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(24.04.15) Il formaggio all'origine della nostra storia
Recenti scoperte collocano la nascita del formaggio nell'Europa centro-settentrionale, 7.500 anni fa. Insieme alla retrodatazione della domesticazione e dello sfruttamento degli animali per il latte esse  rafforzano l'importanza dell'allevamento e del caseificio nella nostra cultura leggi tutto

(24.10.12) Bitto News N 6

Alla vigilia del Salone del Gusto sono numerose le notizia di stretta attualità che vedono protagonista il Bitto storico. Tra riconoscimenti e angherie il Bitto storico va avanti con la consapevolezza di rappresentare una bandiera di resistenza casearia, umana, contadina. Come tutte le bandiere rappresenta un riferimento luminoso per alcuni, un simbolo da distruggere per altri. È emblematico che mentre il Bitto storico sia oggetto di interesse delle componenti politiche e dell'ente di ricerca della Regione Lombardia, la DG Agricoltura  perseveri nel trattare i produttori del Bitto storico come appestati. Mentre appaiono in televisione ("Che tempo che fa") con Petrini e i presidi Slow Food mondiali più rappresentativi quali rappresentanti italiani di una agricoltura eroica. leggi tutto

 

(28.09.12) Alpeggi e formaggi alla ribalta a Saluzzo

La capitale dei margari piemontesi sarà protagonista il 13 e 14 ottobre di FORMALP-formaggi di montagna mostra-mercato dei formaggi d'alpeggio e ovicaprini artigianali di montagna. Con nutrita presenza di produttori delle vallate di Cuneo e Torino ma anche di altre provincie del Piemonte e della Lombardia. Dopo due settimane a Sondrio con Formaggi in Piazza diversi produttori piemontesi presenti a Saluzzo completeranno lo scambio. Oltre alla mostra-mercato, incontri tecnici, degustazioni, presentazioni di libri, una mostra e... leggi tutto

 

(30.08.12)Con lobos no hay paraíso

Un bellissimo documento del gruppo pastoralista anti-lupo asturiano "Con lobos no hay paraíso (Nessun paradiso con i lupi) che abbiamo tradotto per dimostrare come in Europa la politica di proliferazione del lupo abbia già distrutto interi sistemi pastorali. Con il risultato che un formaggio ovicaprino è diventato vaccino e non più d'alpeggio. E Slow Food cosa dice? leggi tutto

 

(28.08.12) Il Corrierone si accorge che i lupi sono un problema

Alleluia! Ieri un articolo sul Corrierone dava la notizia che il Roquefort, il prestigio formaggio ovino francese, è a rischio. I branchi di lupi "provenienti dall'Italia" (!?) hanno iniziato a infestare la Lozére (antico Gévaudan, sì quello de La Bête) fanno strage delle pecore addette alla produzione di latte da Roquefort e José Bové dice di sparargli leggi tutto

 

(30.07.12) Plesio (Co) Si ripete il rito dell'alpeggio

Temperature elevate anche sugli alpeggi (poco favorevoli per i formaggi). Però si guarda avanti. Ieri taglio e benedizione della prima forma all'Alpe Nesdale. E si è inaugurata la nuova struttura turistica legata all'alpeggio stesso. leggi tutto

 

(28.07.12) Quando è la montagna che non vuole valorizzarsi

In Val Grana tutto parla del formaggio Castelmagno. Eppure è un re un po' decaduto (a causa dell'aumento di produzione). In Val Gerola c'è il Bitto storico, un re che ha saputo mantenersi tale a prezzo di dure lotte. Ma la lungimiranza degli amministratori locali è tale che non c'è un solo cartello all'ingresso del paese con riferimento al Bitto storico. leggi tutto

 

(18.07.12)Trentino. Fermalga: i conti non tornano

Ora PAT, CCIAA, Fondazione Mach esaltano la "unicità" del formaggio di malga. Hanno campionato ceppi microbici 'biodiversi' dalle poche malghe che non si sono adeguate all'uso dei fermenti industriali. E con quelli vorrebbe creare dei fermenti selezionati semi-standardizzati "per area tipica" (costo dell'operazione 500 mila €). Ma dov'è l'unicità? E poi si vorrebbe sapere a chi appartengono i ceppi isolati. Rappresentano una biodiversità creata e custodita dalle singole malghe. Appartengono (appartenevano) alla malga xy e nessun altro dovrebbe appropriarsene e usarli a piacimento leggi tutto

 

(02.07.12) Nelle malghe della Val di Rabbi (TN) In una valle tra le più autentiche delle Alpi, lontano dal turismo di massa, ci sono malghe dove si produce ancora poìna affumicata e asni. Meritano una escursione. Intanto potete conoscerle attraverso il mio fotoracconto. leggi tutto

 

(26.10.11) Sondrio(So). Formaggi in piazza: un evento in crescita

Il Comune di Sondrio organizza la sesta edizione di "Formaggi in piazza". Un evento che mantenendosi lontano da sprechi e strutture pesanti valorizza le piazze del centro storico e la struttura del Centro Le Volte (ex-enologica Valtellinese). Oltre all'aumento degli espositori si registra l'allargamento dell'area di loro provenienza che comprende le vicine valli svizzere, la val Brembana, gli alpeggi della Valcamonica, del comasco, di Varese, Biella, Torino e Cuneo. Protagonista sarà il Bitto storico che per la prima volta riceve un meritato riconoscimento da una istituzione locale. Significativa la realizzazione della Piazza della resistenza casearia e la trattazione di questa tematica nel corso delle conferenze con la presenza dei massimi esponenti di Slow Food. leggi tutto

