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(26.10.11) Sondrio(So). Formaggi in piazza: un evento in crescita
Il Comune di Sondrio organizza la sesta edizione di "Formaggi in piazza". Un evento che mantenendosi lontano da sprechi e strutture pesanti valorizza le piazze del centro storico e la struttura del Centro Le Volte (ex-enologica Valtellinese). Oltre all'aumento degli espositori si registra l'allargamento dell'area di loro provenienza che comprende le vicine valli svizzere, la val Brembana, gli alpeggi della Valcamonica, del comasco, di Varese, Biella, Torino e Cuneo. Protagonista sarà il Bitto storico che per la prima volta riceve un meritato riconoscimento da una istituzione locale. Significativa la realizzazione della Piazza della resistenza casearia e la trattazione di questa tematica nel corso delle conferenze con la presenza dei massimi esponenti di Slow Food. leggi tutto
(14.09.11) Prodotti meno noti per celebrare Cheese: Zincarlin de Varés
Gli Zincarlin sono una costellazione di prodotti. A loro volta fanno parte di una categoria di latticini che va dalla Provenza al Tirolo passando per le alpi piemontesi, lombarde, ticinesi, la svizzera interna, il Friuli. Analogie e differenze e ipotesi intorno alla loro origine rappresentano un campo di studio affascinante
della 'filologia' e 'paleontografia' casearie supportanto dalle intriganti indicazioni della lingistica storia e preistorica. C'è bisogno di scomodare tutto questo per degli umili latticini contadini? Leggete e poi vi darete da soli la risposta. leggi tutto
(09.09.11) Il Nostrano Valtrompia: un gioiello che merita di più
Lo scorso anno il Nostrano di Valtrompia ha ottenuto la Dop . Senza troppi clamori - come nell'indole concreta della gente della valle - è arrivato a questo riconoscimento primo tra i formaggi bresciani, prima del celebrato Bagoss e del Silter camuno-sebino
che rincorre la Dop da vent'anni. Il Nostrano VT è un un formaggio che trae la sua forza dal provenire da un'area limitata, dalla omeogeneità dei produttori, dall'importanza della produzione di malga e dalla grande passione e competenza di uno stagionatore che ne è il 'papà' (Silvio Zanini, nella foto M. Corti). La cronaca della visita al Tempio del Nostrano con alcune riflessioni leggi tutto
(31.08.11) Il formaggio "di grana" che garantisce rispetto dell'ambiente e del benessere animale
Viene dalla Moravia, nella Repubblica Ceca il formaggio che rappresenta una imbarazzante 'pietra di paragone' per la più grande e potente delle Dop italiane. Ma anche una salutare sfida a recuperare ecosostenibilità per i sistemi zoocaseari lombardi (e non solo) basati sulla monocoltura maidicola e un largo uso di pesticidi. Non è un 'parmesan' qualsiasi, una volgare imitazione. L'esperienza il know how sono padani, l'imprenditorialità anche. Il Gran Moravia è stagionato, confezionato, commercializzato in Padania. Ma i foraggi, il latte sono ottenuti in un territorio dove suolo e acqua sono di certo più puliti. Il Gran Moravia si rivolge a un consumatore consapevole dei valori ecologici e attento al benessere animale, che non si lascia incantare dal nazionalismo alimentare. Dopo una campagna mediatica senza precedenti Gran Moravia sarà protagonista anche a Cheese, la grande manifestazione casearia di Slow Food. leggi tutto
(26.08.11) Alta valle Spluga. Quando l'alpeggio si industrializza
In alta valle Spluga l'alpeggio è diventato una succursale della Latteria industriale di Delebio. Non ci sarebbe niente di particolarmente perverso. Però si vuole fare Bitto. Ma come lo fanno? Un solo alpeggio produce più "Bitto" che tutti gli alpeggi storici ribelli messi insieme. Ma è un vanto? vai a vedere
(08.06.11) Bitto: formaggio orobico
La sottolineatura dell'origine e identità orobica del Bitto non sono una provocazione. Il Bitto storico rilancia i legami con la Val Brembana e con la bergamasca non solo e non tanto in polemica con una Valtellina che
ha voluto inventare un 'nuovo Bitto', ma per fedeltà alla sua storia. In vista della prossima edizione di Cheese (Bra, 16-19 settembre), che celebrerà l'unione dei formaggi 'principi delle Orobie', pubblichiamo alcuni materiali che testimoniano la realtà secolare di un Bitto che ha per molto tempo gravitato sul versante bergamasco prima dell'affermazione del ruolo di Morbegno come 'capitale del Bitto'. Un ruolo che, tra una Dop che ha snaturato il Bitto, e un Mostra del Bitto fallimentare, non ha saputo
conservare. leggi tutto
(30.05.11) Parte l'azionariato popolare a sostegno del Bitto storico
L'aumento di capitale verrà formalizzato a settembre ma già sin d'ora è possibile versare un anticipo per opzionare azioni della Società valli del Bitto, il braccio commerciale del Consorzio del Bitto storico. É possibile sottoscrivere
