, prevenzione di danni ambientali, biodiversità).   leggi tutto

 

(16.05.11) Da Sud a Nord anche gli allevamenti di razze bovine pregiate nel mirino dei lupi 

 L'opinione pubblica pensa che sia qualche pittoresco pastore, roba di altri tempi - a subire i danni del lupo. Invece in quasi tutta Italia si registra un crescendo di attacchi anche a vitelli e manze Dalla viva voce di un allevatore piemontese la testimonianza di come anche in Piemonte, nelle Alpi Marittime, i danni da lupo a carico degli allevatori di razza Piemontese siano gravi.  leggi tutto

 

(01.05.11) Bricherasio (To) Storie di giovani pastori. Videoracconto.

Ci sono giovani pastori che, a vent'anni, hanno già un bagaglio di conoscenze sulle pecore, sul formaggio, sui pascoli, sulle tradizioni pastorali degno dei padri, anzi dei nonni. Il mestiere del pastore è proprio speciale; non c'è spazio per i bamboccioni. E nemmeno per chi perde tempo a lamentarsi invece che rimboccarsi le maniche e affrontare - come si fa da sempre - i problemi. Fotoracconto e videointervista (sotto la pioggia) a Ivan Monnet, 26 anni, pastore professionista della Val Pellice (del 28 aprile) vai a vedere

 

(29.04.11) Prazzo (Cn). I lupi sotto il balcone in pieno giorno (foto di ieri)

Lidia Fresia questa foto l'ha scattata ieri dal balcone di casa sua in frazione Ferreri di San Michele di Prazzo (Val Maira, Cn).  Il lupo è sulla strada provinciale. Lidia abita lassù col compagno e il loro bimbo di tre anni che non può più giocare in libertà. Perché in montagna i bambini sono stati condannati agli arresti domiciliari? Forse per la colpa di nascere (ancora) e di non lasciare tutto lo 'spazio vitale' ai lupi?  Non avrà qualcosa di hitleriano questa lupofilia? leggi tutto

 

(04.04.11) Il Consiglio Comunale di Prazzo (Cn) vota sui lupi Il Consiglio Comunale di Prazzo in Valle Maira vota all'unanimità un ordine del Giorno per limitare la presenza del lupo e dei grandi predatori sul territorio alpino. Un segnale coraggioso da un piccolo comune. Che osa lanciare una grande sfida politica e culturale al conformismo urbanocentrico. leggi tutto

 

(04.04.11) Quando il lupo è pericoloso per l'uomo?

Basta una semplice analisi storica e della realtà dei diversi continenti per capire che in alcuni contesti il lupo non è pericoloso, ma in altri sì. Quando l'uomo non è più un pericolo per il lupo quest'ultimo, (che perde la paura per l'uomo), rischia di divenire un potenziale pericolo per le persone. Ecco perché la protezione assoluta in caso di assenza di rischio di estinzione delle popolazioni lupine è un grave errore. La politica deve essere consapevole delle responsabilità che si assume favorendo l'aumento dei lupi e mantenendo un regime di tutela assoluta.

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(13.03.11) San Damiano Macra (Cn)Incontro con gli allevatori

Molti  gli allevatori della Val Maira, ed anche della Valle Grana, all'incontro PROPAST del giorno 9 svoltosi presso la sede della Comunità Montana. La riunione era stata indetta per recepire il disagio degli allevatori sia con riguardo al problema del lupo che rispetto alle altre criticità. C'erano anche amministratori ed ex-amministratori, il presidente della Comunità Montana, rappresentanti della Coldiretti, del Settore Agricoltura della Regione e il Sen. Carlotto. Il tema si è allargato anche alla più generale condizione della montagna . Ma gli allevatori hanno comunque avuto la possibilità di intervenire numerosi e di rendere testimonianze forti e precise di una condizione che l'arrivo del lupo, nel 2008, ha contributo ad aggravare significativamente

 vai all'articolo con i link ai video You Tube degli interventi

 

(10.03.11) lupi corrono sulla pista di fondo insanguinata. E la gente ha paura (succede a Prazzo, Cn) Da due anni a questa parte a Prazzo, in Valle Maira, in inverno si assiste ad una strage continua di ungulati fin a ridosso delle case. La gente continua a sentire ululati e la pista da fondo è a volte insanguinata per episodi di predazione. leggi tutto

 

(26.02.11) Resistenza pastorale. É partita dalla Val d'Ossola (VB) la prima esperienza di azione organizzata dei pastori contro il lupo

Il convegno di Moretta (sotto) ha stimolato alcune realtà pastorali dell'arco alpino ma anche degli Appennini a dare vita ad un Comitato per la difesa dai grandi carnivori. Una difesa che riguarda non solo i pastori ma anche chi vive nelle Terre alte e rischia sempre più spesso di trovarsi orsi o lupi sotto casa. La costituzione è prevista per aprile. Il Comitato nasce da esperienze fin qui poco conosciute sia a livello di valli che di singole aziende. Tra queste una delle più significative è rappresentata dal Comitato salvaguardia allevatori contro i grossi predatori che si era costituito in Ossola (VB) nel 2004 a seguito di numerosi casi di predazione.

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(22.02.11) Tutti gli interventi dei pastori a Moretta (Cn)

Riportiamo tutti gli interventi dei pastori al convegno del giorno 19 a Moretta. Dalla pagina dell'articolo sono attivi i link ai singoli video caricati su Tou Tube. Interventi di: Dino Mazzini (appennino emiliano), Doro Vanza (Canton Ticino, Comitato per la difesa dai grandi carnivori), Giuseppe Ghibaudo (storico pastore transumante di Roaschia), Giorgio Alifredi (allevatore di capre in Val Maira), Aldo Macario (allevatore di pecore da latte e alpeggiatore in Valle Gesso), Giorgio Bergero (pastore transumante, Cristiano Peyrache (rappresentante dei pastori di Bellino, uno dei paesi più colpito dal lupo), Daniela Rigotti (allevatrice di capre della Val d'Ossola), Gloria Degioanni (pastora e presidente del Consorzio pecora Sambucana). vai a vedere

 

(17.02.11) Continuano gli interventi in tema di lupo e montagna aggredita e svuotata

Pubblichiamo un intervento di Mariano Allocco, esponente politico e intellettuale della Val Maira. Uno dei pochi che da anni ha colto con lucidità come le politiche della fauna e dei boschi dietro il finto 'ambientalismo' nascondono la volontà di svuotare e colonizzare la montagna. Il lupo è un catalizzatore di una reazione della montagna. Speriamo di essere in tempo.leggi tutto

