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(08.12.11) Il lupo, la lupofilia, i sensi di colpa e la sobrietà
Gli accaniti paladini del lupo, quando non difendono le loro greppie dorate (lauti finanziamenti) esorcizzano i loro sensi di colpa di psudoambientalisti da condominio. Guai a ricordare loro che l'atteggiamento "lupofilo" (che a loro non costa nulla, ma che costa molto a una minoranza senza potere: i pastori)
è un modo per ripulirsi a buon mercato la coscienza ecologica sporca. Si sentono eroi ad insultare (di solito anonimi) chi come me o Marzia Verona difende i pastori. E poi cosa difendono? Un animale (che di per sé non è né buono, né cattivo, né nobiile, né ignobile, né coraggioso né vigliacco) o un costrutto sociale, una rappresentazione che torna comoda in termini di alibi sociale, potere, equilibri sociali? Molti degli intrepidi lupofili stanno al calduccio a 23°C e vanno a fare la spesa in macchina
riempiendo il carrello di carne, usano la macchina in città e .... Non è così? Allora li sfido a sottoporsi al test della sobrietà leggi tutto
(20.10.11) Gli Indignati dell' Ubaye (Alpi provenzali)
Gli indignati dell'Ubaye sono montanari preoccupati per il futuro della loro valle dove si assiste alla proliferazione dei lupi e le attività pastorali sono messe in ginocchio. Non sono allevatori e pastori, sono amministratori, intellettuali, gente comune unita dall'amore per la montagna, la cultura e le tradizioni del territorio messe in pericolo da un ambientalismo urbano che nel lupo ha trovato il suo totem, il grimaldello per accentuare lo spopolamento della montagna e il controllo delle sue risorse da parte degli interessi urbani camuffati da "conservazione della natura". leggi tutto
(10.09.11) Cuneo. "Dovevi farci la foto"
Un anonimo lupofilo su targatocn.it (e parecchi sui forum lupofili) irridono all'escursionista che lunedì ha vissuto una brutta esperienza con i lupi. "Dovevi farci una foto". È triste quando non conti più come persona, quando quello che dici e che riferisci è più o meno creduto non in base alla tua serietà ma al fatto che sei di una categoria avversa. Il modo con cui i 'naturalisti' e gli 'animalisti' si rapportano ai cacciatori (e a chi non la pensa come loro) richiama molto i metodi delle infauste ideologie totalitarie. leggi tutto
(06.09.11) Vernante (Cn). Bruttissima esperienza per un cacciatore
Ieri sera Silvio Pellegrino, un cacciatore di trentaquattro anni di Peveragno, è incorso in una bruttissima avventura. Stava compiendo una passeggiata disarmato quando due lupi adulti l'hanno "accompagnato" per 2,5 km su un sentiero girandogli intorno e avvicinandosi sino a 30-40 m. Solo a un certo punto ha potuto chiamare con il cellulare. Inutili i tentativi di scacciarli battendo un bastone, le mani, fischiando. La paura è stata tantissima. leggi tutto
(05.09.11) Anche le vacche nutrici vittime del lupo (2)
All'alpe Seirasso di Magliano Alpi un mese fa una vacca e due manze sono state fatte precipitare da un dirupo dai lupi che le hanno in parte divorate. Bruno Bottero, il margaro, si è fatto sentire anche sui giornali. Qui il racconto dell'episodio che ha acuito l'esasperazione dei margari. leggi tutto
(04.09.11) Anche le vacche nutrici vittime del lupo (1)
Un grave episodio si è verificato un mese fa sui pascoli di Bergemoletto di Demonte, in valle Stura (Cn). Il racconto del margaro Giacomo Pittavino che carica questi alpeggi da trentadue anni e al quale un branco piuttosto consistente di lupi ha sbranato una vacca "che era una bontà a partorire" mentre partoriva a 200 m da case abitate. leggi tutto
(25.08.11) Oncino (valle Po, To) Testimonianza di Valter Allioli, pastore
Il 27 luglio Valter, che custodisce un gregge di 350 pecore , ha subito un pesante attacco di lupi. Diversi capi risultano ancora dispersi ma lui ornmai dispera di trovare qualcosa. Sono andato a trovarlo il giorno 9 agosto e ho riportato la trascrizione integrale dell'intervista. Ne valeva la pena, credo, perché rappresenti una testimonianza spontanea, vivace e molto efficace sulla condizione vissuta dai pastori a seguito del ritorno del lupo. Chi blatera di 'convivenza' dovrebbe confrontarsi con queste persone.vai a vedere
(17.08.11) Commenti. Lupismo e forestalismo
L'attacco alle comunità alpine sferrato nel XIX secolo dagli stati centralisti in nome del ripristino delle foreste distrutte da pecore e capre era basato su basi scientifiche inconsistenti. Oggi il lupismo ha sostituito il forestalismo ideologico, ma lo scopo è sempre quello. Imporre il colonialismo urbano alle Terre alte. leggi tutto
(16.08.11) All'Infernet in val d'Angrogna, 'paradiso' della nebbia e dei lupi (val Pellice, To)
Baite fatiscenti, tante giornate nebbiose. E i lupi sempre in agguato. Claudio Buffa, un giovane pastore tiene duro sulle sue montagne con le sue pecore. Ha un aiuto pastore, ha due cani Maremmani, chiude le pecore nel recinto elettrico ogni sera. Ma ques'anno ha già subito due attacchi da parte dei lupi. E non ce la fa più. Deve abbandonare il campo o devono essere tenuti a bada i lupi? Si tratta di una questione etica importante dalla quale può dipendere il futuro della montagna ma con forti implicazioni per tutta la nostra società vai a vedere
(02.08.11) Rotto il tabù. Al lupo si può sparare
L'assessore piementese Sacchetto ha chiesto al Ministero dell'ambiente di autorizzare alcuni abbattimenti. Dopo pochi giorni la Commissione agricoltura della camera ha 'scoperto' che la Convenzione di Berna non impedisce di sparare al lupo in caso di gravi danni alle attività di allevamento. La reazione della spocchiosa intellighentzia ambiental-animalista non si è fatta attendere. leggi tutto
(18.07.11) Alpeggi sempre più a rischio lupo
Il racconto di un attacco dei lupi con gravi conseguenze all'alpe Tartarea in comune di Oncino (valle Po). Sono rimaste tre capre impaurite all'alpe Tartarea. Le altre o sono state sbranate o sono disperse o sono state portate a casa dai proprietari. Così l'apprezzato formaggio misto non si potrà più produrre. Oggi questo alpeggio è diventato off limits per le capre. Ma se i lupi aumentano quante altre situazioni a rischio si verranno creare?