 

(14.09.11) Prodotti meno noti per celebrare Cheese: Zincarlin de Varés

Gli Zincarlin sono una costellazione di prodotti. A loro volta fanno parte di una categoria di latticini che va dalla Provenza al Tirolo passando per le alpi piemontesi, lombarde, ticinesi, la svizzera interna, il Friuli. Analogie e differenze e ipotesi intorno alla loro origine rappresentano un campo di studio affascinante della 'filologia' e 'paleontografia' casearie supportanto dalle intriganti indicazioni della lingistica storia e preistorica. C'è bisogno di scomodare tutto questo per degli umili latticini contadini? Leggete e poi vi darete da soli la risposta. leggi tutto

 

(09.09.11) Il Nostrano Valtrompia: un gioiello che merita di più

Lo scorso anno il Nostrano di Valtrompia ha ottenuto la Dop . Senza troppi clamori - come nell'indole concreta della gente della valle - è arrivato a questo riconoscimento primo tra i formaggi bresciani, prima del celebrato Bagoss e del Silter camuno-sebino che rincorre la Dop da vent'anni.  Il Nostrano VT è un un formaggio che trae la sua forza dal provenire da un'area limitata, dalla omeogeneità dei produttori, dall'importanza della produzione di malga e dalla grande passione e competenza di uno stagionatore che ne è il 'papà' (Silvio Zanini, nella foto M. Corti). La cronaca della visita al Tempio del Nostrano con alcune riflessioni  leggi tutto

 

(31.08.11) Il formaggio "di grana" che garantisce rispetto dell'ambiente e del benessere animale

Viene dalla Moravia, nella Repubblica Ceca il formaggio che rappresenta una imbarazzante 'pietra di paragone' per la più grande e potente delle Dop italiane. Ma anche una salutare sfida a recuperare ecosostenibilità per i sistemi zoocaseari lombardi (e non solo)  basati sulla monocoltura maidicola e un largo uso di pesticidi. Non è un 'parmesan' qualsiasi, una volgare imitazione. L'esperienza  il know how sono padani, l'imprenditorialità anche. Il Gran Moravia è stagionato, confezionato, commercializzato in Padania. Ma i foraggi, il latte sono ottenuti in un territorio dove suolo e acqua sono di certo più puliti. Il Gran Moravia si rivolge a un consumatore consapevole dei valori ecologici e attento al benessere animale, che non si lascia incantare dal nazionalismo alimentare. Dopo una campagna mediatica senza precedenti Gran Moravia sarà protagonista anche a Cheese, la grande manifestazione casearia di Slow Food. leggi tutto

 

(26.08.11) Alta valle Spluga. Quando l'alpeggio si industrializza

In alta valle Spluga l'alpeggio è diventato una succursale della Latteria industriale di Delebio. Non ci sarebbe niente di particolarmente perverso. Però si vuole fare Bitto. Ma come lo fanno? Un solo alpeggio produce più "Bitto" che tutti gli alpeggi storici ribelli messi insieme. Ma è un vanto? vai a vedere

 

(08.06.11) Bitto: formaggio orobico

La sottolineatura dell'origine e identità orobica del Bitto non sono una provocazione. Il Bitto storico rilancia i legami con la Val Brembana e con la bergamasca  non solo e non tanto in polemica con una Valtellina che ha voluto inventare un 'nuovo Bitto', ma per fedeltà alla sua storia. In vista della prossima edizione di Cheese (Bra, 16-19 settembre), che celebrerà l'unione dei formaggi 'principi delle Orobie', pubblichiamo alcuni materiali che testimoniano la realtà secolare di un Bitto che ha per molto tempo gravitato sul versante bergamasco prima dell'affermazione del ruolo di Morbegno come 'capitale del Bitto'. Un ruolo che, tra una Dop che ha snaturato il Bitto, e un Mostra del Bitto fallimentare, non ha saputo conservare. leggi tutto

 

(30.05.11) Parte l'azionariato popolare a sostegno del Bitto storico

L'aumento di capitale verrà formalizzato a settembre ma già sin d'ora è possibile versare un anticipo per opzionare azioni della Società valli del Bitto, il braccio commerciale del Consorzio del Bitto storico. É possibile sottoscrivere anche una sola zione del valore di 150 €. Vi spiego perché farlo. Perché vale la pena fare un investimento etico in una causa cristallina in un prodotto che rappresenta un'economia morale, ecologica storico-identitaria. leggi tutto

 

(08.05.11) Il Bitto storico guarda avanti

L'assemblea della Valli del Bitto spa, braccio commerciale dei 'ribelli del Bitto' è stata contrassegnata dall'approvazione all'unanimità di un bilancio che segna il raggiungimento del pareggio, l'aumento del fatturato e che consente di pensare a nuovi 'sogni' per l'immediato futuro. leggi tutto

 

(25.04.11) Gerola (So). I ribelli del Bitto non intendono 'regalare' la denominazione

Dopo che il 'Centro del Bitto' (stagionatura) ha iniziato a farsi sottoporre ai controlli della Dop anche i produttori 'ribelli' gradualmente rientreranno nel regime di controlli Csqa. É la decisione dell'assemblea del Consorzio salvaguardia Bitto storico del 21 aprile. Ciò non ha nulla a che fare con il rientro nel Consorzio tutela Casera e Bitto ispirato da visioni quantitative e produttivistiche funzionali alle latterie industriali. Da produttori 'in regola' (pur continuando a ritenere la 'regola' iniqua) e non più fuorilegge' continueranno a battersi perché il loro prodotto, otenuto con tecniche fedeli alla tradizione, e l'area di produzione storica ottengano di essere distinti dal resto del Bitto Dop. leggi tutto