 

(14.02.11) 50 orsi in Trentino pronti a uscire dal letargo e a fare danni

In vista del prossimo risveglio della popolazione ursina trentina - che ogni anno si fa più numerosa - l'On. Fugazzi presenta una interrogazione al Ministro dell'Ambiente. Cosa si fa per tutelare la popolazione e ridurre i danni di una presenza che interessa da vicino i centri abitati? Che ne è delle promesse di Dellai di 'rivedere' la demagogica politica conservazionista che penalizza chi vive nelle Terre alte? leggi tutto

 

(11.02.11) Incontro con i pastori a Demonte (Valle Stura, CN)

Nell'ambito del progetto PROPAST il giorno 9 si è svolto un incontro con i pastori presso la Comunità Montana. É servito a mettere a fuoco i motivi di 'sofferenza' della loro attività. Ovviamente si è parlato molto di lupo, ma non solo. leggi tutto

 

(29.01.11) Si prepara un importante evento sulla pastorizia a Moretta (Cn)

Il 19 febbraio prossimo a Moretta, presso l'Istituto lattierio caseario si terrà un incontro importante durante il quale verranno presentati I progetti della Regione Piemonte per sostenere la pastorizia delle valli di Cuneo e Torino messa di fronte al problema del grave impatto del lupo. Sarà anche un'occasione per fare emergere quante e quanto importanti solo le valenze multifunzionali della pastorizia. Anche in una prospettiva di una visione della tutela ambientale meno ideologica e più consapevole del ruolo ecologico dell'uomo montanaro e dei suoi animali. leggi tutto

 

(18.01.11) Interviste senza retorica

Marzia Verona con la consueta spontaneità  intervista i pastori piemontesi alle prese con il problema del lupo. Come sarà la prossima stagione? Cosa si aspettano i nostri amici? Cosa temono? Chi vuole cercare di comprendere senza filtri ideologici il problema dovrebbe partire da qui, da queste parole dei pastori, senza retorica, senza livore, senza 'secondi pensieri'. leggi tutto

 

(11.12.10) Si discute di lupi in Val Chisone (TO)

Marzia Verona, presente all'incontro del 3 dicembre ad Usseaux tra allevatori ed esperti del lupo ci ha trasmesso il resoconto dell'evento cui hanno preso parte diversi dei protagonisti (pastori, amministratori, esperti) che in qualche modo con il lupo hanno a che fare. Tra i due partiti ('del lupo' e 'della pecora') potrebbe esservi anche forme di dialogo.  Non però con i lupologi/lupofili che insistono sulla mitizzazione del 'ruolo ecologico salvifico' del lupo, che non riescono ad rinunciare all'autoreferenzialità e ad atteggiamenti di sufficienza se non di ostilità verso il pastoralismo (nella foto di Marzia fatte di lupo con eloquente presenza di lana) leggi tutto

 

(01.11.10)  L'incontro di Rovato (BS): grande attenzione della Regione per la pastorizia transumante

L'incontro di Rovato di ieri ha segnato una svolta in positivo. La Regione Lombardia, rappresentata dal Dr. Lugoboni dirigente della Struttura Sviluppo dell'agricoltura di montagna, ha espresso un inedito interesse per la pastorizia transumante e per il suo ruolo di recupero e manutenzione di vasti ambiti di territorio specie in relazione alla difesa dal bosco che avanza. Inoltre ha assunto concretezza il rapporto 'federale' tra pastori del Triveneto, Lombardia e Piemonte in parallelo con iniziative di confronto con le Regioni su vari fronti (affitti degli alpeggi, modalità di erogazione dei contributi, formazione professionale, ingiustificati divieti di pascolo). Si è parlato anche di lupi con importanti testimonianze dal Piemonte e dall'Emilia. leggi tutto

 

(01.11.10)  Gli orsi hanno paura dell'uomo. Balle

La verità 'ufficiale' e 'scientifica' spesso nasconde solo delle strutture di controllo sociale e di potere. Si spendono molti soldi per inculcare alla gente e agli scolari che gli orsi non sono pericolosi. Sono timidoni che scappano a gambe levate quando sentono l'odore dell'uomo. L'immagine testimonia come gli orsi dell'Adamello- Brenta, gli orsi del Parco (introdotti dalla Slovenia) si 'servano' delle pecore anche sotto il naso dei pastori  (la carcassa è nel cerchietto). I pastori sono i 'nuovi servi della gleba' che, secondo i nuovi arroganti 'signori feudali' (Verdi e Parchi), dovrebbero custodire 24 ore su 24 le loro bestie. Su in montagna, con il vento e la pioggia, disarmati, mentre i 'siori' se ne stanno al calduccio. Poi non basta nemmeno quello.

 

(18.10.10) Orsi trentini. Dopo una estate di emergenze Giovanazzi lancia iniziativa legislativa

Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) dopo le petizioni presentate in Consiglio provinciale lancia ora una coraggiosa proposta di legge di iniziativa popolare che modifica alcuni articoli della legge provinciale sulla caccia. Vengono introdotti più congrui risarcimenti e un controllo democratico (anche attraverso referendum locali) sulle misure di rimozione degli orsi problematici. Il progetto di legge viene incontro alle istanze di componenti della popolazione che vedono la propria libertà di movimento e le proprie attività sempre più condizionate dalla crescente presenza dei plantigradi  leggi tutto

 

(03.10.10) Quanta superficialità quando si parla di montagna

La risposta di Mario Cervi (su 'Il Giornale' di oggi) alla lettera di Mariano Allocco in tema di lupi è quanto mai demoralizzante.  Mario Cervi, decano del giornalismo italiano è rappresentativo della cultura urbanocentrica radicata negli intellettuali italiani, non importa se di destra o di sinistra. C'è il riflesso dell'atavica alterigia e distanza con la quale vengono considerati i problemi dei 'villici', dei 'montanari'. Un mondo lontano di cui a lor signori nulla importa. Di qui la superficialità e la banalità nel trattarlo. vai a vedere

 

(01.10.10) La Svizzera pensa più ai pastori e all'ecosistema nel suo insieme che non al lupo

