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(03.03.10) Torna bollente il dibattito sul latte crudo:

La direttrice dell'Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Dott.ssa Caramelli invita a non bere latte crudo. Lo riferisce un articolo de La Stampa del 1° marzo che ha suscitato le reazioni indignate dei produttori stanchi della criminalizzazione del loro latte. Il latte crudo, sottoposto a rigorosi controlli è un prodotto sicuro come altri, altrimenti se ne vieterebbe la vendita.

Anche la carne, il pesce, la maionese, e tanti altri prodotti possono essere potenzialmente contaminati. Ogni anno si registrano decine di migliaia di tossinfezioni alimentari. Ma non per questo i responsabili degli Zooprofilattici invitano a non mangiare carne, uova, pesce. Sul tema interviene il Dr. Cavalli di Bevilatte srl con un intervento che pubblichiamo .leggi tutto

 

(11.02.10) Latte crudo.  I cartelli della vergogna ... smentiti dalle bottiglie

Del latte crudo 'alla spina', criminalizzato dal Ministero della salute su istigazione dell'industria, abbiamo trattato diffusamente su Ruralpini (latte crudo 'bollente').  Ci torniamo per mettere in evidenza la coerenza della burocrazia industrial-igienistica che impone cartelli che 'gridano' di bollire il latte crudo, mentre sulle bottiglie in vendita nei supermercati lascia scrivere che il latte crudo può non essere bollito.  Intanto la maggior parte dei consumatori parrebbe ignorare l'ingiunzione alla bollitura leggi tutto

 

(22.12.09) Latte e formaggi bio nella montagna alpina?

Si può o no? La scorsa settimana l'ass. 'la Buona Terra' ha organizzato una visita al caseificio Valposchiavo, uno dei primi in Svizzera a passare al bio. Intanto la valle è ormai quasi interamente bio. Un occasione di confronto per capire perché in Svizzera e Austria il bio 'vola' mentre in Italia, sulle Alpi lombarde (e non solo) resta al palo. Alla base di questa differenza ci sono i nessi tra fieno, latte e politiche agricole.  (leggi tutto)

 

(08.12.09) Modello zoocaseario industrialista ormai alla frutta

La Val di Ledro (Trentino occidentale) 'molla' il Caseificio di Fiavè. E' solo l'ultimo atto della crisi che si trascina da anni del caseificio spina dorsale del modello industrialista imposto alle Alpi distruggendo il tessuto della zooetecnia alpina e dei caseifici artigianali e che basa la sua falsa economicità sui sostegni pubblici. Oggi la rigidità dei sistemi industrializzati non regge l'impatto con la crisi e la internazionalizzazione leggi tutto

 

(02.12.09) Dalle montagne del Sannio (Appennino campano) il Latte Nobile

Viene presentato oggi a Napoli presso l'ospedale Santobono il Latte Nobile. Sono per ora 16 le piccole aziende di montagna che lo producono. Il Latte Nobile destinato ad ospedali, mense, centri benessere. Un rigoroso disciplinare sull'alimentazione, la valorizzazione delle colture foraggere polifite ricche di leguminose e un limite di produzione max. di 5.000 kg per vacca garantiscono un latte ricco di antiossidanti e componenti attive. Il progetto è supportato per la parte tecnica dall'ANFOSC (associazione nazionale formaggi sotto il cielo). Chi fosse interessato a sviluppare analoghi progetti nell'Arco Alpino può mettersi in contatto con l'ANFOSC tramite RURALPINI. leggi tutto

 

(11.09.09) Contro la crisi del latte soluzioni vecchie e costose

La Commissione europea non vuole fare marcia indietro sulle quote latte (a termine nel 2015). Si torna quindi indietro ai vecchi metodi di ritiro delle eccedenze (sotto forma di burro e latte in polvere, tanto per cambiare). Una soluzione voluta dalla lobby Olanda e C. che fa a pugni con i proclami sulla sostenibilità ma anche sulla necessità di ridurre la spesa agricola. De Castro - nel giubilo del Consorzio del Parmigiano - ha fatto approvare dall'europarlamento una proposta per estendere i sostegni ai formaggi. In alternativa? La Nuova Zelanda pensa di usare il latte come biocombistile mentre il ministro Zaia vorrebbe far chiudere le piccole stalle. Una proposta che, se applicata come in passato, può fare 'terra bruciata' della zootecnia di montagna e delle 'aree deboli'. 

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(13.08.09) Trento. Gli allevatori  presentati come accattoni

I danni e le beffe. La politica provinciale ha perseguito tenacemente la chiusura di stalle e caseifici  inseguendo i modelli padani, le economie di scala, i super-caseifici, le super-mucche. Ora, agita lo spettro della 'estinzione della zootecnia' e strumentalizza con una campagna pubblicitaria shock gli allevatori presentandoli come accattoni. Intanto il caseificio di Fiavè si prepara a lasciare a piedi i conferenti biologici della Rendena (commenti di M.Corti e G.Pallante) .... leggi tutto

 

(13.03.09) Trento

Gli ospedali non rispondono all'appello per il latte trentino   vai a vedere

 

(19.05.09) Valsugana (Tn) Le vecchie latterie come centri della nuova cultura del rurale

Salvare solo per la memoria? Musealizzare? La Latteria di Strigno indica una nuova via. Sede della Libera associazione malghesi e pastori del Lagorai (aderente alla rete Ruralpina) Sarà centro di cultura, di socializzazione , laboratorio didattico ma anche luogo di autoproduzione  vai a vedere

 

(26.03.09) Trentino (Primiero) Aspettando la Grigia

I responsabili della condotta Slow Food e del Presidio del Botìro di Primiero di Malga ci hanno scritto per illustrare le difficili circostanze in cui versano le malghe del comprensorio e per confermare che, entro due anni, la burrificazione avverrà nelle malghe e non più nel Caseificio Comprensoriale di Fiera. E'anche prevista la sostituzione della Brown Swiss con la Grigia alpina (vera mucca da montagna autoctona delle Alpi centro-orientali e Presidio Slow Food). Intanto c'è anche l'impegno a ridurre la quantità di mangime.

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 (16.03.09) La politica zootecnica e casearia trentina? Un fallimento. Non lo dicono i soliti "talebani" ma un consigliere di maggioranza  

Michele Dallapiccola, capogruppo del PATT (in maggioranza) in consiglio provinciale a Trento, veterinario e presidente del Macello dell'Alta Valsugana spara a zero sulla politica provinciale che ha sinora puntato sul "Polo bianco", i maxi caseifici e le stalle sempre più grandi. Pare di sentire quei "mati" dei ruralpini...  vai a vedere

 

 (13.02.09) I Signori del latte silurano Roberto Rubino che in TV dice che le vacche dovrebbero produrre meno

 Il Dr. Roberto Rubino, direttore dell'ex- Istituto Sperimentale della Zootecnia di Roma è stato colpito dall' anatena del presidente dell'UNALAT (produttori latte) per aver detto in TV che le vacche di latte ne producono fin troppo. E così ha dovuto lasciare l'incarico e tornare in Basilicata ad occuparsi di "produzioni estensive" (che i Signori del latte giudicano innocui trastulli bucolici).  vai a vedere

 

(20.08.08) Caseificio Fiavè annega nei debiti

I costi sono elevatissimi. A cosa sono serviti sostegni e fusioni?  vai a vedere

 

 

 

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