 

(17.04.11) Milano: le mamme non vogliono il Grana Padano Dop

Milano Ristorazione - secondo i genitori - non avrebbe rispettato un contratto che prevedeva il miglioramento della qualità delle materie. Ci sarà quindi un ricorso al Tar e una class action entro la fine del mese. La vicenda coinvolge il Parmigiano Reggiano (che era previsto) e il  Grana Padano (che le mamme non vogliono per via della presenza del conservante lisozima). Intanto arriva il Rusticone ... leggi tutto

 

(10.03.11) Varese. Necessario diffondere la cultura del buon formaggio

Cronaca di una bella serata di degustazione dei formaggi a Varese. Un'occasione anche per capire alcuni problemi della produzione artigianale di formaggi che, a volte, deve piegarsi ai gusti del consumatore 'diseducato' dall'offerta industriale e dalla relativa comunicazione. E che difetta di canali per raggiungere i consumatori in grado di riconosce un prezzo etico a questi prodotti realizzati con passione e applicazione di manualità e conoscenze che rischiano di scomparire. leggi tutto

 

(17.01.11) Parte la 'resistenza casearia' pro Bitto storico

Sabato 15 ai Mercati della Terra a Milano ha preso il via la campagna a sostegno del Bitto storico promossa da Slow Food. Vi spieghiamo qui (continuate a leggere tutto l'articolo) come da tutta Italia potete contribuire aderendo al Gruppo d'acquisto. Vi verrà recapitato a domicilio un pacco con tre diverse annate di Bitto. Una 'verticale' eccezionale che solo un formaggio come il Bitto storico mette a disposizione di tutti coloro che credono che apprezzare le cose buone può cambiare il mondo in meglio.  leggi tutto

 

(11.01.11) Corna Imagna (Bg) Nascono la coop dei piccoli allevatori e il Centro per l'agricoltura

Un esempio dalla Valle Imagna: grazie all'attività culturale, all'animazione sociale, rinasce anche l'agricoltura. Il modello agroindustriale e agriproduttivista fa chiudere le stalle (4.000 all'anno e non solo in montagna). In una valle 'marginale' come la bergamasca Valle Imagna, invece, grazie ad un encomiabile lavoro di riscoperta e valorizzazione delle radici culturali, le piccole stalle tornano a vivere. Una piccola grande lezione per i politici ma, soprattutto, per i burocrati e le agenzie corporative legate a visioni e interessi agroindustriali. 5 piccole aziende (con in totale 30 vacche da latte) il giorno 15 gennaio daranno ufficialmente vita a una coop per produrre strachì biologico (storia, tradizione ed ecologia vanno in comune accordo). Caseificio e centro agricoltura sono realizzati recuperando fabbricati storici del comune grazie al lavoro degli allevatori-muratori. leggi tutto

(10.01.11) Trento. Assistenzialismo spudorato

La mozzarella blu (ve la ricordate) è una calamità naturale? No di certo. Per quanto il direttore del 'Polo bianco' abbia dato la colpa 'al caldo'. Il problema era legato al controllo e alla manutenzione degli impianti. In una ditta privata chi sbaglia paga. Nel sistema trentino paga Pantalone, ovvero i contribuenti trentini (ma anche i vicini lombardi e veneti che finanziano l' 'autonomia). Così mamma Provincia autonoma regala 500.000 € a parziale compensazione delle perdite subite per la 'calamità' Mozzarella blu. leggi tutto

 

(30.12.10) Tradizioni casearie alpino-padane

La valorizzazione delle tradizioni casearie legate al territorio  presuppone la ricostruzione e la conoscenza dell'evoluzione storica delle produzioni. Altrimenti si resta impantanati in situazioni in cui la ridda di denominazioni legate a località più o meno ristrette non riflette una reale variabilità mentre produzioni storicamente importanti ed originali restano 'oscurate' dietro denominazioni generiche. Il caso della famiglia lombarda degli 'stracchini' e di quella (lombarda e piemontese) delle 'robiole' (o rebbiole' è fortemenmte emblematico. Prodotti diversi indicati con lo stesso nome, prodotti uguali con nomi diversi. Gran parte delle confusioni derivano dal fatto che le stesse tecnologie sono state applicate a latti originariamente ovicaprini poi misti vaccini e caprini e quindi solo vaccini e, di recente, solo caprini. L'industria poi ha prodotto parecchi danni ...  leggi tutto

 

(23.11.10) Bitto storico: un'accademia del gusto ma anche di politica contadina

Il  santuario del Bitto storico a Gerola Alta (SO) esprime in modo esemplare il 'principio contadino' e la 'resistenza' teorizzati da Jan Douwe Van der Ploeg. Il ruralista olandese vede nei contadini del III millennio la forza in grado di contrastare la globalizzazione dell'Impero (agroalimentare). Egli contrappone la visibilità di produttori- persone all'anonimato dei non-luoghi e dei produttori 'invisibili', la grande qualità contro la mediocrità. Rivaluta le  'umili' pratiche apparentemente 'arcaiche' ('retro-innovazioni') che mettono in crisi il sistema 'globale'. Nella storia della resistenza del Bitto storico c'è tutto questo. È un punto di riferimento europeo della 'resistenza contadina' al quale non bisogna far mancate lil sostegno. leggi tutto

 