La seduta della camera alta del Parlamento svizzero ha affrontato il 30 settembre un importante dibattito sul lupo. Erano sul tappeto parecchie mozioni. Sono state approvate quelle che richiedono una modifica della legge  sulla caccia in modo da estendere la competenza dei cantoni in materia di controllo di specie protette di predatori. Ciò qualora mettano a repentaglio la biodiversità, la pastorizia e l'esecizio venatorio. E' stato deciso di chiedere modifiche della Convenzione di Berna (nel senso di una minore protezione del lupo). In caso contrario la Svizzera recederà dalla Convenzione in modo da negoziare tali modifiche in sede di nuova ratifica. leggi tutto

 

(29.09.10) La testimonianza del pastore Mario Durbano: io e i lupi nella nebbia

Alle prese con i lupi, che con le nebbie di settembre attaccano con più facilità, Mario come altri pastori piemontesi (e non solo) ha a disposizione sui pascoli alti ricoveri 'ancestrali' come quello della foto. Testimonianza preziose (da perservare) di una civiltà pastorale millanaria, ma a cui andrebbero affiancati ricoveri più confortevoli. Perché solo la vita del pastore deve essere uguale a quella di secoli fa? Per certi versi è anche peggio. Il 24 settembre si è trovato davanti 3 lupi neri, che non se ne andavano neppure in sua presenza, "avevo più paura io di loro". Ma Mario è armato solo di ... un petardi (il lupo è sacro e intoccabile). "E se invece di me ci fosse stato un pastorello? Cosa avrebbe fatto? Non manderei mai più un ragazzo da solo al pascolo". leggi tutto

 

(17.09.10) Gias Gardon (Valle Stura di Demonte, CN)

Un alpeggio chiave per la sopravvivenza della pecora Sambucana. Due ragazzini che vorrebbero fare i pastori.

Il tutto condizionato da un futuro incerto per colpa della presenza stabile dei lupi. Che in Valle Stura di Demonte hanno già messo in grave difficoltà la pastorizia e rischiano di affossarla completamente 'bruciando' progetti, energie, passione, impegno vai a vedere

 

(10.09.10) Bellino/Blins (CN): i pochi pastori rimasti decisi a lottare

Erano in quindici i pastori dell'Associazione pastur de Blin prima  dell'arrivo del lupo. Pastori giovani, che restavano su in montagna tutto l'anno (siamo a 1.600 m). Una risorsa 'rara'. Oggi ne sono rimasti 1-2. Gli altri hanno smesso o sono passati alle vacche da carne. Qualcuno tiene ancora qualche capra o pecora. Ma c'è voglia di reagire e di farsi sentire leggi tutto

 

Cansiglio (TV) esasperazione per le stragi dei predatori. Gli allevatori: "ci difenderemo da soli"

Dal bresciano (Sebino) alla montagna veneta il problema dei predatori sta superando il livello di guardia di allarme sociale. Gli allevatori del Cansiglio, di fronte alla strage di 20 pecore Alpagote (razza in via di estinzione), in atto a danno dell' Az. Agr. Gava Alex in Valmenera, denunciano l'inerzia delle istituzioni. Gli allevatori - lasciati soli - annunciano che procederanno all'autodifesa. La Costituzione non difende il lavoro e i beni che servono per esercitare il lavoro? Da quando in qua, in omaggio all'animal-ambientalismo nichilista , slegato da ogni realtà, lo stato abdica alla sua funzione primaria: tutelare la sicurezza, i beni necessari a garantire la vita e il lavoro dei cittadini? Perché per gli allevatori e i pastori la Costituzione deve rimanere lettera morta? Sono forse cittadini di serie B. Si abbia il coraggio di dirlo apertamente allora e piantiamola con le ipocrisie.   leggi il comunicato

 

(04.09.10) Alta Valle Grana: lupi insostenibili (CN)

Anna Arneodo ci aggiorna sulla situazione della pastorizia in alta Valle Grana trasmettendo anche una toccante 'lettera aperta' del pastore Mario Durbano scritta due anni fa quando il lupo ha fatto la comparsa sui pascoli di Frise (prima della strage di 240 capi). Una lettera che farebbe cambiare idea a molti 'lupofili televisivi'. leggi tutto

 

(23.08.10) Asiago(VI). Il presidente della Comunità Montana smentisce l'uccisione dell'orso M5

Ha dell'incredibile la storia dell'uccisione dell'orso M5 ('Dino'), raccontata da un imprenditore invitato, senza poi partecipare, al presunto banchetto. Ieri la presa di posizione di Lucio Spagnolo che riportiamo per esteso. Oggi il comandante del CFS si dice scettico dal momento che gli ultimi avvistamenti del famelico orso erano stati fatti al Tarvisio a giugno. Intanto senza aspettare l'esito dell'inchiesta della Forestale gli animalisti si scatenano.

leggi tutto

 

(21.08.10) La strategia lupo svizzera alla prova

I lupi aumentano e attaccano anche i bovini. L'equilibrio tra misure di   prevenzione degli attacchi e abbattimenti mirati sinora dimostra di funzionare. Alla base di un sistema equo la volontà di non mettere in ginocchio le attività tradizionali in montagna e un impegno diretto della politica e delle istituzioni che non hanno delegato ai verdi, come avvenuto in Italia, la politica di gestione dei grandi carnivori. leggi tutto

 

(19.08.10) Fuga dall'orsa. Pastore bresciano abbandona l'alpeggio in Trentino

Domani scende con 20 giorni d'anticipo il pastore Ivan Sandrini, originario di Ponte di Legno. Sandrini da 17 anni carica la malga Prada nel gruppo del Brenta. 'Dal 7 agosto è stato un assedio quasi continuo'. L'orsa affamata con tre cuccioli è riuscita a far saltare fuori dalla rete alcune pecore e le ha sbranate. Ferito pure un cane. Quanto alla squadra di emergenza '24 ore su 24' Sandrini ha molte cose da ridire. 'Sono venuti dopo due giorni e hanno paura, quello che hanno fatto è dare all'orsa il mangime a 300 m dalle pecore'. leggi tutto

 

(11.08.10)  Cuneo. Ora si pensa anche al pastore e non solo al lupo

Ieri mattina a Monterosso Grana (CN) si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto della Regione Piemonte 'Sostenibilità dell'allevamento pastorale in Piemonte'. L'iniziativa, intrapresa per impulso dell'assessore Claudio Sacchetto e affidata al Dip. di scienze zootecniche dell'Università di Torino,  è finalizzata a riequilibrare le tante attenzioni e le risorse dedicate alla 'conservazione e gestione' del lupo. E' prevista una serie di interventi mirati a sostenere la un'attività di grande (ma ancora scarsamente riconosciuto) valore ecologico, sociale e culturale. Un'attività messa ulteriormente e pericolosamente in crisi dalla diffusione del predatore. leggi tutto

 

(05.08.10)  In Primiero (trentino)Dellai deve subire la contestazione dei contadini esasperati per i danni provocati dagli orsi

Il presidente della PAT, che si era recato in Primiero per problemi di viabilità, ha dovuto affrontare la collera di una trentina di contadini infuriati per l'imperversare delle predazioni da parte degli orsi che solo negli ultimi giorni sono costate la vita a una ventina di pecore. Il tutto mentre il consigliere provinciale centrista Giovanazzi promuove una petizione per chiedere la cattura e l'abbattimento degli orsi pericolosi.

