|
(27.08.10) Una vita ruralpina: Ambrosini
Dante da Dubino (SO)(classe 1919)
La
prima stagione d'alpeggio a 6 anni ;poi
una serie di stagioni a S.Sisto (Campodolcino)
con le poche vacche di famiglia e le prime
esperienze da giovanissimo sfrosaduur.
Quindi la guerra con la prigionia. Immediato
dopoguerra con il contrabbando
spericolato e il lavoro dei boschi
(più il primo). Poi in cantieri in
Svizzera fino a un grave incidente sul lavoro.
Ancora alpeggi negli anni '60. Poi commercio
e trasporto bestiame (anca de sfroos
föö de Livign); poi ancora alpeggi negli
anni '80. Da 10 anni carica (da solo)
l'Alpe del Piani a 2070 m e impara a fare
il formaggio. 'Ma i vach e i cavaj i
uu semper tegnuu) (Foto
M.Corti, Alpe dei Piani, 25.08.10)
vai
a vedere il fotoracconto
(22.08.10) In Valle Camonica un ecomuseo
delle malghe
Un
glorioso fabbricato d'alpeggio, emblema
della produzione del formaggio Silter
in Valgrigna è attualmente oggetto di
attento restauro conservativo. Sarà il cuore
dell'ecomuseo delle malghe, un cuore
vivo, con la stagionatura del formaggio
e i supporti didattici per i visitatori.
Finalmente un intervento che valorizza
il patrimonio storico-architettonico
dell'alpeggio.
vai
a vedere il fotoracconto
(12.08.10) Cuneo. Pastori o lupi? Quale
la razza in via di estinzione?
Alla
conferenza stampa a Monterosso Grana (CN) per
la presentazione
del progetto regionale a sostegno della
pastorizia (vedi sotto) era presente anche
un pastore-simbolo: Mario Durbano di Frise.
Un pastore che negli ultimi anni ha subito
una serie impressionante di attacchi da
parte dei lupi (nonostante utilizzi i recinti
elettrici).
Nel pomeriggio, con Luca Battaglini e Marzia
Verona, sono andato su in montagna
a trovare
lui e il suo gregge. Montagne aspre,
valloni 'da lupi'. Ma questa è la montagna
di Mario, della gente di qui, che ha sempre
vissuto qui, in equilibrio con l'ambiente.
E che ora paga la scelta politica di favorire
la reintroduzione del lupo, una scelta che
ci auguriamo venga ora riequilibrata in
nome del diritto della pastorizia e della
cultura alpina a continuare a vivere.
vai
a vedere
(09.08.10) Festa delle malghe (a Songavazzo,
BG)
Pieno
successo della Festa delle malghe di Songavazzo.
Pienamente soddisfatto il malghese e gli organizzatori
si pensa già alla prossima edizione
ma anche ad organizzare eventi simili per
il 2011. La Festa è stata predisposta per
l'aspetto gastronomico tenendo
conto dei criteri che devono informare la
sagra di qualità: solo prodotti di agricoltori
e trasformatori locali, niente bicchieri
e stoviglie di plastica a perdere.
leggi
tutto
(30.07.10) All'Alpe Nesdà
(Plesio, CO) si festeggia la rinascita
Gli
alpeggi del Bregagno, nei comuni di Garzeno,
Pianello, Cremia, S.Siro, Plesio, Grandola
e Cusino rappresentavano un grande comprensorio
di alpeggi con pascoli alti fino a
2.000 m, affacciati sul lago di Como e di
Lugano. Pochi sono ancora caricati ma l'apertura
di una nuova pista forestale, che dai 'monti'
di S.Siro porta all'Alpe Nesdà (passando
per l'Alpe Rescascía), può aprire nuove
prospettive. Domenica 25, con una bella
cerimonia (che ha compreso anche la benedizione
dei pascoli, degli animali e dei fabbricati)
si è aperta la prima forma prodotta in alpe
dopo anni di abbandono. Oltre agli strepitosi
panorami questi alpeggi hanno anche un altro
asso nella manica: i prodotti. Il formaggio
che si produce (da secoli) è il Bitto,
che qui, come nelle Valli omonime, viene
prodotto con l'aggiunta del latte di
capra. Insieme ad esso si produce una straordinaria
mascarpa che diventa poi zígher.
leggi tutto
(26.07.10) Lagorai significa
malghe. No al Parco
Amamont
(l'associazione transfrontaliera degli amici
degli alpeggi e della montagna) è andata nel Lagorai. Nella malga più autentica
della regione più autentica del Trentino.
Da Oswald Tonner, malghese-simbolo dell'ecologia
contadina contrapposta alle ideologie della
wilderness. Un'occasione per sostenere la
biodiversità dei pascoli e dei formaggi,
per dire no alle 'bustine' di fermenti selezionati
più o meno 'autoctoni', al degrado delle
malghe storiche ridotte a pascoli di manze,
ai progetti di trasformare le malghe abbandonate
in 'palestre' per i giochi di sopravvivenza
nella wilderness. leggi
tutto
(20.07.10) Alpe Laguzzolo
(S. Giacomo Filippo, SO)
All'Alpe
Laguzzolo a 1.774 m in valle del Drogo si
arriva solo a piedi partendo da poco più
di 1.000 m. Ma una coppia di giovani
neocaprai di Mese (entrambi con solide radici
locali e rurali) sta organizzando al
meglio l'alpeggio per le loro capre da latte.
Con
due bambini piccoli ... e i nonni,
i parenti che aiutano. Sono stato domenica
scorsa a
trovarli e vi racconto
la storia (dell'alpe, della famiglia,
dell'escursione). leggi
tutto
(15.07.10) I furmagitt
de cavra del Miro (a Sala Comacina)
Nel
viaggio tra i formaggini di capra 'autoctoni
dell'Insubria proponiamo un fotoracconto
'storico' (realizzato nel marzo 2001, sui
muunt di Palese a 670 m). Protagonista
Miro Puricelli, classe 1913, un 'monumento
vivente' ruralpino e un archivio della memoria.