vai a vedere testo, foto e videoclip
(18.07.11) Videointervista al canalone della morte (Bellino, Val varaita, Cn)
Sono stato, nell'ambito delle attività del progetto Propast, ad approfondire le circostanze in cui 59 pecore (di cui una morsa alla gola) sono morte il giorno 11 a Bellino. Ascoltate i fatti dalla viva voce del pastore (videoclip) che mi ha mostrato il teatro della tragedia e quello che ha visto vai a vedere
(13.07.11) Una strage senza fine
Negli ultimi giorni 82 capi ovicaprini persi a causa di attacchi di lupi in Piemonte. I branchi sono ormai numerosi e gli attacchi di massa provocano pesanti perdite. Vi sono numerose carcasse da recuperare dal fondo di canaloni e animali dispersi feriti o agonizzanti da soccorrere. Serve l'intervento della Protezione civile e dei veterinari pubblici. Si spera nell'intervento della Regione.leggi tutto
(29.05.11) L'impossibile convivenza. Capre e lupi a Bellino (Cn)
Intervista all'allevatore di capre Giacomino Gallian di Bellino (Valle Varaita, Cn). Giacomino alleva le capre come attività integrativa ma con con grande passione. Il suo gregge è una 'collezione' di razze (non incrociate
tra loro). Tutto irreparabilmente frustrato dall'arrivo del lupo per colpa del quale le capre "non sono più belle come prima". Per ora Giacomino non molla (pur avendo dovuto abbandonare i pascoli alti), ma tanti altri allevatori lo hanno già fatto. É proprio quello che vogliono gli amici del lupo: la montagna tutta per loro e il loro gioco egoista e nichilista alla 'natura selvaggia' vai alla videointervista
(20.05.11) A Saluzzo un dibattito molto seguito apre la Festa dei margari
Un dibattito seguito con molto interesse dai margari (ma non solo) che ieri sera hanno affollato la sala riunioni della Coldiretti si Saluzzo. I problemi (tecnicopolitici) dell'uso dei pascoli sono ormai stati ben individuati si sta avvicinando a individuare le soluzioni. Nell'interesse
di categorie per le quali l'uso dell'alpeggio è cruciale per la propria attività (margari e pastori transumanti, allevatori stanziali), ma anche del mantenimento di risorse materiali e immateriali preziose per tutta la società (economia identitaria, prevenzione di danni ambientali, biodiversità). leggi tutto
(16.05.11) Da Sud a Nord anche gli allevamenti di razze bovine pregiate nel mirino dei lupi
L'opinione pubblica pensa che sia qualche pittoresco pastore, roba di altri tempi - a subire i danni del lupo. Invece in quasi tutta Italia si registra un crescendo di attacchi anche a vitelli e manze Dalla viva voce di un allevatore piemontese la testimonianza di come anche in Piemonte, nelle Alpi Marittime, i danni da lupo a carico degli allevatori di razza Piemontese siano gravi. leggi tutto
(01.05.11) Bricherasio (To) Storie di giovani pastori. Videoracconto.
Ci sono giovani pastori che, a vent'anni, hanno già un bagaglio di conoscenze sulle pecore, sul formaggio, sui pascoli, sulle tradizioni pastorali degno dei padri, anzi dei nonni. Il mestiere del pastore è proprio speciale; non c'è spazio per i bamboccioni. E nemmeno per chi perde tempo a lamentarsi
invece che rimboccarsi le maniche e affrontare - come si fa da sempre - i problemi. Fotoracconto e videointervista (sotto la pioggia) a Ivan Monnet, 26 anni, pastore professionista della Val Pellice (del 28 aprile) vai a vedere
(29.04.11) Prazzo (Cn). I lupi sotto il balcone in pieno giorno (foto di ieri)
Lidia Fresia questa foto l'ha scattata ieri dal balcone di casa sua in frazione Ferreri di San Michele di Prazzo (Val Maira, Cn). Il lupo è sulla strada provinciale. Lidia abita lassù col compagno e il loro bimbo di tre anni che non può più giocare in libertà. Perché in montagna i bambini sono stati condannati agli arresti domiciliari? Forse per la colpa di nascere (ancora) e di non lasciare tutto lo 'spazio vitale' ai lupi? Non avrà qualcosa di hitleriano questa lupofilia? leggi tutto
(04.04.11) Il Consiglio Comunale di Prazzo (Cn) vota sui lupi Il Consiglio Comunale di Prazzo in Valle Maira vota all'unanimità un ordine del Giorno per limitare la presenza del lupo e dei grandi predatori sul territorio alpino. Un segnale coraggioso da un piccolo comune. Che osa lanciare una grande sfida politica e culturale al conformismo urbanocentrico. leggi tutto
(04.04.11) Quando il lupo è pericoloso per l'uomo?
Basta una semplice analisi storica e della realtà dei diversi continenti per capire che in alcuni contesti il lupo non è pericoloso, ma in altri sì. Quando l'uomo non è più un pericolo per il lupo quest'ultimo, (che perde la paura per l'uomo), rischia di divenire un potenziale pericolo per le persone. Ecco perché la protezione assoluta in caso di assenza di rischio di estinzione delle popolazioni lupine è un grave errore. La politica deve essere consapevole delle responsabilità che si assume favorendo l'aumento dei lupi e mantenendo un regime di tutela assoluta.
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(13.03.11) San Damiano Macra (Cn)Incontro con gli allevatori
Molti gli allevatori della Val Maira, ed anche della Valle Grana, all'incontro PROPAST del giorno 9 svoltosi presso la sede della Comunità Montana. La riunione era stata indetta per recepire il disagio degli allevatori sia con riguardo al problema del lupo che rispetto alle altre criticità. C'erano anche amministratori ed ex-amministratori, il presidente della Comunità Montana, rappresentanti della Coldiretti, del Settore Agricoltura
della Regione e il Sen. Carlotto. Il tema si è allargato anche alla più generale condizione della montagna . Ma gli allevatori hanno comunque avuto la possibilità di intervenire numerosi e di rendere testimonianze forti e precise di una condizione che l'arrivo del lupo, nel 2008, ha contributo ad aggravare significativamente
vai all'articolo con i link ai video You Tube degli interventi
(10.03.11) lupi corrono sulla pista di fondo insanguinata. E la gente ha paura (succede a Prazzo, Cn) Da due anni a questa parte a Prazzo, in Valle Maira, in inverno si assiste ad una strage continua di ungulati fin a ridosso delle case. La gente continua a sentire ululati e la pista da fondo è a volte insanguinata per episodi di predazione. leggi tutto
(26.02.11) Resistenza pastorale. É partita dalla Val d'Ossola (VB) la prima esperienza di azione organizzata dei pastori contro il lupo
Il convegno di Moretta (sotto) ha stimolato alcune realtà pastorali dell'arco alpino ma anche degli Appennini a dare vita ad un Comitato per la difesa dai grandi carnivori. Una difesa che riguarda non solo i pastori ma anche chi vive nelle Terre alte e rischia sempre più spesso di trovarsi orsi o lupi sotto casa. La costituzione è prevista per aprile. Il Comitato nasce da esperienze fin qui poco conosciute sia a livello di valli che
di singole aziende. Tra queste una delle più significative è rappresentata dal Comitato salvaguardia allevatori contro i grossi predatori che si era costituito in Ossola (VB) nel 2004 a seguito di numerosi casi di predazione.