Nello stesso giorno viene annunciato  dal capo del servizio forestale Masé che si procederà a uno studio per 'rivedere' tutta la questione... leggi tutto

 

(02.08.10)  Solo in un paese incivile, dove il pastore è cittadino di serie B, possono accadere queste cose. La storia kafkiana dell'az. Capuzzola

La vicenda dell'azienda di ovini da latte Capuzzola, nell'appennino modenese, è una storia di politici e di burocrati che hanno fatto di tutto per espropriare di fatto un allevatore della sua azienda, favorendo la diffusione del lupo, negandone a lungo la presenza, elargendo risarcimenti inadeguati, minacciando sanzioni se il pastore non fosse stato capace di arrestare la predazione. Una storia vergognosa che deve essere da monito. Per i pastori che devono essere consapevoli che ci sono precise scelte politiche tese ad eliminarli, ma anche per i lupologi e i lupofili perché devono sapere che dopo la vicenda dell' az. Capuzzola la resistenza contro la loro arroganza si farà più forte e organizzata.  E si chiederà di operare come nei paesi civili (Svizzera e Svezia).  A difesa della pastorizia ma anche di chi vive nelle aree montane in località isolate dove cresce la paura per la presenza di grandi carnivori potenzialmente pericolosi anche per l'uomo. leggi tutto

 

(05.07.10) Baselga del Bondone (Tn) Pecore e capre sbranate, frutteti distrutti, una nonna terrorizzata. Fino a che punto la Provincia di Trento consente agli orsi di fare le loro scorribande nei pressi dei paesi? Perché le 'regole di ingaggio' degli orsi sono scritte da coloro che sostengono il ripopolamento ursino e ne traggono vantaggi? Le storie della pecora Meringa, guida dei bambini, e della nonna che ha avuto un incontro molto ravvicinato e da incubo con l'orsa Cindy leggi tutto

 

(30.06.10) I pastori perdono la pazienza: basta con gli ambientalisti che vogliono insegnarci il nostro mestiere (Valle Camonica, BS)

In Valle Camonica Legambiente porta avanti il solito progetto fotocopia (finanziato dalla Cariplo e dal Comune di Paspardo) per 'convincere' la gente che gli orsi sono una manna  economica e che la 'convivenza' tra pastori e orsi e lupi è un giochetto (bastano gli attrezzi giusti). Soldi pubblici e parapubblici spesi copiando sempre gli stessi progetti. Mentre tutte le richieste dei pastori hanno trovato sempre il muro di gomma delle istituzioni gli ambientalisti sono foraggiati per prendere in giro i pastori.

 leggi il comunicato dell'Associazione Pastori Lombardi

 

(20.06.10) Il comune di Monterosso Grana (CN) prende posizione sul lupo

Con una delibera e una lettera, inviata alla Regione e agli altri enti, il Comune di Monterosso Grana nell'omonima valle chiede la limitazione dei lupi e concreti aiuti ai pastori e a chi vive in montagna di montagna. E' 'naturale' che i comuni, ente più vicino alla comunità, reagiscano alla ulteriore e subdola minaccia alla vivibilità delle valli (nella delibera si parla anche di 'insidia' per chi vive in montagna non solo di danni ai pastori). Da Monterosso viene un segnale alle realtà disperse della montagna che subiscono le 'politiche della natura' imposte dalla tecnocrazia 'verde'. Per la creazione di un fronte delle valli a difesa delle attività tradizionali, della vivibilità della montagna. E perché nella gestione del 'problema lupo' non abbiano voce solo i nuovi signori feudali del 'Centro lupo' di Entraque (Parco Alpi Marittime) che dopo aver ricevuto finanziamentio miliorari sul lupo adesso decidono anche in tutto il Piemonte chi deve ricevere i contributi della Regione per il 'pascolo gestito'. leggi tutto

 

(18.06.10) Roma finanzia la demagogia pro orso

Costosa campagna di comunicazione per 'promozionare' al tempo stesso l'orso e le 'aree protette' con l'uso demagogico del plantigrado quale 'testimonial'. Hanno ragione da vendere i pastori che dicono: 'E' un business alle nostre spalle' leggi tutto

 

(07.06.10) Alta Val Brembana (BG): altro che cucciolone!

La foto non rende la mole impressionante di questo Pastore del Caucaso di meno di un anno. E' un cagnaccio già più grosso di un maremmano e da adulto può arrivare a pesare 70 kg. E' in forza a un pastore transumante bergamasco che, impressionato dagli allarmi lanciati dal Parco delle Orobie bergamasche  sulla presenza di lupi e orsi, ha pensato di tutelarsi. Ma il cucciolone mordace ha creato già non pochi problemi. 'Fare il suo mestiere' comporta seri pericoli per le persone. Infatti è stato creato dall'Armata Rossa sovietica per essere un cane militare, una macchina che non lascia scampo al nemico (umano). leggi tutto

 

(28.05.10) Dalle Marittime alle Orobie  il ritorno dei predatori mette a rischio i migliori formaggi ovicaprini d'alpeggio

I pastori delle Alpi Marittime denunciano l'intensificazione degli attacchi del lupo. Abbiamo parlato con Marilena Giorgis della Val Pesio (CN), pastora e casara aziendale e d'alpeggio. Lo scorso hanno ha avuto venti pecore da latte di razza Frabosana sbranate e dieci disperse. Quest'anno proverà con le recinzioni, ma i cani da guardiania non li vuole e al figlio consiglia di rinunciare al pastoralismo. Intanto nelle Orobie il Parco 'allerta' i comuni invitandoli a raccomandare ai pastori di abbandonare il pascolo 'libero' e di dotarsi di cani e recinti. Siamo al 'coprifuoco'. E' a rischio lo stesso Bitto storico fatto anche con latte di capra Orobica mantenuta con un sistema particolare di pascolo. Che non c'entra nulla con il pascolo 'brado' e che richiede pastori 'veri' ed esperti. Alla lobby pro predatori i pastori e allevatori devono imparare a rispondere uniti al di là delle differenze e dei confini regionali e nazionali. leggi tutto