(20.11.10) Il Matüsc c'è ancora

Ad Albaredo (SO) oggi alla sagra del formaggio Matüsc ci sono svolte le valutazioni della commissione Onaf-Degustibus. Erano presenti 21 'casari'. Tutti contadini che lo autoproducono sui loro maggenghi (prati privati con piccole stalle-fienile).  Senza mangimi. Il più 'grosso' ha dieci vacche. La politica, la burocrazia, l'industria li vogliono eliminare a tutti i costi, ma - per ora - resistono. E forse resisteranno meglio delle 'stallone' poco sostenibili degli 'imprenditori'. Nonostante che il comune abbia fatto chiudere la vecchia latteria (dove i contadini portavano il latte) per aprirne una nuova e affidarla al più grande caseificio industriale della Valtellina (e ci fanno il Matüsc con il latte di due grosse stalle che usano mangimi). Biodiversità contadina contro 'filiere'. leggi tutto

 

(15.11.10) In Svizzera deroga per le baite di legno salva gli alpeggi

Altro che 'maniaci igienisti'. Gli svizzeri rispettono le tradizioni e il savoire faire dei casari più che gli italiani che si riempiono la bocca di 'tipicità'. Leggere per credere: il Berner Alpkäse Dop (quindi secondo le regole UE) si produce in chalet dove nello stesso locale si lavora il latte, si cucina e si consumano i pasti e il formaggio stagiona in locali con le pareti di legno. leggi tutto

 

(09.11.10) I formaggi d'alpeggio fanno bene alla salute (ma senza mangimi)

Il 3 novembre a Baveno (VB), nel corso di un interessante convegno presso la Camera di Commercio, è stata presentata dalla STEA (Società Ticinese di Economia Alpestre) una ricerca sulle caratteristiche chimiche e sensoriali del formaggio d'alpeggio ticinese. Povero di grassi saturi, ricco di grassi poli-insaturi e omega-3. Ma se si alimentano le vacche con integratori questi benefici si riducono drasticamente (anche se ci si limita a 1-2 kg di cereali) leggi tutto

 

(24.10.10) Protesta dei produttori di latte ovino sardi (non tutti pastori!)

Al Salone del gusto Venerdì 22 si è svolto un incontro dal titolo impegnativo 'Resistenza casearia'. Sono stato tra i primi, insieme a Stefano Mariotti, a parlare di 'Resistenza casearia'. Erano i tempi, correva il 2006, di Cheese Time (oggi qualeformaggio.it) e del Primo incontro Ruralpino). Quindi mi pareva giusto partecipare. Ma il dibattito è stato monopolizzato dalla protesta dei produttori sardi di latte ovino che ci si ostina ad identificare in blocco con 'i pastori'. In un clima tra invocazione degli aiuti statali e autoflagellazione, nello sconforto dei moderatori (gli amici Piero Sardo e Roberto Rubino) abbiamo sentito sindacalisti esaltare la qualità del latte e dirigenti della Regione glorificare la selezione per aumentarne la quantità. E altre cose poco simpatiche che vale la pena riferire perché significative di un modo di intendere la 'pastorizia' e i problemi del latte che, da Nord a Sud e alle isole proprio non va, e allontana le soluzioni. leggi tutto

 

(27.09.10) Val Vigezzo (VB). I tesori degli alpeggi: Alpe Basso

All'Alpe Basso, in Val Loana, Bruno Zani alpeggia 80 capre e venti mucche e produce un formaggio particolare e molto pregevole mescolando latte caprino e vaccino (al 50% ca). La tecnica risente dell'influsso della cultura casearia della vicina Svizzera interpretata però in modo originale. Il risultato è rappresentato de forme del peso di 15 kg. La pasta presenza una marcata occhiatura ma la tecnica accutata e paziente di lavorazione è tale da consentire una maturazione piuttosto lunga senza difetti. Anche qui, però, i problemi non mancano; a parte la siccità di questa stagione è in forse la possibilità di utizzare l'alpeggio del comune, a quota più elevata, a causa della mancata esecuzione dei benedetti 'adeguamenti igienico-sanitari'. vai a vedere

 

(21.09.10) Gerola (SO). Il Bitto storico prepara la secessione dalla Valtellina

Ormai è sicuro, la 97a Mostra del Bitto (storico) si terrà a Branzi, in alta Valle Brembana (tèra de Berghem). Una decisione che era già nell'aria ma che è ora definitiva, dopo quanto avvenuto domenica  a Gerola alta in occasione della Sagra del Bitto.

Alla vigilia della Sagra la stampa locale ha annunciato con grande enfasi la notizia di un 'accordo sul Bitto' promosso dai comuni di Gerola e di Albaredo (che fino a pochi mesi fa si lanciavano reciprocamente velenose accuse). I produttori non erano stati neppure interpellati e la loro reazione a queste manovre è stata netta: si sono rifiutati di ritirare i tradizionali premi per i casari. Sul palco c'erano politici e anmministatori e 2 casari 'traditori' di Albaredo. Una situazione imbarazzante per Sertori, il presidente della provincia. 'Ci scusiamo con il presidente Sertori, non ce l'avevamo certamente con lui'. Questa la diichiarazione che ci ha rilasciato oggi Paolo Ciapparelli , presidente del Consorzio Bitto storico, che conferma che sabato a Branzi darà ufficcialmente l'annuncio del trasloco della Mostra del Bitto (storico) a Branzi.

leggi l'intervista a Paolo Ciapparelli

 