anche una sola zione del valore di 150 €. Vi spiego perché farlo. Perché vale la pena fare un investimento etico in una causa cristallina in un prodotto che rappresenta un'economia morale, ecologica storico-identitaria. leggi tutto
(08.05.11) Il Bitto storico guarda avanti
L'assemblea della Valli del Bitto spa, braccio commerciale dei 'ribelli del Bitto' è stata contrassegnata dall'approvazione all'unanimità di un bilancio che segna il raggiungimento del pareggio, l'aumento del fatturato e che consente di pensare a nuovi 'sogni' per l'immediato futuro. leggi tutto
(25.04.11) Gerola (So). I ribelli del Bitto non intendono 'regalare' la denominazione
Dopo che il 'Centro del Bitto' (stagionatura) ha iniziato a farsi sottoporre ai controlli della Dop anche i produttori 'ribelli' gradualmente rientreranno nel regime di controlli Csqa. É la decisione dell'assemblea del Consorzio salvaguardia Bitto storico del 21 aprile. Ciò non ha
nulla a che fare con il rientro nel Consorzio tutela Casera e Bitto ispirato da visioni quantitative e produttivistiche funzionali alle latterie industriali. Da produttori 'in regola' (pur continuando a ritenere la 'regola' iniqua) e non più fuorilegge' continueranno a battersi perché il loro prodotto, otenuto con tecniche fedeli alla tradizione, e l'area di produzione storica ottengano di essere distinti dal resto del Bitto Dop. leggi tutto
(17.04.11) Milano: le mamme non vogliono il Grana Padano Dop
Milano Ristorazione - secondo i genitori - non avrebbe rispettato un contratto che prevedeva il miglioramento della qualità delle materie. Ci sarà quindi un ricorso al Tar e una class action entro la fine del mese. La vicenda coinvolge il Parmigiano Reggiano (che era
previsto) e il Grana Padano (che le mamme non vogliono per via della presenza del conservante lisozima). Intanto arriva il Rusticone ... leggi tutto
(10.03.11) Varese. Necessario diffondere la cultura del buon formaggio
Cronaca di una bella serata di degustazione dei formaggi a Varese. Un'occasione anche per capire alcuni problemi della produzione artigianale di formaggi che, a volte, deve piegarsi ai gusti del consumatore 'diseducato' dall'offerta industriale e dalla relativa comunicazione. E che difetta di canali per raggiungere i consumatori in grado di riconosce un prezzo etico a questi prodotti realizzati con passione e applicazione di manualità e conoscenze
che rischiano di scomparire. leggi tutto
(17.01.11) Parte la 'resistenza casearia' pro Bitto storico
Sabato 15 ai Mercati della Terra a Milano ha preso il via la campagna a sostegno del Bitto storico promossa da Slow Food. Vi spieghiamo qui (continuate a leggere tutto l'articolo) come da tutta Italia potete contribuire aderendo al Gruppo d'acquisto. Vi verrà recapitato a domicilio un pacco con tre diverse annate di Bitto. Una 'verticale' eccezionale che solo un formaggio come il Bitto storico mette a disposizione di tutti coloro che credono che apprezzare le cose buone può cambiare il
mondo in meglio. leggi tutto
(11.01.11) Corna Imagna (Bg) Nascono la coop dei piccoli allevatori e il Centro per l'agricoltura
Un esempio dalla Valle Imagna: grazie all'attività culturale, all'animazione sociale, rinasce anche l'agricoltura. Il modello agroindustriale e agriproduttivista fa chiudere le stalle (4.000 all'anno e non solo in montagna). In una valle 'marginale' come la bergamasca Valle Imagna, invece, grazie ad un encomiabile lavoro di riscoperta e valorizzazione delle radici culturali, le piccole stalle tornano a vivere. Una piccola grande lezione per i politici ma, soprattutto, per i burocrati e le
agenzie corporative legate a visioni e interessi agroindustriali. 5 piccole aziende (con in totale 30 vacche da latte) il giorno 15 gennaio daranno ufficialmente vita a una coop per produrre strachì biologico (storia, tradizione ed ecologia vanno in comune accordo). Caseificio e centro agricoltura sono realizzati recuperando fabbricati storici del comune grazie al lavoro degli allevatori-muratori.
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(10.01.11) Trento. Assistenzialismo spudorato
La mozzarella blu (ve la ricordate) è una calamità naturale? No di certo. Per quanto il direttore del 'Polo bianco' abbia dato la colpa 'al caldo'. Il problema era legato al controllo e alla manutenzione degli impianti. In una ditta privata chi sbaglia paga. Nel sistema trentino paga Pantalone, ovvero i contribuenti trentini (ma anche i vicini lombardi e veneti che finanziano l' 'autonomia). Così mamma Provincia autonoma regala 500.000 € a parziale compensazione delle perdite subite per la 'calamità' Mozzarella blu.