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(22.02.11) Tutti gli interventi dei pastori a Moretta (Cn)
Riportiamo tutti gli interventi dei pastori al convegno del giorno 19 a Moretta. Dalla pagina dell'articolo sono attivi i link ai singoli video caricati su Tou Tube. Interventi di: Dino Mazzini (appennino emiliano), Doro Vanza (Canton Ticino, Comitato per la difesa dai grandi carnivori), Giuseppe Ghibaudo (storico pastore transumante di Roaschia), Giorgio Alifredi (allevatore di capre in Val Maira), Aldo Macario (allevatore di pecore da latte e alpeggiatore in Valle Gesso), Giorgio Bergero (pastore transumante, Cristiano Peyrache (rappresentante dei pastori di Bellino, uno dei paesi più colpito dal lupo), Daniela Rigotti (allevatrice di capre della Val d'Ossola), Gloria Degioanni (pastora e presidente del Consorzio pecora Sambucana). vai a vedere
(17.02.11) Continuano gli interventi in tema di lupo e montagna aggredita e svuotata
Pubblichiamo un intervento di Mariano Allocco, esponente politico e intellettuale della Val Maira. Uno dei pochi che da anni ha colto con lucidità come le politiche della fauna e dei boschi dietro il finto 'ambientalismo' nascondono la volontà di svuotare e colonizzare la montagna. Il lupo è un catalizzatore di una reazione della montagna. Speriamo di essere in tempo.leggi tutto
(14.02.11) 50 orsi in Trentino pronti a uscire dal letargo e a fare danni
In vista del prossimo risveglio della popolazione ursina trentina - che ogni anno si fa più numerosa - l'On. Fugazzi presenta una interrogazione al Ministro dell'Ambiente. Cosa si fa per tutelare la popolazione e ridurre i danni di una presenza che interessa da vicino i centri abitati? Che ne è delle promesse di Dellai di 'rivedere' la demagogica politica conservazionista che penalizza chi vive nelle Terre alte? leggi tutto
(11.02.11) Incontro con i pastori a Demonte (Valle Stura, CN)
Nell'ambito del progetto PROPAST il giorno 9 si è svolto un incontro con i pastori presso la Comunità Montana. É servito a mettere a fuoco i motivi di 'sofferenza' della loro attività. Ovviamente si è parlato molto di lupo, ma non solo. leggi tutto
(29.01.11) Si prepara un importante evento sulla pastorizia a Moretta (Cn)
Il 19 febbraio prossimo a Moretta, presso l'Istituto lattierio caseario si terrà un incontro importante durante il quale verranno presentati I progetti della Regione Piemonte per sostenere la pastorizia delle valli di Cuneo e Torino messa di fronte al problema del grave impatto del lupo. Sarà anche un'occasione per fare emergere quante e quanto importanti solo le valenze multifunzionali della
pastorizia. Anche in una prospettiva di una visione della tutela ambientale meno ideologica e più consapevole del ruolo ecologico dell'uomo montanaro e dei suoi animali. leggi tutto
(18.01.11) Interviste senza retorica
Marzia Verona con la consueta spontaneità intervista i pastori piemontesi alle prese con il problema del lupo. Come sarà la prossima stagione? Cosa si aspettano i nostri amici? Cosa temono? Chi vuole cercare di comprendere senza filtri ideologici il problema dovrebbe partire da qui, da queste parole dei pastori, senza retorica, senza livore, senza 'secondi pensieri'. leggi tutto
(11.12.10) Si discute di lupi in Val Chisone (TO)
Marzia Verona, presente all'incontro del 3 dicembre ad Usseaux tra allevatori ed esperti del lupo ci ha trasmesso il resoconto dell'evento cui hanno preso parte diversi dei protagonisti (pastori, amministratori, esperti) che in qualche modo con il lupo hanno a che fare. Tra i due partiti ('del lupo' e 'della pecora') potrebbe esservi anche forme di dialogo. Non però con i lupologi/lupofili che insistono sulla mitizzazione del 'ruolo ecologico salvifico' del lupo, che non riescono ad rinunciare all'autoreferenzialità e ad atteggiamenti di sufficienza se non di ostilità verso il pastoralismo (nella foto di Marzia fatte di lupo con eloquente presenza di lana) leggi tutto
(01.11.10) L'incontro di Rovato (BS): grande attenzione della Regione per la pastorizia transumante
L'incontro di Rovato di ieri ha segnato una svolta in positivo. La Regione Lombardia, rappresentata dal Dr. Lugoboni dirigente della Struttura Sviluppo dell'agricoltura di montagna, ha espresso un inedito interesse per la pastorizia transumante e per il suo ruolo di recupero e manutenzione di vasti ambiti di territorio specie in relazione alla difesa dal bosco che avanza. Inoltre ha assunto concretezza il rapporto 'federale' tra pastori del Triveneto, Lombardia e Piemonte in parallelo con iniziative di confronto con le Regioni su vari fronti (affitti degli alpeggi, modalità di erogazione dei contributi, formazione professionale, ingiustificati divieti di pascolo). Si è parlato anche di lupi con importanti testimonianze dal Piemonte e dall'Emilia. leggi tutto
(01.11.10) Gli orsi hanno paura dell'uomo. Balle
La verità 'ufficiale' e 'scientifica' spesso nasconde solo delle strutture di controllo sociale e di potere. Si spendono molti soldi per inculcare alla gente e agli scolari che gli orsi non sono pericolosi. Sono timidoni che scappano a gambe levate quando sentono l'odore dell'uomo. L'immagine testimonia come gli orsi dell'Adamello- Brenta, gli orsi del Parco (introdotti dalla Slovenia) si 'servano' delle pecore anche sotto il naso dei pastori (la carcassa è nel cerchietto). I pastori sono i 'nuovi servi della gleba' che, secondo i nuovi arroganti 'signori feudali' (Verdi e Parchi), dovrebbero custodire 24 ore su 24 le loro bestie. Su in montagna, con il vento e la pioggia, disarmati, mentre i 'siori' se ne stanno al calduccio. Poi non basta nemmeno quello.
(18.10.10) Orsi trentini. Dopo una estate di emergenze Giovanazzi
lancia iniziativa legislativa
Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) dopo le petizioni
presentate in Consiglio provinciale
lancia ora una coraggiosa proposta di legge di iniziativa popolare che modifica alcuni articoli della legge provinciale sulla caccia.
Vengono introdotti più congrui
risarcimenti e un controllo
democratico (anche attraverso
referendum locali) sulle misure
di rimozione degli orsi problematici.
Il progetto di legge viene incontro
alle istanze di componenti
della popolazione che vedono
la propria libertà di movimento
e le proprie attività sempre
più condizionate dalla crescente
presenza dei plantigradi leggi
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(03.10.10) Quanta
superficialità quando si parla di montagna
La
risposta di Mario Cervi (su 'Il Giornale'
di oggi) alla lettera di Mariano Allocco
in tema di lupi è quanto mai demoralizzante.
Mario Cervi, decano del giornalismo
italiano è rappresentativo della cultura
urbanocentrica radicata negli intellettuali
italiani, non importa se di destra o di
sinistra. C'è il riflesso dell'atavica
alterigia e distanza con la quale vengono
considerati i problemi dei 'villici', dei
'montanari'. Un mondo lontano di cui a
lor signori nulla importa. Di qui la superficialità
e la banalità nel trattarlo. vai a
vedere
(01.10.10)
La Svizzera pensa più ai pastori e all'ecosistema
nel suo insieme che non al lupo
La
seduta della camera alta del Parlamento
svizzero ha affrontato il 30 settembre un
importante dibattito sul lupo. Erano sul
tappeto parecchie mozioni. Sono state approvate
quelle che richiedono una modifica
della legge sulla caccia in modo da
estendere la competenza dei cantoni in materia
di controllo di specie protette di predatori.
Ciò qualora mettano a repentaglio la
biodiversità, la pastorizia e l'esecizio
venatorio. E' stato deciso di chiedere modifiche
della Convenzione di Berna (nel senso di
una minore protezione del lupo). In
caso contrario la Svizzera recederà
dalla Convenzione in modo da negoziare tali
modifiche in sede di nuova ratifica. leggi
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(29.09.10)
La testimonianza del pastore
Mario Durbano: io e i lupi nella nebbia
Alle
prese con i lupi, che con le nebbie di settembre
attaccano con più facilità, Mario come altri
pastori piemontesi (e non solo) ha a disposizione
sui pascoli alti ricoveri 'ancestrali' come
quello della foto. Testimonianza preziose
(da perservare) di una civiltà pastorale
millanaria, ma a cui andrebbero affiancati
ricoveri più confortevoli. Perché solo la
vita del pastore deve essere uguale a quella
di secoli fa? Per certi versi è anche peggio.
Il 24 settembre si è trovato davanti 3
lupi neri, che non se ne andavano neppure
in sua presenza, "avevo più paura io
di loro". Ma Mario è armato
solo di ... un petardi (il lupo è sacro
e intoccabile). "E se invece di me ci fosse stato un pastorello? Cosa avrebbe
fatto? Non manderei mai più un ragazzo da solo al pascolo". leggi
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(17.09.10)
Gias Gardon (Valle Stura
di Demonte,
CN)
Un alpeggio chiave per la
sopravvivenza della pecora
Sambucana. Due ragazzini
che vorrebbero fare i
pastori.