(06.09.10) Missaglia (LC). La Brianzola vuole riscoprire la vocazione lattifera

Nel parco di Montevecchia  la pecora Brianzola ha trovato un ambiente ideale. Ora, grazie all'entusiasmo di Marco Frison, un allevatore ventenne, e di Pasquale Redaelli, presidente dell'Associazione della pecora Brianzola, si sta mettendo a punto un progetto per affiancare alla produzione di carne (e di lana) quella del latte. E' un recupero storico perché i famosi furmagitt di Montevecchia erano prodotti con latte ovino e la Brianzola viene ricordata come una pecora piuttosto lattifera. E'anche una conferma che l'agricoltura multifunzionale, potendo contare su animali multifunzionali, può essere vitale anche nella superurbanizzata Brianza. leggi tutto

 

(30.07.10)  All'Alpe Nesdà (Plesio, CO) si festeggia la rinascita

Gli alpeggi del Bregagno, nei comuni di Garzeno, Pianello, Cremia, S.Siro, Plesio, Grandola e Cusino rappresentavano un grande comprensorio di alpeggi con pascoli alti fino a 2.000 m, affacciati sul lago di Como e di Lugano. Pochi sono ancora caricati ma l'apertura di una nuova pista forestale, che dai 'monti' di S.Siro porta all'Alpe Nesdà (passando per l'Alpe Rescascía), può aprire nuove prospettive. Domenica 25, con una bella cerimonia (che ha compreso anche la benedizione dei pascoli, degli animali e dei fabbricati) si è aperta la prima forma prodotta in alpe dopo anni di abbandono. Oltre agli strepitosi panorami questi alpeggi hanno anche un altro asso nella manica: i prodotti. Il formaggio che si produce (da secoli) è il Bitto, che qui, come nelle Valli omonime, viene prodotto con l'aggiunta del latte di capra. Insieme ad esso si produce una straordinaria mascarpa che diventa poi zígher. leggi tutto

(15.07.10)  I furmagitt de cavra del Miro (a Sala Comacina)

Nel viaggio tra i formaggini di capra 'autoctoni dell'Insubria proponiamo un fotoracconto 'storico' (realizzato nel marzo 2001, sui muunt di Palese a 670 m). Protagonista Miro Puricelli, classe 1913, un 'monumento vivente' ruralpino e un archivio della memoria. Con ricetta per i formaggini ma anche quella (più preziosa e rara) per fare il caglio di capretto. vai a vedere

 

(07.07.10)La beffa al 'nazionalismo alimentare'

Galan, in tenuta giallo Coldiretti, era al Brennero a protestare platealmente per la  rituale difesa del Made in Italy. Nel frattempo poco a valle (in Trentino) deflagrava lo scandalo della mozzarella blu 'di puro latte trentino' (ma spesso prodotto con insilato di mais e con foraggi importati da altre regioni) . Il 'colpevole' è il solito maxi Caseificio di Fiavè, già noto per aver accumulato decine di milioni di euro di debiti e per il 'salvataggio' di mamma provincia e mamma cooperazione. Segnalazioni di mozzarelle blu di Fiavè si registrano in varie parti d'Italia e sono state ritirate 400.000 confezioni. Il mega direttore del 'Polo bianco', Paoli, che ha disposto lo stop della produzione, da la colpa del fattaccio al caldo!? La Procura di Trento ha intanto aperto un fascicolo sulla base delle segnalazioni dei NAS. leggi tutto

 

(22.06.10) La Libera associazione malghesi e pastori del Lagorai raddoppia

Con l'avvio dell'attività di caseificazione dell'Antica Latteria sociale di Strigno al formaggio Originale malghe del Lagorai si affianca la produzione 'invernale' dell'Originale Casólo Valsugana. Che rappresenta una opportunità di riscatto  anche per le piccole aziende di una valle 'figlia di un dio minore', penalizzata dall'inquinamento industriale e da scelte agricole sbagliate vai a vedere

 

(12.06.10) Valstrona (VCO). Una valle da capre (che oggi possono tornare ad essere una risorsa)

Tipica valle insubrica aspra, incassata, rocciosa, dove l'economia per secoli si è basata sull'integrazione dell'agricoltura di sussistenza con l'emigrazione, l'artigianato del legno e le miniere. Agricoltura e zootecnia 'povere', (almeno secondo certi schemi che forse è ora di rivedere). Basata sulle capre, le castagne e l'orticoltura (in assenza di campi e di grandi pascoli da bovini). Un modello ecologico efficientissimo che consentiva un'elevata densità demografica . Oggi di caprai e di capre ne rimangono pochi ma di buona razza (entrambi). E la tradizione della trasformazione  del latte caprino nei tipici furmagit at crava si rinnova. vai a vedere

 

(11.06.10) Morbegno (SO). Ufficialmente costituito il 'Consorzio per la salvaguardia del Bitto storico'

Venerdì 4 giugno, presso il Centro del Bitto di Gerola Alta si è ufficialmente costituito il  Consorzio per la Salvaguardia del Bitto Storico. La mossa era da tempo nell’aria. Paolo Ciapparelli, presidente dell’Associazione Produttori Valli del Bitto, da tempo aveva anticipato che, in caso di rientro dei produttori ribelli nella Dop, non ci sarebbe stato comunque un 'ritorno all'ovile' nel CTCB (Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto). La notizia, resa nota solo oggi, è comunque clamorosa e non mancherà di provocare fibrillazioni nel sistema di potere che in questi anni, ha  inutilmente cercato con varie forme di pressione di piegare i 'ribelli del Bitto'. Superata la fase di provocatoria di autoescusione dalla Dop i produttori storici (sempre 'ribelli' ma non più 'fuorilegge') rappresentano più che mai un punto di riferimento in Italia e oltre per le esperienze di resistenza casearia e più in generale rurale. leggi il comunicato stampa integrale

 