 

(23.05.10) Asiago (VI) Esplode l'astio mai sopito contro i contadini e i montanari. I fan dell'orso lanciano il boicottaggio del formaggio Asiago

L'orso M5 sta agendo da detonatore di un conflitto negato ma sempre vivo e che torna acuto nella realtà postmoderna: quello tra città e campagna. I fan dell'orso, gli orsologi, la lobby vuvueffina nelle redazioni giornalistiche sono l'avanguardia di un potere urbano politico, economico e ideologico che teme la resistenza al nuovo colonialismo. E si mobilitano. Per loro la cattura di M5 è uno smacco simbolico enorme. I sudditi della montagna che osano ribellarsi? Giammai! Si parla di 'ricatti' dei contadini e dei cacciatori. Si lancia il boicotatggio del formaggio Asiago. Si addita la montagna 'assistita' che vive artificialmente di sussidi. Molto bene. E se la montagna decidesse di non lasciarsi più rubare l'acqua e l'energia idroelettrica? Se decidesse di tassare i transiti che le regalano inquinamento e traffico? E' grottesco che l'accusa alla montagna di essere 'parassita' viene da quella lobby che della pseudo wilderness hanno fatto una rendita di posizione.  leggi tutto

 

(22.05.10) ORSO M5 GO HOME. Il serial killer degli asini respinto in Slovenia e il WWF spara c......e

Regione Veneto e enti locali fanno muro. Torni a casa sua l'orso 'problematico'. Il WWF, che aveva esaltato Galan con le sue uscite super-animaliste e che pregustava la vittoria, si sente spiazzato e scrive un comunicato delirante dove il comportamento dell'orso M5 viene giudicato 'normale'. E' la stessa gente che - in perfetta malafede - va in giro a convincere le popolazioni che gli orsi sono vegetariani, timidi, schivi (nascondendo le statistiche sull'uccisione di esseri umani da parte di orsi bruni). Poi dicono che per Yoghi sventrare 14 asini è 'normale'. Invece non è 'normale' che una bestia pericolosa abbia potuto scorazzare impunita con licenza di uccidere per 2 anni. Solo in un paese incivile possono succedere simili cose. In Svizzera, Austria, Germania, Francia gli avrebbero già sparato (piombo, non gomma). Lì si rispetta il lavoro e la vita di chi vive in montagna. Qui il rurale, il montanaro è ancora il servo della gleba di lor signori. La cui vita vale meno delle 'nobili fiere' 8come nel medioevo). Riportiamo integralmente il comunicato del WWF.

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(16.05.10) Galan tessera n° 1 del Partito dell'orso

Galan fa impazzire di gioia il WWF e gli animalisti schierandosi apertamente sul fronte dei fan dell'orso. Coloro che comodi nei loro appartamenti di città tifano per un serial killer che ha giù ucciso 14 asini. Abbiamo capito subito che Galan non sarà mai paladino degli agricoli, dei rurali, dei montanari. Il marketing del consumismo politico suggerisce all'uomo di Publitalia di blandire gli ambientalisti in pantofole, da documentario TV. Ma allora perché è andato all'Agricoltura? leggi tutto

 

(30.04.10)(Trentino/Veneto) Torna la fiera dell'orso.  Villaggi di montagna sotto assedio nel vicentino per la gioia degli animalisti e ambientalisti di città. Incolumità umana a rischio con le regole sbilanciate a tutela dell'orso adottate in Italia (scritte di fatto dal WWF)

Nonostante l'orso M5 sia pericoloso il malinteso buonismo, l'orientamento orsofilo-orsomane dei 'tecnici'  e la compiacenza dei politici (anche di centro-destra) agli animalisti di città impedisce di sparare a lupi e orsi anche quando è necessario (e come avviene nei paesi normali). E così M5 dopo essere stato munito lo scorso autunno di gps e radio collare da bravo orso bionico (la natura 'selvaggia') visto che è in fregola (bisogna capirlo ... ) sta facendo impunito le sue bravi stragi di animali domestici sbranati a domicilio nelle loro stalle nel Vicentino.  M5 è un orso dal comportamento anomalo, imprevedibile e pericoloso. Gira nel villaggi, torna a finire i pasti (di animali uccisi) i giorni successivi nonostante le dissuasioni (petardi, sirene, pallottole di gomma). Nei protocolli orso dei paesi civili sarebbe già stata classificato pericoloso e abbattuto. Da noi c'è il Pacobace (protocollo interregionale di gestione dell'orso scritto dagli esperti orsofili e WWF) che tutela molto l'orso, pochissimo gli animali domestici e poco anche l'incolumità delle persone. Dalla Romania alla Scandinavia gli orsi uccidono, non solo pecore, galline e asini anche esseri umani. Ma qui dicono che 'non fa male a nessuno'. leggi tutto

 

(14.04.10) Sulle Orobie gli esperti ora parlano di 5-6 e lupi

Il primo avvistamento del lupo nelle Orobie è del 2001 con una foto del 2003. Ora in base alle tracce e ai materiali organici ritrovati si parla di 'almeno sei lupi'. Per ora non hanno provocato danni alla pastorizia ma veniamo da inverni rigidi con tanta carne congelata sotto la neve a disposizione.  Bisogna pertanto prevenire i problemi. Nei Grigioni, dove ci sono 3-4 esemplari,  c'è un centro per la protezione del bestiame minuto e specialisti a disposizione dei pastori. Senza contare che in Svizzera vige la 'par condicio' e dopo 30 pecore è il lupo ad essere fatto fuori ... leggi tutto

 

(23.02.10) Il lupo e la pecora entrano nella campagna elettorale

Candidati che chiedono il voto pro o contro il lupo. Succede in Piemonte, dove la presenza del lupo - con le discussioni sulla problematica convivenza con le attività pastorali - hanno da tempo assunto valenza politica. Perché scandalizzarsi? Il lupo (e la pecora) rappresentano problemi reali nelle valli e coinvolgono sul piano simbolico ed emotivo tutta la società. Bene che ne parlino anche i politici e non solo gli esperti (di parte). Intanto segnaliamo gli interventi di Mariano Allocco e Marzia Verona sul 'Piano lupo'. leggi tutto

 