Con ricetta per i formaggini ma anche quella
(più preziosa e rara) per fare il caglio
di capretto. vai
a vedere
(13.07.10) Rosanna e Rolando:
neomontanari che fanno agricoltura nella
Val Grande (VCO), spacciata per 'la più
grande area wilderness d'Europa'
Continua
il nostro viaggio tra i neomontanari (neocaprai
per lo più), gente che 'ce la fatta' e ha
messo in piedi aziende sostenibili e multifuzionali
che non solo 'stanno in piedi' ma mantengono
viva la montagna (e le alte colline).
Andando a vivere in posti come la Valgrande dove una
malintesa 'ideologia della wilderness' si
compiace della desertificazione agricola.
C'è
bisogno di gente come loro, fortemente motivati,
che non si arrendono alle non poche difficoltà,
alla burocrazia soprattutto. L'importante
è che non restino esperienze isolate e che
l'elemento locale si confronti con esse
(anche attraverso le aggregazioni dei produttori)
e ne tragga spunto per imprimere un
nuovo orientamento all'attività agricola
in montagna.
vai
a vedere
(08.07.10)Fotoracconto: Alpe Andossi
(SO)
Sulla
stessa alpe stili di alpeggio diversi (pare
un viaggio nel tempo). E poi il conflitto
tra i discendenti degli alpigiani (ora 'vacanzieri')
e gli alpeggiatori ('vecchio' e 'nuovo'
stile). Quello che conta è che il bosco
è stato fermato anche se '... tanta
erba non è mangiata e ad agosto è gialla'
vai
a vedere
(21.06.10) Nevicate sugli alpeggi
Cronaca (fotografica) della giornata di domenica 20 giugno all'Alpe
Li Piani (Brusio, Val Poschiavo - Canton
Grigioni). Mentre fuori nevicava si
è tenuta l'assemblea dell'associazione
Amici Li Piani. Presente Robi Ronza,
grande amico della montagna, cui è
stata conferita la qualifica di 'socio
onorario'.
vai
a vedere
(17.06.10) Cantine (hilter) d'alpeggio.
Monumenti minacciati (Songavazzo, BG)
Sono sopravvissute ai diktat dei veterinari-burocrati, ai danni dei
progettisti che farebbero meglio a
progettare villette e condomini (architetti,
ingegneri, geometri). Sono le cantine di
stagionatira degli alpeggi ancora miracolosamente
in funzione; veri monumenti al sapere
ambientale e tecnologico dei nostri
vecchi. Vi mostriamo quella della Malga
Valmezzana in alta Val Seriana, un alpeggio 'fortunato'
in quanto gestito dal Consorzio Forestale
Presolana e caricato da un giovane 'neomalghese'
locale pieno di entusiasmo e passione. leggi tutto
(12.06.10)
Valstrona (VCO). Una valle da capre (che oggi possono
tornare ad essere una risorsa)
Tipica
valle insubrica aspra, incassata, rocciosa,
dove l'economia per secoli si è basata sull'integrazione
dell'agricoltura di sussistenza con l'emigrazione,
l'artigianato del legno e le miniere.
Agricoltura e zootecnia 'povere', (almeno secondo
certi schemi che forse è ora di rivedere).
Basata sulle capre, le castagne e l'orticoltura
(in assenza di campi e di grandi pascoli
da bovini). Un modello ecologico efficientissimo
che consentiva un'elevata densità demografica
. Oggi di caprai e di capre ne rimangono
pochi ma di buona razza (entrambi). E la
tradizione della trasformazione del
latte caprino nei tipici furmagit at
crava si rinnova.
vai
a vedere
(11.04.10) Storie
di capre: 'Sbirulina: caprettina o cagnolina?'
Forse
qualcuno si ricorda del gatto coraggioso
che si crede un cane pastore (storia
di due caprai ...),
adesso è la volta di Sbirulina, una caprettina
nata prematura e allevata in casa con due
'genitori' umani e due affettuose cagnotte
(una 'pastora' e una Rotweiller) come 'sorelle
maggiori'. Sbirulina si comporta in
tutto e per tutto come una cagnolina e ha
anche la sua 'cuccia' (col fieno), ma preferisce
- da 'vero' cane di casa - starsene sul
divano. In
realtà è una storia quasi 'normale' perché
si sa che nella vita ruralpina di ieri c'era
la ('cavra/crava de cà'), chiamata per nome,
docile, che allattava i bambini e mangiava
gli avanzi di cucina. Paolo, Silvia con
le loro cagnotte, Sbirulina (e le altre
capre) sono gli unici ad abitare tutto l'anno
la frazione Ielmala a 658 m in Valle Anzasca
leggi
e guarda tutto
(10.04.10) Storie
di alpeggi: 'Adesso non passa più neanche
il mulo' Lorena
Pirozzini e Moreno Zanetta di Calasca Castiglione
(VCO) raccontano cosa significhi caricare
un alpeggio dove si arriva (a fatica) solo
a piedi e capita spesso di rifocillare
gli escursionisti della GTA. Ma invece
che un premio ...
leggi
e guarda tutto
Motocross
in montagna: sport o vandalismo? Un problema non solo
bergamasco
La
Storia di due caprai, di una scrofa innamorata e di
un gatto coraggioso
Una
storia in controtendenza: qualche volta gli alpeggi
rinascono
(Aggiornamento)
Come
nasce la maschèrpa d'alpeggio
delle Valli del Bitto
|