(28.05.10) Dalle Marittime alle Orobie  il ritorno dei predatori mette a rischio i migliori formaggi ovicaprini d'alpeggio

I pastori delle Alpi Marittime denunciano l'intensificazione degli attacchi del lupo. Abbiamo parlato con Marilena Giorgis della Val Pesio (CN), pastora e casara aziendale e d'alpeggio. Lo scorso hanno ha avuto venti pecore da latte di razza Frabosana sbranate e dieci disperse. Quest'anno proverà con le recinzioni, ma i cani da guardiania non li vuole e al figlio consiglia di rinunciare al pastoralismo. Intanto nelle Orobie il Parco 'allerta' i comuni invitandoli a raccomandare ai pastori di abbandonare il pascolo 'libero' e di dotarsi di cani e recinti. Siamo al 'coprifuoco'. E' a rischio lo stesso Bitto storico fatto anche con latte di capra Orobica mantenuta con un sistema particolare di pascolo. Che non c'entra nulla con il pascolo 'brado' e che richiede pastori 'veri' ed esperti. Alla lobby pro predatori i pastori e allevatori devono imparare a rispondere uniti al di là delle differenze e dei confini regionali e nazionali. leggi tutto

 

(26.03.10) Tesori dilapidati

Garzeno (nell'alto Lario occidentale) è un paese di capre, specie la frazione Catasco. Sui muunt e sui aalp con il  latte di capra si producono ancora prodotti originali ed arcaici: il zìgher e quei formaggini presamici ruspanti di forma irregolare e crosta semifiorita. Nulla è stato fatto per caratterizzarli e valorizzarli e c'è di che riflettere (tristemente) se rileggiamo ciò che su di essi scrisse Veronelli nel 1968. Veronelli disse addirittura che ... leggi tutto

 

(24.03.10) Macagn o Maccagno?

Quante differenze dietro una 'o'. I produttori del Macagn storico, sostenuti dagli amministratori della montagna, da anni si battono contro un 'Maccagno Dop' prodotto in pianura con tecniche diverse. Però la loro opposizione è stata decisa e tempestiva e il rischio di svendere un'altra denominazione tradizionale di montagna parrebbe, salvo brutte sorprese,  sventato. E le due richieste di Dop, in assenza di una 'sintesi', (caldeggiata dalla Regione Piemonte, ma impossibile), sono in stallo.  Giacomo Bergamo, tecnico della Comunità Montana e 'anima' della tutela e valorizzazione del Macagn ci ha raccontato anche di un nuovo progetto ... leggi tutto

 

(18.03.10) Due appuntamenti per lo stracchino storico

Due distinti appuntamenti segnano un momento d'oro per l'auspicabile rilancio dello stracchino tradizionale. Capostipite 'tradito' di tanta produzione industriale (molto diversa dagli originali) ma anche radice da ritrovare della cultura casearia lombarda. Il primo è  l'incontro di presentazione del  Presidio Slow Food dello 'stracchino all'antica' orobico (sabato 20 a Milano), il secondo la serata sulla 'Civiltà degli stracchini: la matrice alpina del caseificio lombardo' organizzata a Cernusco s/N (mercoledi 24)  da Rievoca-Prodotti di montagna con la collaborazione di Slow Food Vallo Orobiche, Amamont, e Marco Imperiali, maestro assaggiatore Onaf  leggi tutto

 

(16.03.10) Opportunismo in Valtellina

Ieri Roberto (Formigoni) era  in Valtellina dove, tra l'altro, ha incontrato i produttori agricoli e i rappresentanti dei Consorzi di tutela. Teleunica ha mandato più volte in onda un servizio sull'evento 'sovrapponendo' al tema delle  DOP locali le immagini dellacasera di Gerola alta, quella del Bitto storico 'ribelle', uscito per protesta dalla DOP. Ma come? Se il Bitto ribelle 'usurpa' la DOP, e lo bastonate con le sanzioni da decine di migliaia di euro, poi con che faccia tosta lo usate per promuovere il Bitto ufficiale? Abbiamo quindi scritto alla emittente per dire che ....  leggi tutto

 

(14.03.10) Il Bitto storico a 'Fa la cosa giusta' (Fiera Milano City-Porta Scarampo)

Il Bitto storico è a Milano a 'Fa la cosa giusta', la fiera del consumo solidale e sostenibile. Vi aspettiamo oggi e domani (domattina dibattito sul consumo etico del latte - vedi a fianco). Intanto ieri si è tenuto il confronto tra il Consorzio Dop e l'Associazione dei produttori storici moderato con competenza e equilibrio da Alberto Lupini direttore di Italia a Tavola e c'è stato un annuncio importante leggi tutto

 

(06.03.10) Originale Lagorai: autentico formaggio di malga trentino

Il 1° marzo si è tenuto a Trento un incontro-degustazione che ha avuto per protagonista il formaggio 'Originale Malghe del Lagorai': un formaggio di malga, fatto in malga. All'incontro promosso dalla Strada del vino e dei sapori del Trentino hanno partecipato alcuni esponenti della ristorazione di qualità della provincia. L'Originale Malghe del Lagorai, controcorrente rispetto alla realtà zoocasearia trentina,  sta ottenendo apprezzamenti significativi trovando i canali giusti di valorizzazione leggi tutto

 