Il tutto condizionato da
un futuro incerto per
colpa della presenza
stabile dei lupi. Che in
Valle Stura di Demonte
hanno già messo in grave
difficoltà la pastorizia e
rischiano di affossarla
completamente 'bruciando'
progetti, energie,
passione,
impegno
vai a
vedere
(10.09.10)
Bellino/Blins (CN): i
pochi pastori rimasti
decisi a
lottare
Erano in quindici i
pastori
dell'Associazione
pastur de Blin
prima dell'arrivo
del lupo.
Pastori giovani, che
restavano su in montagna
tutto l'anno (siamo a
1.600 m). Una risorsa
'rara'. Oggi ne
sono rimasti 1-2. Gli
altri hanno smesso o sono
passati alle vacche da
carne. Qualcuno tiene
ancora qualche capra o
pecora. Ma c'è voglia di
reagire e di farsi
sentire leggi
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Cansiglio (TV)
esasperazione per le
stragi dei predatori. Gli
allevatori: "ci
difenderemo da
soli"
Dal bresciano (Sebino)
alla montagna veneta il
problema dei predatori sta
superando il livello di
guardia di allarme
sociale. Gli allevatori
del Cansiglio, di fronte
alla strage di 20 pecore
Alpagote (razza in via di
estinzione), in atto a
danno
dell'
Az. Agr. Gava
Alex
in
Valmenera,
denunciano l'inerzia
delle istituzioni.
Gli allevatori -
lasciati soli - annunciano
che procederanno
all'autodifesa. La
Costituzione non difende
il lavoro e i beni che
servono per esercitare il
lavoro? Da quando in qua,
in omaggio
all'animal-ambientalismo
nichilista , slegato da
ogni realtà, lo stato
abdica alla sua funzione
primaria: tutelare la
sicurezza, i beni
necessari a garantire
la vita e
il lavoro dei
cittadini? Perché per gli
allevatori e i pastori la
Costituzione deve rimanere
lettera morta? Sono forse
cittadini di serie B. Si
abbia il coraggio di dirlo
apertamente allora e
piantiamola con le
ipocrisie.
leggi il
comunicato
(04.09.10) Alta Valle Grana: lupi insostenibili (CN)
Anna Arneodo ci aggiorna sulla situazione della pastorizia in alta Valle Grana trasmettendo anche una toccante 'lettera aperta' del pastore Mario Durbano scritta due anni fa quando il lupo ha fatto la comparsa sui pascoli di Frise (prima della strage di 240 capi). Una lettera che farebbe cambiare idea a molti 'lupofili televisivi'. leggi tutto
(23.08.10) Asiago(VI). Il presidente della Comunità
Montana smentisce l'uccisione dell'orso
M5
Ha
dell'incredibile la storia dell'uccisione
dell'orso M5 ('Dino'), raccontata da un
imprenditore invitato, senza poi partecipare, al
presunto banchetto. Ieri la presa di posizione
di Lucio Spagnolo che riportiamo per
esteso. Oggi il comandante del CFS si dice
scettico dal momento che gli ultimi avvistamenti
del famelico orso erano stati fatti
al Tarvisio a giugno. Intanto senza aspettare
l'esito dell'inchiesta della Forestale gli
animalisti si scatenano.
leggi
tutto
(21.08.10) La strategia lupo svizzera alla prova
I
lupi aumentano
e attaccano anche i bovini. L'equilibrio
tra misure di prevenzione degli attacchi
e abbattimenti mirati sinora dimostra di
funzionare. Alla base di un sistema equo
la volontà di non mettere in ginocchio le
attività tradizionali in montagna e un impegno
diretto della politica e delle istituzioni
che non hanno delegato ai verdi, come avvenuto
in Italia, la politica di gestione dei grandi
carnivori. leggi
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(19.08.10) Fuga dall'orsa. Pastore bresciano
abbandona l'alpeggio in Trentino
Domani
scende con 20 giorni d'anticipo il pastore
Ivan Sandrini, originario di Ponte di Legno. Sandrini da 17 anni carica la
malga Prada nel gruppo del Brenta. 'Dal
7 agosto è stato un assedio quasi continuo'.
L'orsa affamata con tre cuccioli è riuscita
a far saltare fuori dalla rete alcune pecore
e le ha sbranate. Ferito pure un cane. Quanto
alla squadra di emergenza '24 ore su 24'
Sandrini ha molte cose da ridire. 'Sono
venuti dopo due giorni e hanno paura, quello
che hanno fatto è dare all'orsa il mangime
a 300 m dalle pecore'. leggi
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(11.08.10) Cuneo. Ora si pensa anche al
pastore e non solo al lupo
Ieri
mattina a Monterosso Grana (CN) si è svolta
la conferenza stampa di presentazione
del progetto della Regione Piemonte 'Sostenibilità
dell'allevamento pastorale in Piemonte'.
L'iniziativa, intrapresa per impulso dell'assessore
Claudio Sacchetto e affidata al Dip. di
scienze zootecniche dell'Università di Torino,
è finalizzata a riequilibrare le tante attenzioni
e le risorse dedicate alla 'conservazione
e gestione' del lupo. E' prevista una serie
di interventi mirati a sostenere la
un'attività di grande (ma ancora scarsamente
riconosciuto) valore ecologico, sociale
e culturale. Un'attività messa ulteriormente
e pericolosamente in crisi dalla diffusione
del predatore. leggi
tutto
(05.08.10) In Primiero (trentino)Dellai
deve subire la contestazione dei contadini
esasperati per i danni provocati dagli orsi
Il
presidente della PAT, che si era recato
in Primiero per problemi di viabilità, ha
dovuto affrontare la collera di una trentina
di contadini infuriati per l'imperversare
delle predazioni da parte degli orsi che
solo negli ultimi giorni sono costate la
vita a una ventina di pecore. Il tutto mentre
il consigliere provinciale centrista Giovanazzi
promuove una petizione per chiedere la cattura
e l'abbattimento degli orsi pericolosi.
Nello
stesso giorno
viene annunciato
dal capo del servizio forestale Masé che
si procederà a uno studio per 'rivedere'
tutta la questione... leggi
tutto
(02.08.10) Solo in un paese incivile,
dove il pastore è cittadino di serie B, possono accadere
queste cose. La storia kafkiana dell'az. Capuzzola
La
vicenda dell'azienda di ovini da latte Capuzzola,
nell'appennino modenese, è una storia di politici
e di burocrati che hanno fatto di tutto per espropriare
di fatto un allevatore della sua azienda, favorendo
la diffusione del lupo, negandone a lungo la presenza,
elargendo risarcimenti inadeguati, minacciando
sanzioni se il pastore non fosse stato capace di
arrestare la predazione. Una storia vergognosa che deve essere da
monito. Per i pastori che devono essere consapevoli
che ci sono precise scelte politiche tese ad eliminarli,
ma anche per i lupologi e i lupofili perché
devono sapere che dopo la vicenda dell' az. Capuzzola
la resistenza contro la loro arroganza si farà più forte
e organizzata. E si chiederà di operare come nei
paesi civili (Svizzera e Svezia). A
difesa della pastorizia ma anche di chi vive nelle aree
montane in località isolate dove cresce la paura per
la presenza di grandi carnivori potenzialmente pericolosi
anche per l'uomo. leggi tutto
(05.07.10) Baselga
del Bondone (Tn) Pecore
e capre sbranate, frutteti distrutti, una
nonna terrorizzata. Fino a che punto la
Provincia di Trento consente agli orsi di
fare le loro scorribande nei pressi dei
paesi? Perché le 'regole di ingaggio' degli
orsi sono scritte da coloro che sostengono
il ripopolamento ursino e ne traggono
vantaggi? Le storie della pecora Meringa,
guida dei bambini, e della nonna che ha
avuto un incontro molto ravvicinato e da
incubo con l'orsa Cindy leggi tutto
(30.06.10) I
pastori perdono la pazienza: basta con gli
ambientalisti che vogliono insegnarci il
nostro mestiere (Valle Camonica, BS)
In
Valle Camonica Legambiente porta
avanti il solito progetto fotocopia
(finanziato dalla Cariplo e dal Comune
di Paspardo) per 'convincere' la gente
che gli orsi sono una manna economica
e che la 'convivenza' tra pastori e orsi
e lupi è un giochetto (bastano gli attrezzi
giusti). Soldi pubblici e parapubblici spesi
copiando sempre gli stessi progetti. Mentre
tutte le richieste dei pastori hanno trovato
sempre il muro di gomma delle istituzioni
gli ambientalisti sono foraggiati per prendere
in giro i pastori.
