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Articoli correlati
Varrone,
una colonna dello "storico"
(07.09.16)La visita del 23-24
agosto scorso in alta val Varrone all'unico alpeggio lecchese che
produce lo "storico", ovvero il prestigioso e secolare formaggio d'alpe
a latte intero con aggiunta di latte di capra orobica. Qui con Daniele
Colli si perpetua la tradizione della scuola di casari di Gerola
Varrone
e Biandino cuore di ferro e formaggi
28.08.16
Nei giorni cruciali in cui lìex bitto storico cambia nome approfondiamo
alcuni aspetti sinora poco messi a fuoco della storia e della geografia
di questo mito caseario.
L'oasi
dei casari (il Lagorai) (24.11.15)
Laura Zanetti ripercorre la storia
recente delle malghe del Lagorai, la catena montuosa, ricca di laghi e
pascoli che divide la Valsugana dalla Val di Fiemme e si prolunga verso
il Tesino. Un territorio fortunatamente sottratto (grazie all'impegno
di persone come la Zanetti) ai destini della "valorizzazione turistica"
o della "parchizzazione", strategie speculari ma coordinate di assalto
alla ruralità
...vado
in alpeggio per la libertà (29.06.15)
Per fortuna che oltre a tanti
allevatori rassegnati, a rimorchio delle organizzazioni, esistono
anche figure come quella di Giuseppe Giovannoni, protagonista convinto
e consapevole delle vicende dei "ribelli del bitto" e, ora, dell'uscita
della capra Orobica da una condizione di marginalità. Parliamo della
sua azienda tra 400 e 1700 m.
Siccità
sugli alpeggi (23.08.15)
Colpiti i pascoli più sostenibili La
grave siccità che ha colpito gli alpeggi a luglio non è rimasta
senza conseguenze. Ma chi soffre di più per il calo diproduzione di
latte è chi non usa i mangimi, ovvero chi rispetta il pascolo e
l'ambiente. Così solo i "puristi" si sono fatti sentire
Malghe
friulane: viva le vecchie cantine (15.02.13)
In Friuli l'ERSA ha effettuato uno
studio molto interessante, registrando temperatura e umidità, che mette
in evidenza come gli ambienti realizzati con materiali edilizi moderni
non siano in grado di garantire l'inerzia termica e regolazione
dell'umidità
La
storia di un alpeggio raccontata dai protagonisti (26.07.12)
Al Passo della Forcora (VA)
si terrà Domenica 29 luglio la VII Festa dell'Alpeggio.
Nell'occasione alcuni dei protagonisti della rinascita di questi
pascoli hanno redatto un interessante cronistoria. Che, per ora, va dal
1976 al 1990. Per la seconda puntata bisognerà aspettare il prossimo
anno. La ricostruzione della storia del loro alpeggio scritta dagli
amici varesini potrebbe essere di stimolo per altre realtà.
Nelle
malghe della val di Rabbi (Trentino)(02.07.12)
In una valle tra le più autentiche
delle Alpi, lontano dal turismo di massa, ci sono malghe dove si
produce ancora poìna affumicata e asni. Meritano una
escursione. Intanto potete conoscerle attraverso il mio
fotoracconto.
All'alpe
Cavisciöla tra integralisti del bitto e vacche OB (04.08.11)
Un alpeggio della val Brembana dove
si arriva solo a piedi, dove il latte si lavora in baite 'storiche'.
È gestito da una giovane coppia unita dalla passione per
l'alpeggio, lei casara 'fliglia d'arte', lui giovane ed orgoglioso
caricatore d'alpe che ha fatto la gavetta, fermo come una roccia
sulle sue convinzioni. Propugnatore di una perfezionata arte del
pascolamento e del ritorno alla Bruna alpina (O.B.). In alpe ci sono
anche dei cascin ("pastorelli") di 14 e 12 anni, l' per
imparare. Sembra una storia abilmente costruita per mitizzare una
realtà. Ma è vera. Un invito caloroso a tutti a farsi una bella
camminata e ad andare a conoscere Alfio e Sonia che vi accoglieranno
come amici anche se non vi conoscono.
All'alpeggio Case di Viso con Andrea Bezzi, malghese, casaro,
affinatore (22.06.11)
Storia di una esercitazione-seminario
in cui si sono affrontati tanti problemi e capite tante cose sulla
realtà dell'alpeggio. Su tutte una: l'allevatore di montagna non può
pensare solo a mungere ma deve usare le sue mani abili e tutte le sue
capacità tecniche e comunicative. La grande lezione di Andrea Bezzi che
da diversi anni segue un suo 'stile produttivo' che oggi viene
ammirato. Andrea è pienamente soddisfatto del suo lavoro "il più bello
del mondo". Se solo il Parco....
Lagorai
significa malghe: No al parco (26.07.10)
Amamont (l'associazione
transfrontaliera degli amici degli alpeggi e della montagna) è andata
nel Lagorai. Nella malga più autentica della regione più autentica
del Trentino. Da Oswald Tonner, malghese-simbolo dell'ecologia
contadina contrapposta alle ideologie della wilderness. Un'occasione
per sostenere la biodiversità dei pascoli e dei formaggi, per dire no
alle 'bustine' di fermenti selezionati più o meno 'autoctoni', al
degrado delle malghe storiche ridotte a pascoli di manze, ai progetti
di trasformare le malghe abbandonate in 'palestre' per i giochi di
sopravvivenza nella wilderness.
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Alpeggi
Dalla Brianza al Lagorai
(con "ragazzi in alpeggio")
Marco Paleari.
Il professore, pastore poeta
intervista di Laura
Zanetti
(12.09.16) Chi
sono i "ragazzi in alpeggio" ? La nostra redattrice dal Lagorai (la
catena montuosa famosa
per le malghe e il laghi) è andata a intervistarne uno a Malga Bolenga.
Marco Paleari, classe 1977, è un brianzolo (risiede ad Imbersago) un
centro della
Brianza lecchese famoso per il traghetto leonardesco sull'Adda. Marco è
docente di "tecnologia per carrozzieri
meccanici" in un Istituto professionale di Bergamo.
LZ : Marco come sei
arrivato a Malga
Casa Bolenga?
MP: sono entrato
nel sito Lavorare
in Alpeggio a maggio. Diciamo che frequento la montagna da
sempre. Faccio alpinismo e organizzo gite per conto del Cai di
Vimercate di cui sono socio e membro del consiglio direttivo
sezionale.