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(30.12.10) Tradizioni casearie alpino-padane
La valorizzazione delle tradizioni casearie legate al territorio presuppone la ricostruzione e la conoscenza dell'evoluzione storica delle produzioni. Altrimenti si resta impantanati in situazioni in cui la ridda di denominazioni legate a località più o meno ristrette non riflette una reale variabilità mentre produzioni storicamente importanti ed originali restano 'oscurate' dietro denominazioni generiche. Il caso della famiglia lombarda degli 'stracchini' e di quella (lombarda e piemontese) delle 'robiole' (o rebbiole' è fortemenmte emblematico. Prodotti diversi indicati con lo stesso nome, prodotti uguali con nomi diversi. Gran parte delle confusioni derivano dal fatto che le stesse tecnologie sono state applicate a latti originariamente ovicaprini poi misti vaccini e caprini e quindi solo vaccini e, di recente, solo caprini. L'industria poi ha prodotto parecchi danni ... leggi tutto
(23.11.10) Bitto storico: un'accademia del gusto ma anche di politica contadina
Il santuario del Bitto storico a Gerola Alta (SO) esprime in modo esemplare il 'principio contadino' e la 'resistenza' teorizzati da Jan Douwe Van der Ploeg. Il ruralista olandese vede nei contadini del III millennio la forza in grado di contrastare la globalizzazione dell'Impero (agroalimentare). Egli contrappone la visibilità di produttori- persone all'anonimato dei non-luoghi e dei produttori 'invisibili', la grande qualità contro la mediocrità. Rivaluta le 'umili' pratiche apparentemente 'arcaiche' ('retro-innovazioni') che mettono in crisi il sistema 'globale'. Nella storia della resistenza del Bitto storico c'è tutto questo. È un punto di riferimento europeo della 'resistenza contadina' al quale non bisogna far mancate lil sostegno. leggi tutto
(20.11.10) Il Matüsc c'è ancora
Ad
Albaredo (SO) oggi alla sagra del formaggio Matüsc
ci sono svolte le valutazioni della commissione
Onaf-Degustibus. Erano presenti 21
'casari'. Tutti contadini che lo autoproducono sui
loro maggenghi (prati privati con piccole
stalle-fienile). Senza mangimi. Il
più 'grosso' ha dieci vacche. La politica,
la burocrazia, l'industria li vogliono
eliminare a tutti i costi, ma - per
ora - resistono. E forse resisteranno meglio
delle 'stallone' poco sostenibili degli
'imprenditori'. Nonostante che il comune
abbia fatto chiudere la vecchia latteria
(dove i contadini portavano il latte)
per aprirne una nuova e affidarla al più
grande caseificio industriale della Valtellina
(e ci fanno il Matüsc con il latte
di due grosse stalle che usano mangimi).
Biodiversità contadina contro 'filiere'. leggi
tutto
(15.11.10) In
Svizzera deroga per le baite di legno salva
gli alpeggi
Altro
che 'maniaci igienisti'. Gli svizzeri rispettono
le tradizioni e il savoire faire dei
casari più che gli italiani che
si riempiono la bocca di 'tipicità'. Leggere
per credere: il Berner Alpkäse Dop (quindi
secondo le regole UE) si produce in chalet
dove nello stesso locale si lavora il
latte, si cucina e si consumano i pasti
e il formaggio stagiona in locali con le
pareti di legno. leggi
tutto
(09.11.10) I formaggi d'alpeggio
fanno bene alla salute (ma senza mangimi)
Il
3 novembre a Baveno (VB), nel corso di un interessante
convegno presso la Camera di Commercio,
è stata presentata dalla STEA (Società Ticinese
di Economia Alpestre) una ricerca sulle
caratteristiche chimiche e sensoriali del
formaggio d'alpeggio ticinese. Povero di
grassi saturi, ricco di grassi poli-insaturi
e omega-3. Ma se si alimentano le vacche
con integratori questi benefici si riducono
drasticamente (anche se ci si limita a 1-2
kg di cereali) leggi
tutto
(24.10.10) Protesta dei produttori di latte ovino sardi
(non tutti pastori!)
Al Salone del gusto Venerdì 22 si è svolto un incontro dal
titolo impegnativo 'Resistenza casearia'. Sono stato tra i primi, insieme a Stefano Mariotti,
a parlare di 'Resistenza casearia'. Erano
i tempi, correva il 2006, di Cheese Time (oggi
qualeformaggio.it) e del Primo
incontro Ruralpino). Quindi mi pareva giusto partecipare. Ma il dibattito è stato monopolizzato
dalla protesta dei produttori sardi di latte
ovino che ci si ostina ad identificare in
blocco con 'i pastori'. In un clima tra invocazione degli aiuti statali e autoflagellazione, nello
sconforto dei moderatori (gli amici
Piero Sardo e Roberto Rubino) abbiamo sentito
sindacalisti esaltare la qualità del latte
e dirigenti della Regione glorificare la
selezione per aumentarne la quantità. E altre cose poco
simpatiche che vale la pena riferire
perché significative di un modo di intendere
la 'pastorizia' e i problemi del latte che,
da Nord a Sud e alle isole proprio non va,
e allontana le soluzioni. leggi
tutto
(27.09.10)
Val Vigezzo (VB).