leggi il
comunicato dell'Associazione Pastori Lombardi
(20.06.10) Il comune di Monterosso Grana (CN) prende posizione
sul lupo
Con una delibera e una lettera, inviata alla Regione e agli altri enti,
il Comune di Monterosso Grana nell'omonima
valle chiede la limitazione dei lupi e concreti
aiuti ai pastori e a chi vive in montagna
di montagna. E' 'naturale' che i comuni,
ente più vicino alla comunità, reagiscano
alla ulteriore e subdola minaccia alla vivibilità
delle valli (nella delibera si parla anche
di 'insidia' per chi vive in montagna non
solo di danni ai pastori). Da Monterosso
viene un segnale alle realtà disperse della
montagna che subiscono le 'politiche della
natura' imposte dalla tecnocrazia 'verde'.
Per la creazione di un fronte delle valli
a difesa delle attività tradizionali, della
vivibilità della montagna. E perché nella gestione
del 'problema lupo' non abbiano voce solo
i nuovi signori feudali del 'Centro lupo' di
Entraque (Parco Alpi Marittime) che dopo
aver ricevuto finanziamentio miliorari sul
lupo adesso decidono anche in tutto il Piemonte
chi deve ricevere i contributi della Regione
per il 'pascolo gestito'. leggi tutto
(18.06.10) Roma finanzia la demagogia pro
orso
Costosa campagna di comunicazione per 'promozionare' al tempo stesso
l'orso e le 'aree protette' con l'uso
demagogico del plantigrado quale 'testimonial'.
Hanno ragione da vendere i pastori che dicono:
'E' un business alle nostre spalle' leggi tutto
(07.06.10)
Alta Val Brembana (BG): altro che cucciolone!
La
foto non rende la mole impressionante di
questo Pastore del Caucaso di meno
di un anno. E' un cagnaccio già più grosso
di un maremmano e da adulto può arrivare
a pesare 70 kg. E' in forza a un pastore
transumante bergamasco che, impressionato
dagli allarmi lanciati dal Parco delle Orobie
bergamasche sulla presenza di lupi
e orsi, ha pensato di tutelarsi. Ma il cucciolone
mordace ha creato già non pochi problemi.
'Fare il suo mestiere' comporta seri pericoli
per le persone. Infatti è stato creato dall'Armata
Rossa sovietica per essere un cane militare,
una macchina che non lascia scampo al nemico (umano).
leggi tutto
(28.05.10)
Dalle Marittime alle Orobie il ritorno dei predatori
mette a rischio i migliori formaggi ovicaprini
d'alpeggio
I
pastori delle Alpi Marittime denunciano
l'intensificazione degli attacchi del lupo.
Abbiamo parlato con Marilena Giorgis della
Val Pesio (CN), pastora e casara aziendale
e d'alpeggio. Lo scorso hanno ha avuto
venti pecore da latte di razza Frabosana
sbranate e dieci disperse. Quest'anno proverà
con le recinzioni, ma i cani da guardiania
non li vuole e al figlio consiglia di rinunciare
al pastoralismo. Intanto nelle Orobie il
Parco 'allerta' i comuni invitandoli a raccomandare
ai pastori di abbandonare il pascolo 'libero'
e di dotarsi di cani e recinti. Siamo al
'coprifuoco'. E' a rischio lo stesso Bitto
storico fatto anche con latte di capra Orobica
mantenuta con un sistema particolare di
pascolo. Che non c'entra nulla con il pascolo
'brado' e che richiede pastori 'veri' ed
esperti. Alla lobby pro predatori i pastori
e allevatori devono imparare a rispondere
uniti al di là delle differenze e dei confini
regionali e nazionali. leggi
tutto
(23.05.10)
Asiago (VI) Esplode l'astio mai sopito contro i contadini e i montanari.
I fan dell'orso lanciano il boicottaggio
del formaggio Asiago
L'orso
M5 sta agendo da detonatore di un conflitto negato
ma sempre vivo e che torna acuto nella realtà
postmoderna: quello tra città e campagna.
I fan dell'orso, gli orsologi, la lobby
vuvueffina nelle redazioni giornalistiche
sono l'avanguardia di un potere urbano politico,
economico e ideologico che teme la resistenza
al nuovo colonialismo. E si mobilitano.
Per loro la cattura di M5 è uno smacco simbolico
enorme. I sudditi della montagna che osano
ribellarsi? Giammai! Si parla di 'ricatti'
dei contadini e dei cacciatori. Si lancia il
boicotatggio del formaggio Asiago. Si addita
la montagna 'assistita' che vive artificialmente
di sussidi. Molto bene. E se la montagna
decidesse di non lasciarsi più rubare l'acqua
e l'energia idroelettrica? Se decidesse
di tassare i transiti che le regalano inquinamento
e traffico? E' grottesco che l'accusa alla
montagna di essere 'parassita' viene da
quella lobby che della pseudo wilderness
hanno fatto una rendita di posizione. leggi
tutto
(22.05.10)
ORSO M5 GO HOME. Il serial killer degli asini respinto
in Slovenia e il WWF spara c......e
Regione
Veneto e enti locali fanno muro. Torni a
casa sua l'orso 'problematico'. Il
WWF, che aveva esaltato Galan con le sue
uscite super-animaliste e che pregustava
la vittoria, si sente spiazzato e scrive
un comunicato delirante dove il comportamento
dell'orso M5 viene giudicato 'normale'.
E' la stessa gente che - in perfetta malafede
- va in giro a convincere le popolazioni
che gli orsi sono vegetariani, timidi, schivi
(nascondendo le statistiche sull'uccisione
di esseri umani da parte di orsi bruni).
Poi dicono che per Yoghi sventrare
14 asini è 'normale'. Invece non è 'normale'
che una bestia pericolosa abbia potuto scorazzare
impunita con licenza di uccidere per 2 anni.
Solo in un paese incivile possono succedere
simili cose. In Svizzera, Austria, Germania,
Francia gli avrebbero già sparato (piombo,
non gomma). Lì si rispetta il lavoro e la
vita di chi vive in montagna. Qui il rurale,
il montanaro è ancora il servo della gleba
di lor signori. La cui vita vale meno delle
'nobili fiere' 8come nel medioevo). Riportiamo
integralmente il comunicato del WWF.
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(16.05.10)
Galan tessera n° 1 del Partito dell'orso
Galan
fa impazzire di gioia il WWF e gli animalisti
schierandosi apertamente sul fronte dei
fan dell'orso. Coloro che comodi nei loro
appartamenti di città tifano per un serial
killer che ha giù ucciso 14 asini. Abbiamo
capito subito che Galan non sarà mai paladino
degli agricoli, dei rurali, dei montanari.
Il marketing del consumismo politico suggerisce
all'uomo di Publitalia di blandire gli ambientalisti
in pantofole, da documentario TV. Ma allora
perché è andato all'Agricoltura?