(06.12.09) Polpetta avvelenata per Zaia sul tema scottante del Bitto

Roma: 'le modifiche al disciplinare della Dop Bitto, tese a una maggiore puntualizzazione sulle tecniche produttive artigianali del formaggio e a una fotografia corretta della zona di produzione, sono la dimostrazione dell'attenzione dell'Unione Europea verso le "tipicita"e la qualita' agroalimentare del nostro Paese'. E' il commento (riportato dall'ANSA) del ministro Zaia all'approvazione delle modifiche da parte della Commissione Europea al disciplinare di produzione della Dop 'Bitto'. Dal momento che sono in gioco i mangimi (prima non consentiti, ora si) l'uscita del Ministro (laureato in produzioni animali) rappresenta la 'polpetta avvelenata' di 'suggeritori' che tradiscono la volontà della burocrazia romana di voler 'sputtanare' il ministro veneto dimostrando che non conosce quello di cui parla o non è competente. Oltretutto Zaia è laurato a Padova dove ...  leggi tutto

 

(30.10.09) Alpi centro-occ. Giacimenti gastronomici ancora inesplorati

Le tradizioni casearie contadine, specie quelle basate sul latte ovicaprino e i prodotti di piccola pezzatura, sono ancora poco conosciute e tanto meno valorizzate. Ma come tante cose ignorate e disprezzate gli 'umili' formaggini 'nostrani' delle 'umili' capre e pecore oggi incontrano il gusto del consumatore leggi tutto

 

(26.10.09) Torino. Una pubblicazione per promuovere il Turismo degli alpeggi

E' stata presentata il 25 ottobre nell'ambito della rassegna 'Alpi365', al Lingotto di Torino, una guida escursionistica che propone un nuovo approccio alla montagna. Gli alpeggi sono infatti I protagonisti della pubbliocazione 'Escursionismo in alpeggio. Alla scoperta di ambienti, del lavoro e dei prodotti d'alpe'. La guida interessa le provincie di Torineo e Cuneo ed un totale di 16 itinerari. Nel corso della presentazione della guida e della successiva tavola rotonda sul tema 'alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio' sono emerse diverse esperienze e punti di vista che inducono a ben sperare nella nascita di un vero e proprio movimento del Turismo degli alpeggi. leggi tutto

 

Verbania (10.10.09)  Sempre alto l'interesse per gli alpeggi

Il volume 'Alpi, alpigiani e formaggi dal Mottarone alla Formazza uscito in primavera è esaurito rapidamente ed è stata subito edita una nuova edizione. E'stata presentata ieri a Vanzone S.Carlo presso la sede della Comunità Montana del Monte Rosa. Ma i problemi degli alpeggi sono tanti.  

Alpeggi - VCO -formaggi - libri leggi tutto

 

Europa (11.09.09)  Contro la crisi del latte soluzioni vecchie e costose

La Commissione europea non vuole fare marcia indietro sulle quote latte (a termine nel 2015). Si torna quindi indietro ai vecchi metodi di ritiro delle eccedenze (sotto forma di burro e latte in polvere, tanto per cambiare). Una soluzione voluta dalla lobby Olanda e C. che fa a pugni con i proclami sulla sostenibilità ma anche sulla necessità di ridurre la spesa agricola. De Castro - nel giubilo del Consorzio del Parmigiano - ha fatto approvare dall'europarlamento una proposta per estendere i sostegni ai formaggi. In alternativa? La Nuova Zelanda pensa di usare il latte come biocombistile mentre il ministro Zaia vorrebbe far chiudere le piccole stalle. Una proposta che, se applicata come in passato, può fare 'terra bruciata' della zootecnia di montagna e delle 'aree deboli'.  leggi tutto

 

Lombardia (Varese) (28.08.09)  Nella montagna varesina rilancio di radicate tradizioni di trasformazione del latte caprino

Nella montagna varesina ci sono paesini abitati tutto l'anno dove tutt'oggi non si arriva nemmeno con il fuoristrada. Qui la gente non ha mai abbandonato l'allevamento della capra che, insieme alla castagna, rappresentava la base della sussistenza. Grazie all'impegno della Provincia di Varese i caratteristici prodotti caprini di queste valli (Veddasca e Dumentina) sono in fase di riconoscimento quali 'Prodotti tradizionali' della Regione Lombardia. Nella prospettiva di valorizzare al meglio la risorsa del turismo gastronomico quale condizione di sviluppo di questo bellissimo territorio.     leggi tutto

 

Trento (13.08.09)  Gli allevatori  presentati come accattoni

I danni e le beffe. La politica provinciale ha perseguito tenacemente la chiusura di stalle e caseifici  inseguendo i modelli padani, le economie di scala, i super-caseifici, le super-mucche. Ora, agita lo spettro della 'estinzione della zootecnia' e strumentalizza con una campagna pubblicitaria shock gli allevatori presentandoli come accattoni. Intanto il caseificio di Fiavè si prepara a lasciare a piedi i conferenti biologici della Rendena (commenti di M.Corti e G.Pallante) .... leggi tutto

 

Piemonte/Biella (10.07.09)  Cinema ruralpino.