I tesori degli
alpeggi: Alpe
Basso
All'Alpe Basso, in Val
Loana, Bruno Zani alpeggia
80 capre e venti mucche e
produce un formaggio
particolare e molto
pregevole mescolando latte
caprino e vaccino (al 50%
ca). La tecnica risente
dell'influsso della
cultura casearia della
vicina Svizzera
interpretata però in modo
originale. Il risultato è
rappresentato de
forme del peso di 15 kg.
La pasta presenza una
marcata occhiatura ma la
tecnica accutata e
paziente di lavorazione è
tale da
consentire una
maturazione piuttosto
lunga senza difetti. Anche
qui, però, i problemi non
mancano; a parte la
siccità di questa stagione
è in forse la possibilità
di utizzare l'alpeggio del
comune, a quota più
elevata, a causa della
mancata esecuzione
dei benedetti 'adeguamenti
igienico-sanitari'.
vai a
vedere
(21.09.10)
Gerola (SO). Il Bitto
storico prepara la
secessione dalla
Valtellina
Ormai è sicuro, la
97a
Mostra del Bitto
(storico) si terrà a
Branzi, in alta
Valle Brembana (tèra de
Berghem). Una
decisione che era già
nell'aria ma che è
ora definitiva, dopo
quanto avvenuto domenica
a Gerola alta in
occasione della Sagra
del
Bitto.
Alla vigilia della Sagra
la stampa locale ha
annunciato con grande
enfasi la notizia di un
'accordo sul Bitto'
promosso dai comuni di
Gerola e di
Albaredo (che fino
a pochi mesi fa si
lanciavano reciprocamente
velenose accuse). I
produttori non erano stati
neppure interpellati e la
loro reazione a queste
manovre è stata netta: si
sono rifiutati di ritirare
i tradizionali premi per i
casari. Sul palco c'erano
politici e anmministatori
e 2 casari 'traditori' di
Albaredo. Una situazione
imbarazzante per
Sertori, il
presidente della
provincia. 'Ci scusiamo
con il presidente Sertori,
non ce l'avevamo
certamente con lui'.
Questa la diichiarazione
che ci ha rilasciato oggi
Paolo Ciapparelli ,
presidente del Consorzio
Bitto storico, che
conferma che sabato a
Branzi darà ufficcialmente
l'annuncio del trasloco
della Mostra del Bitto
(storico) a
Branzi.
leggi l'intervista a Paolo
Ciapparelli
(06.09.10) Missaglia (LC). La Brianzola vuole riscoprire la vocazione lattifera
Nel parco di Montevecchia la pecora Brianzola ha trovato un ambiente ideale. Ora, grazie all'entusiasmo di Marco Frison, un allevatore ventenne, e di Pasquale Redaelli, presidente dell'Associazione della pecora Brianzola, si sta mettendo a punto un progetto per affiancare alla produzione di carne (e di lana) quella del latte. E' un recupero storico perché i famosi furmagitt di Montevecchia erano prodotti con latte ovino e la Brianzola viene ricordata come una pecora piuttosto lattifera. E'anche una conferma che l'agricoltura multifunzionale, potendo contare su animali multifunzionali, può essere vitale anche nella superurbanizzata Brianza. leggi tutto
(30.07.10) All'Alpe Nesdà
(Plesio, CO) si festeggia la rinascita
Gli
alpeggi del Bregagno, nei comuni di Garzeno,
Pianello, Cremia, S.Siro, Plesio, Grandola
e Cusino rappresentavano un grande comprensorio
di alpeggi con pascoli alti fino a
2.000 m, affacciati sul lago di Como e di
Lugano. Pochi sono ancora caricati ma l'apertura
di una nuova pista forestale, che dai 'monti'
di S.Siro porta all'Alpe Nesdà (passando
per l'Alpe Rescascía), può aprire nuove
prospettive. Domenica 25, con una bella
cerimonia (che ha compreso anche la benedizione
dei pascoli, degli animali e dei fabbricati)
si è aperta la prima forma prodotta in alpe
dopo anni di abbandono. Oltre agli strepitosi
panorami questi alpeggi hanno anche un altro
asso nella manica: i prodotti. Il formaggio
che si produce (da secoli) è il Bitto,
che qui, come nelle Valli omonime, viene
prodotto con l'aggiunta del latte di
capra. Insieme ad esso si produce una straordinaria
mascarpa che diventa poi zígher.
leggi tutto
(15.07.10) I furmagitt
de cavra del Miro (a Sala Comacina)
Nel
viaggio tra i formaggini di capra 'autoctoni
dell'Insubria proponiamo un fotoracconto
'storico' (realizzato nel marzo 2001, sui
muunt di Palese a 670 m). Protagonista
Miro Puricelli, classe 1913, un 'monumento
vivente' ruralpino e un archivio della memoria.
Con ricetta per i formaggini ma anche quella
(più preziosa e rara) per fare il caglio
di capretto. vai
a vedere
(07.07.10)La beffa al 'nazionalismo
alimentare'
Galan,
in tenuta giallo Coldiretti, era al
Brennero a protestare platealmente per la
rituale difesa del Made in Italy.