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(30.04.10)(Trentino/Veneto)
Torna la fiera dell'orso. Villaggi
di montagna sotto assedio nel vicentino
per la gioia degli animalisti e ambientalisti
di città. Incolumità umana a rischio con
le regole sbilanciate a tutela dell'orso
adottate in Italia (scritte di fatto dal WWF)
Nonostante
l'orso M5 sia pericoloso il malinteso
buonismo, l'orientamento orsofilo-orsomane
dei 'tecnici' e la compiacenza dei
politici (anche di centro-destra) agli animalisti di città impedisce
di sparare a lupi e orsi anche quando è necessario
(e come avviene nei paesi normali).
E così M5 dopo essere stato munito lo
scorso autunno di gps e radio collare da
bravo orso bionico (la natura 'selvaggia')
visto che è in fregola (bisogna
capirlo ... ) sta facendo impunito
le sue bravi stragi di animali domestici
sbranati a domicilio nelle loro stalle nel
Vicentino. M5 è un orso
dal comportamento anomalo, imprevedibile
e pericoloso. Gira nel villaggi, torna a
finire i pasti (di animali uccisi) i giorni
successivi nonostante le dissuasioni (petardi,
sirene, pallottole di gomma). Nei protocolli
orso dei paesi civili sarebbe già
stata classificato pericoloso e abbattuto.
Da noi c'è il Pacobace (protocollo
interregionale di gestione dell'orso scritto
dagli esperti orsofili e WWF) che tutela
molto l'orso, pochissimo gli animali domestici
e poco anche l'incolumità delle persone.
Dalla
Romania alla Scandinavia gli orsi uccidono,
non solo pecore, galline e asini anche esseri
umani. Ma qui dicono che 'non fa male a
nessuno'. leggi
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(14.04.10) Sulle
Orobie gli esperti ora parlano di 5-6
e lupi
Il
primo avvistamento del lupo nelle Orobie
è del 2001 con una foto del 2003. Ora in
base alle tracce e ai materiali organici
ritrovati si parla di 'almeno sei lupi'.
Per ora non hanno provocato danni alla pastorizia
ma veniamo da inverni rigidi con tanta carne
congelata sotto la neve a disposizione.
Bisogna pertanto prevenire i problemi.
Nei Grigioni, dove ci sono 3-4 esemplari,
c'è un centro per la protezione del
bestiame minuto e specialisti a disposizione
dei pastori. Senza contare che in Svizzera
vige la 'par condicio' e dopo 30 pecore
è il lupo ad essere fatto fuori ...
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(23.02.10) Il lupo e la pecora entrano nella campagna elettorale
Candidati che chiedono il voto pro o contro il lupo. Succede in Piemonte, dove la presenza del lupo - con le discussioni sulla problematica convivenza con le attività pastorali - hanno da tempo assunto valenza politica. Perché scandalizzarsi? Il lupo (e la pecora) rappresentano problemi reali nelle valli e coinvolgono sul piano simbolico ed emotivo tutta la società. Bene che ne parlino anche i politici e non solo gli esperti (di parte). Intanto segnaliamo gli interventi di Mariano Allocco e Marzia Verona sul 'Piano lupo'. leggi tutto
(19.02.10) Regione
Piemonte: un 'piano lupo' elettorale
La problematica convivenza della pastorizia
con i branchi di lupi ormai stabili
in parecchie valli porta la Regione
Piemonte ad approvare, in piena campagna
elettorale per il rinnovo del consiglio
regionale, un Piano di difesa
dal lupo dal sapore elettorale. Esso prevede 'piani di difesa
aziendali', 'sperimentazione di nuove tecnologie',
un 'centro regionale per la selezione
e l'allevamento dei
cani da guardiania', 'assistenza veterinaria
all'addestramento e gestione dei cani' ecc.
ecc. Tra
gli obiettivi il 'sostegno' alla custodia
continuativa dei greggi e alla assunzione
di aiuti-pastore. Con quali soldi? Il tutto
infatti prevede, infatti, un finanziamento
di 74.000 €! Una misura, tra le tante
previste, mette in allarme i pastori: 'traslocazioni di greggi, in modo
temporaneo o permanente'.
Se abbandonare via via gli alpeggi pericolosi
è il modo per prevenire gli attacchi
(sulle basi delle indicazioni del
'piano di difesa') allora abbiamo proprio
ragione noi a sostenere che il lupo è uno
dei grimaldelli per cacciare i pastori
(e in generale l'uomo) dalle Terre Alte.
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(22.01.10) Imola. Ennesimo
lupo avvelenato
E'
di oggi la notizia dell'ennesimo avvelenamento
di lupo. I paesi civili controllano il lupo
legalmente; la civilissima (o ipocrita)
Italia, per far contento il WWF, non ammette
eccezioni al 'non toccate il lupo'. Risultato
20% della popolazione vittima del bracconaggio.
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tutto
(21.01.10) Chiarezza
sul lupo. L'intoccabilità è solo italiana
e l'hanno decisa gli 'esperti' e gli ambientalisti
Il Ministero
dell'ambiente risponde picche alle
richieste di abbattimenti selettivi inoltrate
dalla Regione Piemonte. Lo fa su parere
dell'ISPRA che, a sua volta, si rifà ad un
Piano nazionale d'azione per la conservazione
del lupo (2002) scritto da un gruppo composto
da esperti (di regola filoambientalisti)
e dalle stesse organizzazione ambientaliste.
Ma la cosa più assurda è che per motivare
un parere contrario agli abbattimenti il
'Piano d'azione' si appella alla 'mancanza
di informazioni sulla consistenza della
popolazione' ma, soprattutto alle
'obiezioni di parte dell'opinione pubblica'.
Ora la politica faccia la sua parte e la
pianti con la delega agli ambientalisti.
leggi
tutto
(21.01.10) Parco
Orobie sull'orso
Diamo
ampio spazio alle precisazioni e rettifiche
richieste da Chiara Crotti in tema di presenza
dell'orso, sue abitudini alimentari, avvistamenti
ecc. Approfondire la vicenda al di là di
quanto riferito dalla stampa è interesse
di tutti e se siamo incorsi in giudizi superficiali
e ingenerosi sulla base dei titoli e degli
articoli dei giornali ce ne scusiamo. Speriamo,
però, che ci sia maggiore apertura
al confronto con chi 'dissente' dal politically
correct orsofilo tenendo conto della legittima
opposizione dei pastori e degli allevatori.
La necessità e la sostenibilità della presenza
dell'orso può essere messa in discussione
come tutte le scelte in materia di gestione
del territorio. O è un dogma? leggi
tutto
(19.01.10) Orso JJ5. Orsologi, orsofili e orsomani
le sparano grosse.
Lui,
il famoso orso JJ5,
era partito a primavera e da luglio era
in Trentino ma gli orsologi
e il presidente del Parco delle Orobie bergamasche
gongolavano: 'Questa
estate ha cambiato
dieta, si comporta bene, non ha attaccato più
gli alpeggi'. Erano tento felici che il
'loro' orso fosse diventato buono che il
Parco
a novembre ha indetto un concorso per i
bimbi per dare un nuovo nome alla star delle
Orobie bergamasche. Intanto
il contribente paga per i brillanti
studi e monitoraggi (!?),
le assicurazioni anti-orso, le squadre di pronto
intervento. Ora sperano in un nuovo 'ospite'
per non perdere la faccia e giustificare
le spese. leggi
tuttot
(16.01.10) Cuneo.