Quest'anno Manuele Cecconello completerà la sua triologia 'Olga e il tempo', un esempio di come si può fare 'cinema ruralpino'. La prima parte 'epica minima del mattino' realizzata in Valle Elvo (BI) nel 2006 è un documento straordinario sulla lavorazione del latte tradizionale  leggi tutto

 

Valli del Bitto/Milano/Alessandria (30.04.09)

Opposizione presso la Commissione Europea contro le modifiche del disciplinare del Bitto Dop vai a vedere

 

Milano (04.04.09)

Al tavolo convocato dall'assessore ferrazzi passi avanti per la soluzione dei problemi del bitto vai a vedere

 

Milano (21.03.09)  Tre settimane a Milano tra metà aprile e inizio maggio per il Bitto storico

Un programma denso di iniziative organizzato dai Produttori delle Valli del Bitto (i famosi "ribelli del Bitto") con l'adesione di Slow Food, Comune di Gerola alta, Arte da mangiare, Caseus/Anfosc, Ruralpini e molti altri. Giornalisti, chef, produttori, sostenitori del cibo buono pulito e giusto mobilitati per una iniziativapolitico-cultural-gastronomica lungatre settimane che si concluderà con un "treno del Bitto" per portare gli amici del Bitto "storico" sino al "tempio del Bitto" a Gerola alta (SO). Nel corso dell'evento si susseguiranno eventi gastronomici in locali stellati e nelle Osterie Slow Food, vi sarà una presenza in piazza dei produttori del Bitto (e del gruppo tradizionale di Gerola alta) con tanto di salotti gastronomici. E'previsto anche un convegno (25 aprile) aperto alle testimonianze dei sostenitori della campagna e degli stessi produttori nonché al confronto politcio con I rappresentanti della Regione Lombardia.  Programmi dettagliati su Ruralpini nei prossimi giorni. vai a eventi

 

(19.03.09) In attesa dell'arrivo degli "aiuti alimentari" in Grana Padano e Parmigiano Reggiano

Risultati sconcertanti dai controlli sulle organizzazioni caritative:enti inesistenti, cibo volatilizzato. Ad Avellino denunciati anche i responsabili della Croce Rossa e di Agecontrol spa (la società di controllo dello stesso Ministero dell'agricoltura) Che fine faranno i 70,00 q.li (ca 12 milioni di pezzi confezionati) di Grana Padano e Parmigiano Reggiano? leggi tutto

 

(16.03.09) Il fallimento della politica zoocasearia trentina è anche legato ad una tipicità fatta di copiature di formaggi lombardi e veneti (e anche più lontani)

 Michele Dallapiccola, capogruppo del PATT (in maggioranza) in consiglio provinciale a Trento, veterinario e presidente del Macello dell'Alta Valsugana spara a zero sulla politica provinciale che ha sinora puntato sul "Polo bianco", i maxi caseifici e le stalle sempre più grandi. Pare di sentire quei "mati" dei ruralpini... 

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(09.03.09) Idee per Expo 2015: le vie del formaggio

Mentre la macchina dell'expo si mette faticosamente in marcia tra miriadi di bandi, concorsi e idee a tavolino  il Bitto "cala" a Milano e materializza legami territoriali dimenticati. Riflessioni storico-gastronomiche sulla geografia milanese del formaggio  leggi tutto

 

(09.01.09) Dopo il latte crudo formaggi di malga nel mirino: I NAS a caccia di Stafilococchi nel Trentino

La scorsa estate, alcuni turisti avrebbero contratto tossinfezioni da tossine stafilococciche dopo aver mangiato in alcune malghe. Ne sono seguiti controlli a carico di 15 alpeggi da parte dei NAS, il sequesto di 2 tonnellate di formaggio e due denuce. Notizie contradditorie ma subito qualcuno ne ha approfittato per rilanciare - sull'onda delle accuse al latte crudo - la controffensiva contro le produzioni non industriali. Altri per chiedere soldi per attività di assistenza tecnica, formazione, "attrezzature più moderne". Ma trasformare le malghe in luoghi simili alle stalle e ai caseifici di pianura non risolve i  problemi e nessuno dice che lo Stafilococco non è mai stato un problema e che solo le supermucche superselezionate ad essere un problema leggi tutto

 

(05.02.09)  Le super Dop vogliono aumentare la proiduzione e convincere il governo a sostenere i prezzi

A Mantova, il 2 febbraio, emerge chiara in un convegno la posizione delle "SuperDop". Esse rifiutanodi limitare la produzione e vogliono che il governo sostenga i prezzi con operazioni tipo Grana Padano e Parmigiano Reggiano agli indigenti e il sostegno all'esportazione di BuonItalia. E le piccole produzioni?

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(20.12.08)Formaggio industriale e formaggio di pascolo. Consumare formaggio industriale piuttosto che quello di pascolo aumenta il rischio cardiovascolare. I risultati di un test con consumo di 200 g settimanali di formaggio mostrano un sensibile aumento di clesteremia e trigliceridemia in una squadra di volontari.I risultati di uno studio dell'Università di Firenze sono stati illustrati  in un convegno il 10 dicembre a Firenze su "Qualità e Tipicità dell’Alimento: alla ricerca del Benessere"..

 

(9.12.08):Coerenza?Avanti con il sostegno alle filierone del Made in Italy, avanti con le megastalle e le supermucche e le "nuove" quote latte

Schizofrenia totale del sistema agroalimentare. Tanta incoerenza la pagano il contribuente, il consumatore e l'ambiente. Il Parmigiano stagionato 1 anno quota 7,14 euro/kg (-12% in un anno), il Padano 5,85 euro (-14%). Esaltano le "bandiere del Made in Italy" e poi chiedono di distribuirlo ai poveri (tanto paga Pantalone). Zaia stacci attento!

I Consorzioni chiedono soldoni per "sostenere i prezzi" e mega campagne di promozione (il Padano si prepara ad un'assembea straordinaria il 12 sul tema) poi nella "filiera" c'è chi chiede soldi per ingrandire le stalle e trattare la merda con costosi impianti (così ci guadagna ancora qualcuno che progetta, impianta, vende la "tecnologia"). Nella "filiera" vogliono ancora più quote latte e che le mucche facciano ancora più latte. Tanto la "selezione" per le supermucche la paga sempre Pantalone. Della qualità del tecnolatte lasciamo perdere.

 

 

 

 

 

 

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