Nel frattempo poco a valle (in Trentino)
deflagrava lo scandalo della mozzarella
blu 'di puro latte trentino' (ma spesso
prodotto con insilato di mais e con foraggi
importati da altre regioni) . Il 'colpevole'
è il solito maxi Caseificio di Fiavè,
già noto per aver accumulato decine di milioni
di euro di debiti e per il 'salvataggio'
di mamma provincia e mamma cooperazione.
Segnalazioni di mozzarelle blu di Fiavè
si registrano in varie parti d'Italia e
sono state ritirate 400.000 confezioni.
Il mega direttore del 'Polo bianco',
Paoli, che ha disposto lo stop della
produzione, da la colpa del fattaccio al
caldo!? La Procura di Trento ha intanto
aperto un fascicolo sulla base delle
segnalazioni dei NAS. leggi tutto
(22.06.10) La Libera associazione malghesi e pastori del
Lagorai raddoppia
Con l'avvio dell'attività di caseificazione dell'Antica Latteria
sociale di Strigno al formaggio Originale
malghe del Lagorai si affianca la produzione
'invernale' dell'Originale Casólo Valsugana.
Che rappresenta una opportunità di riscatto
anche per le piccole aziende di una
valle 'figlia di un dio minore', penalizzata
dall'inquinamento industriale e da scelte
agricole sbagliate vai
a vedere
(12.06.10)
Valstrona (VCO). Una valle da capre (che oggi possono
tornare ad essere una risorsa)
Tipica
valle insubrica aspra, incassata, rocciosa,
dove l'economia per secoli si è basata sull'integrazione
dell'agricoltura di sussistenza con l'emigrazione,
l'artigianato del legno e le miniere.
Agricoltura e zootecnia 'povere', (almeno secondo
certi schemi che forse è ora di rivedere).
Basata sulle capre, le castagne e l'orticoltura
(in assenza di campi e di grandi pascoli
da bovini). Un modello ecologico efficientissimo
che consentiva un'elevata densità demografica
. Oggi di caprai e di capre ne rimangono
pochi ma di buona razza (entrambi). E la
tradizione della trasformazione del
latte caprino nei tipici furmagit at
crava si rinnova. vai
a vedere
(11.06.10)
Morbegno (SO). Ufficialmente costituito il 'Consorzio
per la salvaguardia del Bitto storico'
Venerdì
4 giugno, presso il Centro del Bitto di Gerola Alta si è ufficialmente costituito
il Consorzio per la Salvaguardia del
Bitto Storico. La
mossa era da tempo nell’aria. Paolo Ciapparelli, presidente dell’Associazione
Produttori Valli del Bitto, da tempo aveva anticipato che, in caso di rientro dei produttori
ribelli nella Dop, non ci sarebbe stato comunque un 'ritorno all'ovile' nel CTCB
(Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto). La notizia, resa nota solo
oggi, è comunque clamorosa e non mancherà
di provocare fibrillazioni nel sistema di
potere che in questi anni, ha inutilmente
cercato con varie forme di pressione di
piegare i 'ribelli del Bitto'. Superata
la fase di provocatoria di autoescusione
dalla Dop i produttori storici (sempre 'ribelli'
ma non più 'fuorilegge') rappresentano più
che mai un punto di riferimento in Italia
e oltre per le esperienze di resistenza
casearia e più in generale rurale. leggi il
comunicato stampa integrale
(28.05.10) Dalle Marittime alle Orobie il ritorno dei predatori mette a rischio i migliori formaggi ovicaprini d'alpeggio
I pastori delle Alpi Marittime denunciano l'intensificazione degli attacchi del lupo. Abbiamo parlato con Marilena Giorgis della Val Pesio (CN), pastora e casara aziendale e d'alpeggio. Lo scorso hanno ha avuto venti pecore da latte di razza Frabosana sbranate e dieci disperse. Quest'anno proverà con le recinzioni, ma i cani da guardiania non li vuole e al figlio consiglia di rinunciare al pastoralismo. Intanto nelle Orobie il Parco 'allerta' i comuni invitandoli a raccomandare ai pastori di abbandonare il pascolo 'libero' e di dotarsi di cani e recinti. Siamo al 'coprifuoco'. E' a rischio lo stesso Bitto storico fatto anche con latte di capra Orobica mantenuta con un sistema particolare di pascolo. Che non c'entra nulla con il pascolo 'brado' e che richiede pastori 'veri' ed esperti. Alla lobby pro predatori i pastori e allevatori devono imparare a rispondere uniti al di là delle differenze e dei confini regionali e nazionali. leggi tutto
(26.03.10)
Tesori
dilapidati
Garzeno
(nell'alto Lario occidentale) è un paese
di capre, specie la frazione Catasco. Sui muunt
e sui aalp con il latte
di capra si producono ancora prodotti originali
ed arcaici: il zìgher
e quei formaggini presamici ruspanti di
forma irregolare e crosta semifiorita. Nulla
è stato fatto per caratterizzarli e
valorizzarli e c'è di che riflettere (tristemente)
se rileggiamo ciò che su di essi scrisse
Veronelli nel 1968. Veronelli disse addirittura
che ... leggi
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(24.03.10)
Macagn
o Maccagno?