(19.02.10) Regione Piemonte:  un 'piano lupo' elettorale

La problematica convivenza della pastorizia con i branchi di lupi ormai stabili in parecchie valli porta la Regione Piemonte ad approvare, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, un Piano di difesa dal lupo dal sapore elettorale. Esso prevede  'piani di difesa aziendali', 'sperimentazione di nuove tecnologie', un 'centro regionale per la selezione e l'allevamento dei cani da guardiania', 'assistenza veterinaria all'addestramento e gestione dei cani' ecc. ecc.  Tra gli obiettivi il 'sostegno' alla custodia continuativa dei greggi e alla assunzione di aiuti-pastore. Con quali soldi? Il tutto infatti prevede, infatti, un finanziamento di 74.000 €! Una misura, tra le tante previste, mette in allarme i pastori: 'traslocazioni di greggi, in modo temporaneo o permanente'. Se abbandonare via via gli alpeggi pericolosi  è il modo per prevenire gli attacchi  (sulle basi delle indicazioni del 'piano di difesa') allora abbiamo proprio ragione noi a sostenere che il lupo è uno dei grimaldelli per cacciare i pastori (e in generale l'uomo) dalle Terre Alte. leggi tutto

 

(22.01.10) Imola. Ennesimo lupo avvelenato

E' di oggi la notizia dell'ennesimo avvelenamento di lupo. I paesi civili controllano il lupo legalmente; la civilissima (o ipocrita) Italia, per far contento il WWF, non ammette eccezioni al 'non toccate il lupo'. Risultato 20% della popolazione vittima del bracconaggio. leggi tutto

 

(21.01.10) Chiarezza sul lupo. L'intoccabilità è solo italiana e l'hanno decisa gli 'esperti' e gli ambientalisti

Il Ministero dell'ambiente risponde picche alle richieste di abbattimenti selettivi inoltrate dalla Regione Piemonte. Lo fa su parere dell'ISPRA che, a sua volta, si rifà ad un Piano nazionale d'azione per la conservazione del lupo (2002) scritto da un gruppo composto da esperti (di regola filoambientalisti) e dalle stesse organizzazione ambientaliste. Ma la cosa più assurda è che per motivare un parere contrario agli abbattimenti il 'Piano d'azione' si appella alla 'mancanza di informazioni sulla consistenza della popolazione'  ma, soprattutto alle 'obiezioni di parte dell'opinione pubblica'. Ora la politica faccia la sua parte e la pianti con la delega agli ambientalisti.

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(21.01.10) Parco Orobie sull'orso

Diamo ampio spazio alle precisazioni e rettifiche richieste da Chiara Crotti in tema di presenza dell'orso, sue abitudini alimentari, avvistamenti ecc. Approfondire la vicenda al di là di quanto riferito dalla stampa è interesse di tutti e se siamo incorsi in giudizi superficiali e ingenerosi sulla base dei titoli e degli articoli dei giornali ce ne scusiamo. Speriamo, però, che ci sia maggiore apertura al confronto con chi 'dissente' dal politically correct orsofilo tenendo conto della legittima opposizione dei pastori e degli allevatori. La necessità e la sostenibilità della presenza dell'orso può essere messa in discussione come tutte le scelte in materia di gestione del territorio. O è un dogma? leggi tutto

 

(19.01.10) Orso JJ5. Orsologi,  orsofili e orsomani le sparano grosse.

Lui, il famoso orso JJ5, era partito a primavera e da luglio era in Trentino ma gli orsologi e il presidente del Parco delle Orobie bergamasche gongolavano: 'Questa estate ha cambiato dieta, si comporta bene, non ha attaccato più gli alpeggi'. Erano tento felici che il 'loro' orso fosse diventato buono che il Parco a novembre ha indetto un concorso per i bimbi per dare un nuovo nome alla star delle Orobie bergamasche. Intanto il contribente paga per i brillanti studi e monitoraggi (!?), le assicurazioni anti-orso, le squadre di pronto intervento. Ora sperano in un nuovo 'ospite' per non perdere la faccia e giustificare le spese.  leggi tuttot

 

(16.01.10) Cuneo. Taricco (ass. regionale) frena sugli abbattimenti selettivi del lupo

Si avvicina un difficile confronto elettorale e la presumibile paura di perdere voti urbani animalisti spinge l'ass. Taricco ad essere prudente. E torna sulla 'prevenzione', sulle mani legate per via della 'protezione assoluta per il lupo imposta dalle norme internazionali'. Eppure 'da agricoltore' poche settimane fa aveva detto di essere personalmente favorevole alla caccia al lupo. L'unica cosa che deve spiegare agli amministratori, ai pastori e agli allevatori è perché in altri paesi si può sparare al lupo, non solo 'in teoria' ma anche in pratica (oltre 200 capi in Svezia nei prossimi anni). Se le 'strategie nazionali' possono essere 'flessibili' (lo sono!) vada a Roma e negozi con il Ministero dell'ambiente. Invece sembra che voglia arrendersi prima di combattere - ovvero sostenere la richiesta di abbattimento presentata al Ministero - e sorge il sospetto che si preferisca lasciare la rogna agli amministratori locali (di centro-destra).  leggi tutto

 

(12.01.10) Cansiglio (Tv). ?Assumere' 0rsi magna cervi? Una boutade che non piace agli agricoli

Sul Cansiglio come in tante parti delle Alpi le aziende agricole che 'resistono in quota', specie quelle che praticano forme estensive ed ecologiche di coltivazione ed allevamento, subiscono danni ingenti per l'eccessiva presenza dei cervi. Di fronte alle lamentele delle aziende agricole del Cansiglio Zaia appoggia un piano di abbattimenti ma il presidente della provincia di Treviso ha una idea geniale 'introduciamo gli orsi mangia-cervi'  leggi tutto

 

(20.12.09) Lupo? Si può convivere? Un convegno ieri a Brossasco (Cn)

Le conclusioni non sono nuove (in alcune zone la convivenza è impossibile). Quantomeno i politici si sono espressi in favore degli abbattimenti  mirati. Adesso, però, devono darsi da fare con il Ministero dell'Ambiente per ottenere dalla burocrazia ciò che altri paesi UE hanno messo in atto a tutela dei pastori. (link a Pascolo Vagante di Marzia Verona)

 

(18.09.09) Cuneo.  Tra la nebbia e il lupo

Riceviamo dall'associazione Coumbouscuro - che l'ha inviata per conoscenza anche alle istituzioni - la testimionianza, asciutta e senza retorica, di un pastore che pensa di abbandonare la propria attività a causa dell'impossibile 'convivenza' con il lupo. Una convivenza imposta dai signori del WWF e dall'atteggiamento pavido e conformista della politica che non osa adottare quelle misure di controllo dei lupi a tutela della pastorizia che sono praticate in altri paesi. E' venuto il momento che tutte le associazioni e le personalità che hanno a cuore la montagna dell'uomo assumano un'iniziativa su questo tema. Ruralpini se ne fa promotore.