LZ: conoscevi il
Lagorai?
MP: no, lo
conoscevo solo
attraverso guide e cartine. Devo dire che è un sogno. Sono arrivato
qui un sabato ed il primo giorno che sono entrato in questa valle ho
capito di aver fatto la scelta giusta. Lavorare in montagna mi piace
molto. Non conoscevo gli animali. Non conoscevo il cane pastore Moro.
Ho conosciuto l’utilità di un animale, come è il caso del pastore
da gregge, nel gestire gli animali da pascolo. Quando salivo
sull’alpe, vedevo le vacche e non coglievo le sfumature di questi
animali. Le vedevo tutte uguali, a parte il colore del pelo.
Arrivando qui ho imparato che ogni animale ha un proprio
atteggiamento, un proprio carattere, che prima non consideravo.

LZ: e le capre,
visto che Casa
Bolenga nasce come malga da capre?
MP: sono
totalmente diverse
dalle vacche in quanto autonomia, curiosità e vivacità. Da un punto
di vista alimentare la capra è più esigente. Si ciba infatti di
erba e fieno fine.
LZ: quali sono le
tue incombenze
qui?
MP: mi alzo alle
5, ora alle 6
per via che alcuni animali sono in asciutta perché gravidi.
Prendiamo un buon caffè e poi prepariamo il materiale da mungitura
per vacche e capre. Poi ci suddividiamo i compiti: chi pulisce la
stalla chi la mammella ( con un secchiello di acqua tiepida e un
panno pulito). Tranne quelle con la mastite che vengono trattate
separatamente nel senso che vengono comunque munte, ma il loro latte
non viene usato per fare formaggio ed è dato in pasto ai maiali.
LZ: fai formaggio
Marco?
MP: No! Non ho
ancora le
conoscenze per farlo, ma mi incuriosisce.

LZ: da alpinista
qual è il tuo
giudizio sul Lagorai?
MP: considerando
la mole di
lavoro qui in malga, premetto d’averlo girato poco. Diciamo che è
una montagna molto verde, quindi accogliente.
LZ: cosa ti porti
via da questa
esperienza?
MP: il fresco
dell’alpeggio,
la bontà delle relazioni con i pastori della malga. Questo
soprattutto è stato molto bello. Non ho poi sentito la mancanza
delle notizie del mondo. E nonostante ciò non mi ha influenzato in
questi tre mesi.

Poesia di Marco
E si'
levarsi presto/
prima che schiarisca il cielo/
sciacquarsi con acqua scrosciante/
indossare le vesti/
profittare di pane latte e miele/
e poi/
ridichiusa la porta/
si fende la pungente aria del mattino/
salendo i pascoli stanti al di sopra del bosco/
E li'/
nel mezzo d'una radura a maggese/
tra alti fili qua e la da magiche onde/
si scorge la mora chioma d'una giovine donna/
seduta, paziente, in attesa/
lo sguardo sereno.

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