Quante
differenze dietro una 'o'. I produttori
del Macagn storico, sostenuti dagli amministratori
della montagna, da anni si battono contro
un 'Maccagno Dop' prodotto in pianura con
tecniche diverse. Però la loro opposizione
è stata decisa e tempestiva e il rischio
di svendere un'altra denominazione
tradizionale di montagna parrebbe, salvo
brutte sorprese, sventato. E le due
richieste di Dop, in assenza di una 'sintesi',
(caldeggiata dalla Regione Piemonte, ma
impossibile), sono in stallo. Giacomo
Bergamo, tecnico della Comunità Montana
e 'anima' della tutela e valorizzazione
del Macagn ci ha raccontato anche di un
nuovo progetto ... leggi
tutto
(18.03.10) Due appuntamenti per lo stracchino storico
Due distinti appuntamenti segnano un momento d'oro per l'auspicabile rilancio dello stracchino tradizionale. Capostipite 'tradito' di tanta produzione industriale (molto diversa dagli originali) ma anche radice da ritrovare della cultura casearia lombarda.
Il primo è l'incontro di presentazione del Presidio Slow Food dello 'stracchino all'antica' orobico (sabato 20 a Milano), il secondo la serata sulla 'Civiltà degli stracchini: la matrice alpina del caseificio lombardo' organizzata a Cernusco s/N (mercoledi 24) da Rievoca-Prodotti di montagna con la collaborazione di Slow Food Vallo Orobiche, Amamont, e Marco Imperiali, maestro assaggiatore Onaf leggi tutto
(16.03.10) Opportunismo in Valtellina
Ieri Roberto (Formigoni) era in Valtellina dove, tra l'altro, ha incontrato i produttori agricoli e i rappresentanti dei Consorzi di tutela. Teleunica ha mandato più volte in onda un servizio sull'evento 'sovrapponendo' al tema delle DOP locali le immagini dellacasera di Gerola alta, quella del Bitto storico 'ribelle', uscito per protesta dalla DOP. Ma come? Se il Bitto ribelle 'usurpa' la DOP, e lo bastonate con le sanzioni da decine di migliaia di euro, poi con che faccia tosta lo usate per promuovere il Bitto ufficiale? Abbiamo quindi scritto alla emittente per dire che .... leggi tutto
(14.03.10) Il Bitto storico a 'Fa la cosa giusta' (Fiera Milano City-Porta Scarampo)
Il Bitto storico è a Milano a 'Fa la cosa giusta', la fiera del consumo solidale e sostenibile. Vi aspettiamo oggi e domani (domattina dibattito sul consumo etico del latte - vedi a fianco). Intanto ieri si è tenuto il confronto tra il Consorzio Dop e l'Associazione dei produttori storici moderato con competenza e equilibrio da Alberto Lupini direttore di Italia a Tavola e c'è stato un annuncio importante leggi tutto
(06.03.10) Originale Lagorai: autentico formaggio di malga trentino
Il 1° marzo si è tenuto a Trento un incontro-degustazione che ha avuto per protagonista il formaggio 'Originale Malghe del Lagorai': un formaggio di malga, fatto in malga. All'incontro promosso dalla Strada del vino e dei sapori del Trentino hanno partecipato alcuni esponenti della ristorazione di qualità della provincia. L'Originale Malghe del Lagorai, controcorrente rispetto alla realtà zoocasearia trentina, sta ottenendo apprezzamenti significativi trovando i canali giusti di valorizzazione leggi tutto
(06.12.09) Polpetta
avvelenata per Zaia sul tema scottante del
Bitto
Roma:
'le modifiche al disciplinare della Dop Bitto, tese a una maggiore puntualizzazione sulle tecniche produttive artigianali del formaggio e a una fotografia corretta della zona di produzione, sono la dimostrazione dell'attenzione dell'Unione Europea verso le "tipicita"e la qualita' agroalimentare del nostro Paese'. E' il commento (riportato
dall'ANSA) del ministro Zaia all'approvazione delle modifiche da parte della Commissione Europea al disciplinare di produzione della Dop 'Bitto'. Dal
momento che sono in gioco i mangimi (prima
non consentiti, ora si) l'uscita del Ministro
(laureato in produzioni animali) rappresenta
la 'polpetta avvelenata' di 'suggeritori'
che tradiscono la volontà della burocrazia
romana di voler 'sputtanare' il ministro
veneto dimostrando che non conosce quello
di cui parla o non è competente. Oltretutto
Zaia è laurato a Padova dove ...
leggi
tutto
(30.10.09)
Alpi centro-occ. Giacimenti gastronomici ancora inesplorati
Le
tradizioni casearie contadine, specie quelle
basate sul latte ovicaprino e i prodotti
di piccola pezzatura, sono ancora poco conosciute
e tanto meno valorizzate. Ma come tante
cose ignorate e disprezzate gli 'umili'
formaggini 'nostrani' delle 'umili' capre
e pecore oggi incontrano il gusto del consumatore
leggi
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(26.10.09)
Torino. Una pubblicazione per promuovere il Turismo
degli alpeggi
E'
stata presentata il 25 ottobre nell'ambito
della rassegna 'Alpi365', al Lingotto di
Torino, una guida escursionistica che
propone un nuovo approccio alla montagna.