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Torino (07.04.09)

Torna il premio per il pascolo gestito. soddisfazione ma anche qualche perplessita' per i punteggi e per il "fattore lupo" (di Marzia Verona)  vai a vedere

 

Milano (03.04.09)

Le spese per l'orso lievitano a centinaia di migliaia di euro vai a vedere

 

Bergamo. (09.04.09) La Coldiretti e l'Associazione allevatori provinciale: catturare e trasferire l'orso problematico

In un duro comunicato diffuso il giorno 7 la Coldiretti e l'Apa invitano Parco e istituzioni territoriali a prendere posizione: basta ipocrisie, non si può tutelare l'orso e, al tempo stesso, la zootecnia di montagna e la pastorizia. Di fronte a chi parla di "messa in sicurezza" degli allevamenti (ma quanto costerebbe "blindare" ogni stalletta?) e di "studi statistici" per elaborare "piani preventivi" gli allevatori traggono la conclusione che i margini per trattare con il "partito dell'orso" sono esauruiti. O l'orso o noi dicono i rappresentanti degli allevatori. Intanto i sindaci della val Brembana dicono di sperare che l'orso se ne vada da solo o considerano la sua presenza una "testimonianza del valore naturalistico del territorio". Altro che quelli dei Pirenei che, nel 2006, si sono messi alla testa del movimento anti-orsi che ha costretto Parigi ad abbandonare il programma di reintroduzione del plantigrado vai a vedere

 

Bergamo (29.03.09) I pastori offesi dall'esperto "orso-lupologo" del Parco Orobie: ci appelliamo alla Regione Lombardia

Il Parco delle Orobie riconosce la criticità della presenza dell'orso JJ5 per le attività pastorali, ma trasmette una relazione tecnica sullo "stato dell'arte" che offende la professionalità dei pastori transumanti lombardi. Impossibile trattare con intrerlocutori che non conoscono la nostra realtà dicono i pastori. Intanto per un solo orso "balordo" si annunciano spese ingenti: 150.000 € per "risarcimenti e comunicazione" da parte del Parco + 15.000€ per un censimento degli allevamenti a rischio + le spese che la Provincia di BG sosterrà per approntare 3 squadre: "pronto intervento", "dissuasione" e"prevenzione". Un insulto alla crisi per rincorrere le ideologie della wilderness a tutti i costi.  vai a vedere

 

Organismi sovranazionali, lobby, Ong e 'scienziati'  decidono le politiche della natura (sopra la testa delle popolazioni rurali), è la verdocrazia (10.06.09)

Eco pouvoire è stato definito da alcuni studiosi francesi (a proposito delle politiche di reintroduzione di orsi, lupi e linci). Noi la chiamiamo verdocrazia e dimostriamo quanto sia reale illustrando la genesi del "Pacobace" (il protocollo che 'regola' la presenza dell'orso sulle Alpi centrali).  In un campo tutt'altro che marginale, che influenza non poco l'uso e la vivibilità del territorio,  la politica (quella espressa da rappresentanti eletti democraticamente) è stata espropriata dagli 'esperti', dal WWF, dai burocrati 'verdi' e si limita a 'ratificare' a posteriori quello che questi hanno deciso. Ovviamente senza consultare pastori e contadini.  vai a vedere

 

(26.01.09)  L'orso "padrone" delle montagne scaccia i pastori  in alta val Seriana

Il 3 febbraio ci sarà a Bergamo un "tavolo" per discutere di "convivenza" con l'orso JJ5. Ma per l'Associazione pastori lombardi le condizioni sono irricevibili e stanno pensando a cercare altri pascoli in Francia considerato che a Bergamo, in Lombardia, in Italia non c'è tutela per la pastorizia vai a vedere

 

(12.01.09) Anche in Val d'Aosta il lupo diventa un incubo per i pastori

Sono stati indennizzati dal Parco del Gran Paradiso gli allevatori che avevano subito danni questa estate in Valsavaranche (86 pecore e 16 capre perse e l'abbandono di un alpeggio a metà stagione). Nel Parco del Gran Paradiso si è ormai insediato  un branco di 6 esemplari Il concetto è quello della "monetizzazione" del danno. Ma quando si deve abbandonare gli alpeggi perché infestati dai lupi c'è da chiedersi se sono sufficienti le misure di "protezione passiva" (reti elettriche, mastini maremmani, sorveglianza). vai a vedere

 

Canton Ticino (16.08.08)  No al lupo 5.000 firme contro la sempre la presenza del lupo incompatibile con la realtà pastorale delle aspre valli del cantone vai a vedere

 

Gli orsi "vegetariani" uccidono (08.08.08) 5 morti solo in Russia nel 2008. In Romania vittima a fine luglio vai a vedere

 

Trentino/Lombardia (10 e 19.8.08)  Pastori sempre più colpiti Cresce l'esasperazione contro gli attacchi dell'orso  vai a vedere 

L'insalata di costine e biancostato con la giardiniera dell'orto dellaTrattoria Visconti

 

 

 

 

 

La 'finanziera' con i carciofi e il tartufo su letto di polenta

 

Una cena operativa

 

I commensali oltre a impegnarsi nella valutazione della materia prima e delle modalità di utilizzo hanno affrontato molto concretamente il tema della potenzialità e continuità produttiva del sistema di allevamento e di macellazione. I pastori hanno evidenziato come il loro parco fattrici sia ragguardevole e che una spostamento anche modesto dalla linea di produzione dell'agnellone pesante  al castrato metterebbe a disposizione della ristorazione lombarda migliaia di castrati.  Alla fine della cena i pastori e i due ristoratori protagonisti dell'evento hanno concordato la fornitura di castrati per un ulteriore evento in piazza a Bergamo e per i loro locali (che li inseriranno nel menù).