Taricco (ass. regionale) frena sugli abbattimenti
selettivi del lupo
Si
avvicina un difficile confronto elettorale
e la presumibile paura di perdere voti
urbani animalisti spinge l'ass. Taricco
ad essere prudente. E torna sulla 'prevenzione',
sulle mani legate per via della 'protezione
assoluta per il lupo imposta dalle norme
internazionali'. Eppure 'da agricoltore'
poche settimane fa aveva detto di essere
personalmente favorevole alla caccia al
lupo. L'unica cosa che deve spiegare agli
amministratori, ai pastori e agli allevatori
è perché in altri paesi si può sparare al
lupo, non solo 'in teoria' ma anche in pratica
(oltre 200 capi in Svezia nei prossimi anni).
Se le 'strategie nazionali' possono essere
'flessibili' (lo sono!) vada a Roma
e negozi con il Ministero dell'ambiente.
Invece sembra che voglia arrendersi prima
di combattere - ovvero sostenere la richiesta
di abbattimento presentata al Ministero -
e sorge il sospetto che si preferisca lasciare
la rogna agli amministratori locali (di
centro-destra). leggi tutto
(12.01.10)
Cansiglio (Tv). ?Assumere' 0rsi magna cervi?
Una boutade che non
piace agli agricoli
Sul
Cansiglio come in tante parti delle Alpi
le aziende agricole che 'resistono in quota',
specie quelle che praticano forme estensive
ed ecologiche di coltivazione ed allevamento,
subiscono danni ingenti per l'eccessiva
presenza dei cervi. Di fronte alle lamentele
delle aziende agricole del Cansiglio Zaia
appoggia un piano di abbattimenti ma il
presidente della provincia di Treviso ha
una idea geniale 'introduciamo gli orsi
mangia-cervi' leggi tutto
(20.12.09) Lupo?
Si può convivere? Un convegno ieri
a Brossasco (Cn)
Le
conclusioni non sono nuove (in alcune zone
la convivenza è impossibile). Quantomeno
i politici si sono espressi in favore degli
abbattimenti mirati. Adesso, però, devono
darsi da fare con il Ministero dell'Ambiente per
ottenere dalla burocrazia ciò che altri
paesi UE hanno messo in atto a tutela dei
pastori. (link
a Pascolo Vagante di Marzia Verona)
(18.09.09) Cuneo.
Tra la nebbia e il lupo
Riceviamo dall'associazione
Coumbouscuro
- che l'ha inviata per conoscenza anche
alle istituzioni - la testimionianza,
asciutta e senza retorica, di un pastore
che pensa di abbandonare la propria attività
a causa dell'impossibile 'convivenza' con
il lupo. Una convivenza imposta dai signori
del WWF e dall'atteggiamento pavido e conformista
della politica che non osa adottare quelle
misure di controllo dei lupi a tutela della
pastorizia che sono praticate in altri paesi.
E' venuto il momento che tutte le associazioni
e le personalità che hanno a cuore
la montagna dell'uomo assumano un'iniziativa
su questo tema. Ruralpini se ne fa promotore.
leggi
tutto
Torino
(07.04.09)
Torna
il premio per il pascolo gestito. soddisfazione ma anche qualche
perplessita' per i punteggi e per il "fattore lupo" (di
Marzia Verona) vai
a vedere
Milano
(03.04.09)
Le
spese per l'orso lievitano a centinaia di migliaia di euro vai
a vedere
Bergamo. (09.04.09)
La Coldiretti e l'Associazione allevatori provinciale:
catturare e trasferire l'orso problematico
In
un duro comunicato diffuso il giorno 7 la Coldiretti
e l'Apa invitano Parco e istituzioni territoriali a
prendere posizione: basta ipocrisie, non si può tutelare
l'orso e, al tempo stesso, la zootecnia di montagna
e la pastorizia. Di fronte a chi parla di "messa
in sicurezza" degli allevamenti (ma quanto costerebbe
"blindare" ogni stalletta?) e di "studi
statistici" per elaborare "piani preventivi"
gli allevatori traggono la conclusione che i margini
per trattare con il "partito dell'orso" sono
esauruiti. O l'orso o noi dicono i rappresentanti
degli allevatori. Intanto
i sindaci della val Brembana dicono di sperare
che l'orso se ne vada da solo o considerano la sua
presenza una "testimonianza del
valore naturalistico del territorio". Altro che
quelli dei Pirenei che, nel 2006, si
sono messi alla testa del movimento anti-orsi che ha
costretto Parigi ad abbandonare
il programma di reintroduzione del plantigrado vai
a vedere
Bergamo
(29.03.09) I
pastori offesi dall'esperto "orso-lupologo"
del Parco Orobie: ci appelliamo alla Regione Lombardia
Il
Parco delle Orobie riconosce la criticità della presenza
dell'orso JJ5 per le attività pastorali, ma trasmette
una relazione tecnica sullo "stato dell'arte"
che offende la professionalità dei pastori transumanti
lombardi. Impossibile trattare con intrerlocutori che
non conoscono la nostra realtà
dicono i pastori. Intanto per un solo orso "balordo" si
annunciano spese ingenti: 150.000 € per "risarcimenti
e comunicazione" da parte del Parco + 15.000€ per
un censimento degli allevamenti a rischio + le spese
che la Provincia di BG sosterrà per approntare 3 squadre: "pronto intervento",
"dissuasione" e"prevenzione". Un
insulto alla crisi per rincorrere le
ideologie della wilderness
a tutti i costi. vai
a vedere
Organismi sovranazionali,
lobby, Ong e 'scienziati' decidono
le politiche della natura (sopra la
testa delle popolazioni rurali), è la verdocrazia
(10.06.09)
Eco
pouvoire è stato definito da alcuni
studiosi francesi (a proposito delle politiche
di reintroduzione di orsi, lupi e linci).
Noi la chiamiamo verdocrazia e dimostriamo
quanto sia reale illustrando la genesi del "Pacobace"
(il protocollo che 'regola' la presenza
dell'orso sulle Alpi centrali). In
un campo tutt'altro che marginale, che influenza
non poco l'uso e la vivibilità del
territorio, la politica (quella espressa
da rappresentanti eletti democraticamente) è
stata espropriata dagli 'esperti', dal WWF,
dai burocrati 'verdi' e si limita a 'ratificare'
a posteriori quello che questi hanno deciso.
Ovviamente senza consultare pastori e contadini.
vai
a vedere
(26.01.09) L'orso "padrone" delle montagne scaccia i pastori
in alta val Seriana
Il
3 febbraio ci sarà a Bergamo un "tavolo"
per discutere di "convivenza" con l'orso JJ5.
Ma per l'Associazione pastori lombardi le condizioni
sono irricevibili e stanno pensando a cercare altri
pascoli in Francia considerato che a Bergamo, in Lombardia,
in Italia non c'è tutela per la pastorizia vai
a vedere
(12.01.09)
Anche in Val d'Aosta il lupo diventa un incubo per i pastori
Sono stati indennizzati dal
Parco del Gran Paradiso gli allevatori che avevano subito
danni questa estate in Valsavaranche (86 pecore e 16
capre perse e l'abbandono di un alpeggio a metà stagione).