Gli alpeggi sono infatti I protagonisti
della pubbliocazione 'Escursionismo
in alpeggio. Alla scoperta di ambienti,
del lavoro e dei prodotti d'alpe'. La guida
interessa le provincie di Torineo e Cuneo
ed un totale di 16 itinerari. Nel corso
della presentazione della guida e della
successiva tavola rotonda sul tema
'alpeggi senza confini: escursionismo in
alpeggio' sono emerse diverse esperienze
e punti di vista che inducono a ben sperare
nella nascita di un vero e proprio movimento
del Turismo degli alpeggi. leggi
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Verbania
(10.10.09) Sempre alto l'interesse per gli alpeggi
Il volume 'Alpi, alpigiani e formaggi
dal Mottarone alla Formazza uscito in primavera
è esaurito rapidamente ed è stata subito
edita una nuova edizione. E'stata presentata
ieri a Vanzone S.Carlo presso la sede della
Comunità Montana del Monte Rosa. Ma i problemi
degli alpeggi sono tanti.
Alpeggi - VCO -formaggi - libri
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Europa (11.09.09) Contro la
crisi del latte soluzioni vecchie e costose
La Commissione europea non vuole fare
marcia indietro sulle quote latte (a termine nel 2015). Si
torna quindi indietro ai vecchi metodi di ritiro delle eccedenze (sotto
forma di burro e latte in polvere, tanto per cambiare).
Una soluzione voluta dalla lobby Olanda e C. che fa
a pugni con i proclami sulla sostenibilità ma anche
sulla necessità di ridurre la spesa agricola. De Castro
- nel giubilo del Consorzio del Parmigiano - ha fatto
approvare dall'europarlamento una proposta per estendere
i sostegni ai formaggi. In alternativa? La Nuova Zelanda pensa
di usare il latte come biocombistile mentre il
ministro Zaia vorrebbe far chiudere le piccole
stalle. Una proposta che, se applicata come in
passato, può fare 'terra bruciata' della zootecnia di
montagna e delle 'aree deboli'. leggi
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Lombardia
(Varese)
(28.08.09)
Nella montagna varesina rilancio di radicate
tradizioni di trasformazione del latte caprino
Nella montagna varesina ci
sono paesini abitati tutto l'anno dove tutt'oggi
non si arriva nemmeno con il fuoristrada.
Qui la gente non ha mai abbandonato l'allevamento
della capra che, insieme alla castagna,
rappresentava la base della sussistenza.
Grazie all'impegno della Provincia di Varese
i caratteristici prodotti caprini
di queste valli (Veddasca e Dumentina) sono
in fase di riconoscimento quali 'Prodotti tradizionali'
della Regione Lombardia. Nella prospettiva di valorizzare
al meglio la risorsa del turismo gastronomico quale
condizione di sviluppo di questo bellissimo
territorio. leggi
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Trento
(13.08.09) Gli allevatori presentati come accattoni
I danni e le beffe. La politica
provinciale ha perseguito tenacemente
la chiusura di stalle e caseifici inseguendo
i modelli padani, le economie di scala, i super-caseifici,
le super-mucche. Ora, agita lo spettro
della 'estinzione della zootecnia' e strumentalizza
con una campagna pubblicitaria shock gli
allevatori presentandoli come accattoni. Intanto
il caseificio di Fiavè si prepara a lasciare
a piedi i conferenti biologici della
Rendena (commenti di M.Corti e G.Pallante) .... leggi
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Piemonte/Biella
(10.07.09)
Cinema
ruralpino.
Quest'anno Manuele
Cecconello completerà la sua triologia 'Olga
e il tempo', un esempio di come si può fare
'cinema ruralpino'. La prima
parte 'epica minima del mattino' realizzata
in Valle Elvo (BI) nel 2006 è un documento
straordinario sulla lavorazione del latte tradizionale leggi
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Valli
del Bitto/Milano/Alessandria (30.04.09)
Opposizione
presso la Commissione Europea contro le modifiche
del disciplinare del Bitto Dop vai
a vedere
Milano
(04.04.09)
Al tavolo
convocato dall'assessore ferrazzi passi avanti per la soluzione
dei problemi del bitto vai
a vedere
Milano
(21.03.09) Tre
settimane a Milano tra metà aprile e inizio maggio per
il Bitto storico
Un programma denso di iniziative organizzato dai
Produttori delle Valli del Bitto (i famosi "ribelli
del Bitto") con l'adesione di Slow Food, Comune
di Gerola alta, Arte da mangiare, Caseus/Anfosc,
Ruralpini e molti altri. Giornalisti, chef, produttori,
sostenitori del cibo buono pulito e giusto mobilitati
per una iniziativapolitico-cultural-gastronomica lungatre
settimane che si concluderà con un "treno del
Bitto" per portare gli amici del Bitto "storico"
sino al "tempio del Bitto" a Gerola alta (SO). Nel
corso dell'evento si susseguiranno eventi gastronomici in locali
stellati e nelle Osterie Slow Food, vi sarà una presenza in piazza
dei produttori del Bitto (e del gruppo tradizionale di Gerola alta) con
tanto di salotti gastronomici. E'previsto anche un convegno (25
aprile) aperto
alle testimonianze dei sostenitori della campagna e degli stessi
produttori nonché al confronto politcio con I rappresentanti della
Regione Lombardia.