 

La specificità del castrato bergamasco: una qualità che va apprezzata

 

Il castrato bergamasco è un prodotto unico ma va chiarito che anche l'agnellone  bergamasco è anch'esso un ovino 'max' raggiungendo e superando i 50 kg di peso vivo. Solo che non è un prodotto storico. Si tratta di un prodotto in larga misura 'nuovo' destinato al mercato dei consumatori di religione islamica che prediligono - specie per il consumo rituale - soggetti di buono sviluppo ma  integri (quindi non sottoposti ad amputazioni di nessun tipo). Il castrato raggiunge i 75 kg ma a un anno e oltre (un tempo veniva macellato a 18 mesi). Il vero castrato è un animale in cui è già avvenuta l’eruzione dei primi denti da adulto (la ‘rotta’) che nella razza Bergamasca avviene a 15 mesi di età.

 L'accrescimento del castrato è più lento e quindi il costo del kg di carne più elevato. Nel sistema di produzione transumante i costi sono legati alla custodia e conduzione del gregge, ai trasporti, alle cure sanitarie. Mantenere per ulteriori sei mesi nel gregge un capo aumenta quindi notevolmente i costi anche perché il castrato necessita di più pascolo di un agnellone. Dal punto di vista qualitativo la carne di castrato, come tutte le carni a giusto grado di maturazione, è superiore dal punto di vista delle tessitura e del sapore. Richiede ovviamente una conveniente frollatura specie se deve essere cucinata in umido. La paventata durezza e 'selvaticità' appaiono come assurdi pregiudizi. Va detto che il castrato bergamasco ha sempre mantenuto una cerchia di estimatori e il suo apprezzamento è rimasto radicato nella gastronomia regionale della Romagna. Un tempo era molto apprezzato anche in Francia, terra di numerose razze ovine e di una valorizzazione delle loro carni che noi ci sogniamo. In un testo di zootecnia francese della fine dell'800 avevo letto che il castrato bergamasco era molto apprezzato e che che le cotolettes de mouton bergamasque si trovavano anche nei migliori ristoranti di Parigi (Maxim's)Le vicende daziarie e sanitarie a cavallo del secolo avevano interrotto questa corrente di importazione. Però Anna Carissoni nel suo libro 'Pastori' (Pastori. Studi, documenti, testimonianze sulla pastorizia bergamasca. Edizioni Villadiseriane, Villa di Serio, Bg, 1985, p. 115) riferisce di aver trovato ancora in un ristorante parigino quel piatto. Tornando all'oggi in Romagna esiste un marchio di qualità regionale dell'Agnellone e Castrato Romagnolo e va detto che il castrato che ivi consuma è tradizionalmente di razza Bergamasca (il mercato 'storico' di sbocco del castrato bergamasco è Lugo di Romagna). Una tradizione che nasce dalla cessione di agnelli (come corrispettivo per la pastura) da parte dei pastori bergamaschi che frequentavano le pianure emiliane; agnelli che venivano castrati e ingrassati in loco. Non a caso l'Artusi, fiorentino di adozione ma originario di Forlimpopoli in Romagna inserì tre ricette di castrato nel suo famoso testo di cucina. In realtà anche in Lombardia la tradizione del castrato non sì è mai estinta.  Un consumo marginale di castrato si è mantenuto specie in alcune zone più interessate alla presenza della pastorizia transumante e alcuni tra i ristoratori più attenti alla 'filologia gastronomica' non l'hanno mai dimenticato (ci ritorneremo...)

 

Territorialità, storia, sostenibilità

 

In tempi di km 0 e di valorizzazione delle valenze ecologiche e storiche degli alimenti in castrato tradizionale bergamasco dovrebbe avere le carte in regola per un rilancio anche in Lombardia dove il consumo era un tempo diffuso largamente diffuso sia in montagna che nelle aree rurali di pianura. La produzione del castrato ha rappresentato sin dalle origini della razza sino in tempi recenti (qualche decennio fa) quella prevalente della pastorizia bergamasco-camuna, in coerenza con il suo carattere di razza 'gigante' (conosciuta infatti come Gigante Bergamasca e, a volte, semplicemente come Gigante/Giant) e con il sistema di allevamento transumante che, limitando i costi di alimentazione, rende la produzione di soggetti tardivi relativamente più conveniente. Produzione storica perché la razza Bergamasca e il sistema transumante hanno nove secoli di storia, una storia legata alla lana e all'industria laniera che per secoli ha rappresentato un settore trainante dell'economia bergamasca (con carni e, un tempo, i formaggi, a fare da complemento). Quanto ai valori ecologici non vi è un sistema di allevamento così legato al pascolo. Al pascolo delle prateria alpine come dei prati di collina e di pianura, delle stoppie dopo le raccolte, dei terreni lungo i fiumi. Per produrre il castrato non si utilizzano concimi chimici, diserbanti, acqua di irrigazione. Gli unici carburanti sono quelli dei fuoristrada dei pastori e degli autocarri che una o due volte l'anno spostano le greggi dalla pianura alla montagna e viceversa (ma a volte la discesa si fa ancora a piedi). Se tutti questi valori si traducono in un buon inserimento del castrato nella ristorazione 'consapevole' (dei valori territoriali); se il castrato sostituisce la non  a fare da complemento).Se tutti questi valori si traducono in un buon inserimento del castrato nella ristorazione 'consapevole' (dei valori territoriali). Se il castrato sostituisce la non trascurabile quantità di carni ovine di agnellone extracomunitario utilizzate dalla ristorazione lombarda si saranno ottenuti due risultati: i pastori potranno contare su una diversificazione produttiva che - in tempi di rapidi cambiamenti storici - è una necessaria 'assicurazione' contro le incognite di una 'monoproduzione'. La ristorazione potrà contare su una materia prima locale, tradizionale, di alta qualità che si distingue dalla produzione 'globale' di carne ovina . Una carta da giocare anche per rafforzare l'immagine della Lombardia che è sì terra di produzioni industriali di suini e vitelloni ma conserva anche comparti di produzioni estensive e 'antiche', legate alla grande realtà della montagna.

 

Prossime iniziative

 

Per ora non voglio anticipare troppo ma sono in cantiere diverse iniziative anche con serate aperte al pubblico e degustazioni in piazza. La partenza di questo progetto nato - ci tengo a ribadirlo - dal basso, grazie a pastori e ristoratori, è stata bruciante. Saranno seguite da presso da Ruralpini che. ed è un grande onore, almeno per ora funge anche da 'voce' dell'Associazione Pastori Lombardi.

 

 

Carni di castrato e di pecora nella storia

La  "castradina" e la festa della Madonna della Salute, a Venezia, il 21 Novembre di ogni anno

 

 

 

pagine visitate dal 21.11.08

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