Nel Parco del Gran Paradiso si è ormai insediato un
branco di 6 esemplari Il concetto è quello della "monetizzazione"
del danno. Ma quando si deve abbandonare gli alpeggi
perché infestati dai lupi c'è da chiedersi se sono
sufficienti le misure di "protezione passiva"
(reti elettriche, mastini maremmani, sorveglianza).
vai
a vedere
Canton
Ticino (16.08.08) No
al lupo 5.000
firme contro la sempre la presenza del lupo incompatibile
con la realtà pastorale delle aspre valli del cantone
vai
a vedere
Gli
orsi "vegetariani" uccidono (08.08.08)
5
morti solo in Russia nel 2008. In Romania vittima a
fine luglio vai
a vedere
Trentino/Lombardia
(10 e
19.8.08) Pastori sempre più colpiti Cresce
l'esasperazione contro gli attacchi dell'orso vai
a vedere
L'insalata di costine e biancostato con la
giardiniera dell'orto dellaTrattoria Visconti
La 'finanziera' con i carciofi e il
tartufo su letto di polenta
Una cena operativa
I commensali oltre a impegnarsi nella
valutazione della materia prima e delle modalità di utilizzo hanno affrontato
molto concretamente il tema della potenzialità e continuità produttiva del
sistema di allevamento e di macellazione. I pastori hanno evidenziato come il
loro parco fattrici sia ragguardevole e che una spostamento anche modesto dalla
linea di produzione dell'agnellone pesante al castrato metterebbe a
disposizione della ristorazione lombarda migliaia di castrati. Alla fine
della cena i pastori e i due ristoratori protagonisti dell'evento hanno
concordato la fornitura di castrati per un ulteriore evento in piazza a
Bergamo e per i loro locali (che li inseriranno nel menù).
La specificità del castrato bergamasco: una
qualità che va apprezzata
Il castrato bergamasco è un prodotto unico
ma va chiarito che anche l'agnellone bergamasco è anch'esso un ovino
'max' raggiungendo e superando i 50 kg di peso vivo. Solo che non è un prodotto
storico. Si tratta di un prodotto in larga misura 'nuovo' destinato al
mercato dei consumatori di religione islamica che prediligono - specie per il
consumo rituale - soggetti di buono sviluppo ma integri (quindi non
sottoposti ad amputazioni di nessun tipo). Il castrato raggiunge i 75 kg ma a
un anno e oltre (un tempo veniva macellato a 18 mesi). Il vero castrato è un
animale in cui è già avvenuta l’eruzione dei primi denti da adulto (la ‘rotta’)
che nella razza Bergamasca avviene a 15 mesi di età.
L'accrescimento
del castrato è più lento e quindi il costo del kg di carne più elevato. Nel
sistema di produzione transumante i costi sono legati alla custodia e
conduzione del gregge, ai trasporti, alle cure sanitarie. Mantenere per
ulteriori sei mesi nel gregge un capo aumenta quindi notevolmente i costi anche
perché il castrato necessita di più pascolo di un agnellone. Dal
punto di vista qualitativo la carne di castrato, come tutte le carni a giusto
grado di maturazione, è superiore dal punto di vista delle tessitura e del
sapore. Richiede ovviamente una conveniente frollatura specie se deve
essere cucinata in umido. La paventata durezza e 'selvaticità' appaiono come
assurdi pregiudizi. Va detto che il castrato bergamasco ha sempre mantenuto una
cerchia di estimatori e il suo apprezzamento è rimasto radicato nella
gastronomia regionale della Romagna. Un tempo era molto apprezzato anche in
Francia, terra di numerose razze ovine e di una valorizzazione delle loro carni
che noi ci sogniamo. In un testo di zootecnia francese della fine dell'800
avevo letto che il castrato bergamasco era molto apprezzato e che che le cotolettes de mouton bergamasque si trovavano anche nei migliori
ristoranti di Parigi (Maxim's)Le vicende daziarie e sanitarie a cavallo del
secolo avevano interrotto questa corrente di importazione. Però
Anna Carissoni nel suo libro 'Pastori' (Pastori. Studi,
documenti, testimonianze sulla pastorizia bergamasca. Edizioni
Villadiseriane, Villa di Serio, Bg, 1985, p. 115) riferisce di aver
trovato ancora in un ristorante parigino quel piatto. Tornando all'oggi in
Romagna esiste un marchio di qualità regionale dell'Agnellone e Castrato
Romagnolo e va detto che il castrato che
ivi consuma è tradizionalmente di razza Bergamasca (il mercato 'storico'
di sbocco del castrato bergamasco è Lugo di Romagna). Una tradizione che nasce
dalla cessione di agnelli (come corrispettivo per la pastura) da parte
dei pastori bergamaschi che frequentavano le pianure emiliane; agnelli che
venivano castrati e ingrassati in loco. Non a caso l'Artusi, fiorentino di
adozione ma originario di Forlimpopoli in Romagna inserì tre ricette di
castrato nel suo famoso testo di cucina. In realtà anche in Lombardia la
tradizione del castrato non sì è mai estinta. Un consumo marginale
di castrato si è mantenuto specie in alcune zone più interessate alla presenza
della pastorizia transumante e alcuni tra i ristoratori più attenti alla
'filologia gastronomica' non l'hanno mai dimenticato (ci ritorneremo...)
Territorialità, storia, sostenibilità
In tempi di km 0 e di valorizzazione delle
valenze ecologiche e storiche degli alimenti in castrato tradizionale
bergamasco dovrebbe avere le carte in regola per un rilancio anche in Lombardia
dove il consumo era un tempo diffuso largamente diffuso sia in montagna che
nelle aree rurali di pianura. La produzione del castrato ha rappresentato sin
dalle origini della razza sino in tempi recenti (qualche decennio fa) quella
prevalente della pastorizia bergamasco-camuna, in coerenza con il suo carattere
di razza 'gigante' (conosciuta infatti come Gigante Bergamasca e, a volte,
semplicemente come Gigante/Giant) e con il sistema di allevamento transumante
che, limitando i costi di alimentazione, rende la produzione di soggetti
tardivi relativamente più conveniente. Produzione storica perché la razza
Bergamasca e il sistema transumante hanno nove secoli di storia, una storia
legata alla lana e all'industria laniera che per secoli ha rappresentato un
settore trainante dell'economia bergamasca (con carni e, un tempo, i formaggi,
a fare da complemento). Quanto ai valori ecologici non vi è un sistema di
allevamento così legato al pascolo. Al pascolo delle prateria alpine come dei
prati di collina e di pianura, delle stoppie dopo le raccolte, dei terreni
lungo i fiumi. Per produrre il castrato non si utilizzano concimi chimici,
diserbanti, acqua di irrigazione. Gli unici carburanti sono quelli dei
fuoristrada dei pastori e degli autocarri che una o due volte l'anno spostano
le greggi dalla pianura alla montagna e viceversa (ma a volte la discesa si fa
ancora a piedi). Se tutti questi valori si traducono in un buon inserimento del
castrato nella ristorazione 'consapevole' (dei valori territoriali); se il
castrato sostituisce la non a fare da complemento).Se tutti questi valori
si traducono in un buon inserimento del castrato nella ristorazione
'consapevole' (dei valori territoriali). Se il castrato sostituisce la non
trascurabile quantità di carni ovine di agnellone extracomunitario utilizzate
dalla ristorazione lombarda si saranno ottenuti due risultati: i pastori
potranno contare su una diversificazione produttiva che - in tempi di rapidi
cambiamenti storici - è una necessaria 'assicurazione' contro le incognite di
una 'monoproduzione'. La ristorazione potrà contare su una materia prima
locale, tradizionale, di alta qualità che si distingue dalla produzione
'globale' di carne ovina . Una carta da giocare anche per rafforzare l'immagine
della Lombardia che è sì terra di produzioni industriali di suini e vitelloni
ma conserva anche comparti di produzioni estensive e 'antiche', legate alla
grande realtà della montagna.
Prossime iniziative
Per ora non voglio anticipare troppo ma sono
in cantiere diverse iniziative anche con serate aperte al pubblico e
degustazioni in piazza. La partenza di questo progetto nato - ci tengo a
ribadirlo - dal basso, grazie a pastori e ristoratori, è stata bruciante.
Saranno seguite da presso da Ruralpini che. ed è un grande onore, almeno per
ora funge anche da 'voce' dell'Associazione Pastori Lombardi.
Carni di castrato e di pecora nella storia
La
"castradina" e la festa della Madonna della Salute, a Venezia, il 21
Novembre di ogni
anno
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