Programmi dettagliati su Ruralpini nei prossimi giorni.
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a eventi
(19.03.09)
In attesa dell'arrivo degli "aiuti alimentari"
in Grana Padano e Parmigiano Reggiano
Risultati
sconcertanti dai controlli sulle organizzazioni caritative:enti
inesistenti, cibo volatilizzato. Ad Avellino denunciati
anche i responsabili della Croce Rossa e di Agecontrol
spa (la società di controllo dello stesso Ministero
dell'agricoltura) Che fine faranno i 70,00 q.li (ca
12 milioni di pezzi confezionati) di Grana Padano e
Parmigiano Reggiano? leggi
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(16.03.09)
Il fallimento
della politica zoocasearia trentina è anche legato ad
una tipicità fatta di copiature di formaggi lombardi
e veneti (e anche più lontani)
Michele
Dallapiccola, capogruppo del PATT (in maggioranza) in
consiglio provinciale a Trento, veterinario e presidente
del Macello dell'Alta Valsugana spara a zero sulla politica
provinciale che ha sinora puntato sul "Polo bianco",
i maxi caseifici e le stalle sempre più grandi.
Pare di sentire quei "mati" dei ruralpini...
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(09.03.09)
Idee per Expo 2015: le vie del formaggio
Mentre la macchina dell'expo si mette faticosamente in
marcia tra miriadi di bandi, concorsi e idee a tavolino
il Bitto "cala" a Milano e materializza legami
territoriali dimenticati. Riflessioni storico-gastronomiche
sulla geografia milanese del formaggio leggi
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(09.01.09)
Dopo
il latte crudo formaggi di malga nel mirino: I NAS a
caccia di Stafilococchi nel Trentino
La scorsa estate,
alcuni turisti avrebbero contratto
tossinfezioni da tossine stafilococciche dopo aver mangiato
in alcune malghe. Ne sono seguiti controlli a carico
di 15 alpeggi da parte dei NAS, il sequesto
di 2 tonnellate di formaggio e due denuce. Notizie contradditorie
ma subito qualcuno ne ha approfittato per rilanciare -
sull'onda delle accuse al latte crudo - la controffensiva
contro le produzioni non industriali. Altri per chiedere
soldi per attività di assistenza tecnica, formazione,
"attrezzature più moderne". Ma trasformare
le malghe in luoghi simili alle stalle e ai caseifici
di pianura non risolve i problemi e nessuno dice
che lo Stafilococco non è mai stato un problema e che
solo le supermucche superselezionate ad essere un problema
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(05.02.09) Le
super Dop vogliono aumentare la proiduzione e convincere
il governo a sostenere i prezzi
A Mantova, il 2 febbraio, emerge chiara in un convegno
la posizione delle "SuperDop". Esse rifiutanodi
limitare la produzione e vogliono che il governo
sostenga i prezzi con operazioni
tipo Grana Padano e Parmigiano Reggiano agli indigenti
e il sostegno all'esportazione di BuonItalia. E le piccole
produzioni?
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(20.12.08)Formaggio
industriale e formaggio di pascolo. Consumare
formaggio industriale piuttosto che quello di
pascolo aumenta il rischio cardiovascolare. I risultati
di un test con consumo di 200 g settimanali di formaggio
mostrano un sensibile aumento di clesteremia e trigliceridemia
in una squadra di volontari.I risultati di uno studio
dell'Università di Firenze sono stati illustrati in
un convegno il 10 dicembre a Firenze su "Qualità e Tipicità dell’Alimento: alla ricerca del Benessere"..
(9.12.08):Coerenza?Avanti
con il sostegno alle filierone del Made in Italy,
avanti con le megastalle e le supermucche e le "nuove"
quote latte
Schizofrenia
totale del sistema agroalimentare. Tanta incoerenza
la pagano il contribuente, il consumatore e l'ambiente.
Il Parmigiano stagionato 1 anno quota 7,14 euro/kg (-12% in un anno), il Padano
5,85 euro (-14%). Esaltano le "bandiere del Made in Italy" e poi chiedono
di distribuirlo ai poveri (tanto paga Pantalone). Zaia
stacci attento!
I
Consorzioni chiedono soldoni per "sostenere i prezzi"
e mega campagne di promozione (il Padano si prepara
ad un'assembea straordinaria il 12 sul tema) poi nella
"filiera" c'è chi chiede soldi per ingrandire
le stalle e trattare la merda con costosi impianti (così
ci guadagna ancora qualcuno che progetta, impianta,
vende la "tecnologia"). Nella "filiera"
vogliono ancora più quote latte e che le mucche facciano
ancora più latte. Tanto la "selezione" per
le supermucche la paga sempre Pantalone. Della qualità
del tecnolatte lasciamo perdere.
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